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n.24 giugno 2012
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Re Artù e la Tavola Quasi Rotonda
... e così m'invento il medioevo
di Lucci Laura - Didattica Laboratoriale
Trovo veramente assurdo che un bambino di 11 anni esca dalla scuola primaria conoscendo la storia fino ai romani.
Personalmente, ho sempre pensato che nella primaria la storia si dovesse raccontare partendo dal proprio vissuto, per passare poi al vissuto dei genitori, poi dei nonni e via via indietro fino alla preistoria. Probabilmente, aiuteremmo i nostri ragazzi ad avere un concetto spazio-tempo migliore, ma questa è fantascienza lo capisco!

Però trovarci ad avere dei ragazzini di 10 anni che non sanno chi sia Carlo Magno o Napoleone, che ritengano che Colombo sia un commissario un po' attempato che passano solo su rete 4, che non hanno idea di cosa sia la portata innovatrice di una Rivoluzione Francese o una Rivoluzione industriale, che non conoscano la follia della guerra che porta popoli fino a ieri amici a combattersi allo stremo per seguire un ideale perverso... perdonatemi ma io trovo tutto questo una follia ed è deprimente sia come docente sia come genitore:

come docente, in quanto so che il mio compito è quello di far emergere la Persona dei miei piccoletti, formare la loro coscienza sociale e civile... ma con che mezzi... 9 mesi a parlare di preistoria, altri 9 per i popoli antichi e altri 9 mesi a parlare dei romani... come possono i bambini sentire vicino questo percorso?;

come genitore, perché per portare i nostri figli ad un museo, o li abbiamo preparati una settimana prima o ci ritroviamo in fila per i biglietti a raccontare velocemente 100 anni di storia, oppure quando vediamo un film - sarà sicuramente successo anche a voi di vedere un film storico con i vostri figli e di sfruttare le scene in cui succedeva poco per raccontare velocemente qualcosa per far capire loro... una fatica!!!(adesso che ci penso chi ha inventato il tasto pausa in my-sky doveva avere un figlio nella primaria)

Naturalmente stiamo parlando di genitori attenti che credono nel loro compito educativo, che hanno la coscienza che la loro prima Chiamata sono i loro figli e quindi parliamo di figli fortunati.
Ma tutti i bambini hanno questo tipo di genitori? E i bambini che non hanno genitori così, vuoi perché presi dal lavoro, vuoi perché non pensano siano importanti queste cose?
Ma scusate... ma la scuola una volta non era quell'opportunità che permetteva a tutti di crescere e scegliere come essere in futuro?

Ok, ci hanno tolto la storia... quindi a noi insegnanti irriducibili cosa rimane?
LA FANTASIA ... e così m'invento il medioevo!

Medioevo
Medioevo
Ecco come nasce il percorso che ci porta alla parodia della più famosa delle "leggende storiche" Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda.

A settembre presento un progetto di un Laboratorio Teatrale inserito nei due filoni cardine della mia scuola: Progetto Fiaba e Progetto Alimentare.

Partiamo con la lettura in classe di un libro: "La leggenda di Re Artù - Giunti del borgo": ogni capitolo ci porta degli approfondimenti e nasce così un quaderno, affrontiamo insieme temi della società medievale, le caste, gli usi, i costumi.
Vediamo insieme come nasce la cavalleria, il codice cavalleresco e seguiamo il percorso del bambino destinato a diventare cavaliere. Troviamo il rito d'iniziazione del cavaliere, la veglia, la purificazione e il grande giorno dell'investitura... (internet+libri= cocktail perfetto) e con dei disegni fissiamo meglio i concetti.

Passiamo poi alla visione del film "L'ultima legione" sapientemente epurato delle scene più cruente da un genio, genitore della nostra classe, che piace molto e galvanizza i ragazzi.

Questo ci permette di parlare delle spade del medioevo e conduciamo così una ricerca sulle spade più famose. Ci soffermiamo poi sui vari personaggi del libro, come si presentano e quali sono le valenze positive o negative che incarnano: Re Artù, Merlino, Ginevra, Lancillotto, Morgana e i vari cavalieri.
Ogni tanto ci rilassiamo con qualche puntata di "King Arthur and the Knights Of Justice" , un cartone animato intriso di valori cavallereschi, che ha accompagnato i bambini ad identificarsi nei vari cavalieri e nelle varie dame. Parallelamente viene seguito un percorso di educazione alimentare che porta i bambini a conoscere le regole della corretta alimentazione che privilegia una dieta sana ed equilibrata.
Alla fine del nostro percorso portiamo a teatro una parodia della storia di Re Artù, con un Merlino dietologo, che impone diete strettissime ai cavalieri per far raggiungere loro una forma perfetta, ma i cavalieri trovano un escamotage per beffare Merlino. Il finale tragicomico porta Merlino a riflettere e a trovare il giusto equilibrio.
Abbiamo imparato cose nuove, abbiamo condiviso un periodo storico che, forse in pochi gesti, è ancora presente nella vita di oggi e ci siamo divertiti.
... QUESTA È LA SCUOLA IN CUI CREDO!

Laura Lucci, docente 70°CD Falcone - Roma
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito sabato 01/10/2016 ore 11:15 da Romina
Cara maestra Lucia, Sono un'insegnante della scuola primaria. Io e una mia collega inizieremo a fine Ottobre un progetto sulla continuità in due classi quinte. Come argomento abbiamo proprio scelto re Artù e i cavalieri della tavola rotonda! Anche noi faremo, a fine anno scolastico,una rappresentazione teatrale. Se ti fa piacere, possiamo sbirciare il tuo progetto e magari prendere spunto?grazie e buon lavoro!
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