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| Regole in gioco |
| Gestione.. anzi.. AUTOGESTIONE del gruppo classe |
| di Lucci Laura - Attività Laboratoriali |
Da qualche anno a questa parte sto sperimentando in classe un gioco, per la gestione, anzi.. l'autogestione della classe, gioco che mi sta dando risultati soddisfacenti.
Cominciamo con ordine. Fin dalle mie prime esperienze scolastiche, come alunna, una cosa è sempre stata chiara: qualche problema con l'autorità l'ho sempre avuto...
Quando sono entrata nel mondo della scuola, quando cioè sono passata dall'altra parte della barricata, mi sono resa conto che alcuni NO erano necessari e non tanto per ottenere risultati didattici che comunque si dovevano ottenere, ma soprattutto per tutelare le personalità più deboli e dar loro modo di crescere. Il gruppo classe deve funzionare senza prevaricazioni, ognuno deve dare il massimo che può e tutti devono capire quanto sia importante l'apporto di ognuno.
Il problema c'era... proprio io che ho sempre sostenuto la responsabilità dell'individuo, mi trovavo a dettare regole e farle rispettare.. come conciliare la trasmissione e il rispetto di regole, che permettono l'apprendimento e il lavoro di squadra e il sacrosanto diritto di ogni individuo di esprimere la propria identità all'interno di qualsiasi gruppo?
L'idea fu... AUTOGESTIONE!
Ho pensato a un gioco che si svolge nell'intero arco dell'anno scolastico.
La classe viene divisa in tre gruppi, ogni gruppo ha un capo che cambia ogni mese (tutti devono capire le responsabilità e provare cosa significa organizzare un gruppo), ogni capo ha un vice.
Si discute e si stabiliscono insieme delle regole da rispettare nell'ambito della classe, della mensa e durante gli spostamenti in fila.
Ogni buon comportamento del gruppo dà dei punti, non serve punire, basta premiare un gruppo, automaticamente si escludono gli altri due.
Si costruisce un cartellone annuale su cui si scrivono i punti che si assegnano di volta in volta. I capi gestiscono il proprio gruppo e se un gruppo non si comporta bene, l'insegnante lo fa presente al suo capo, non al gruppo. La classe così divisa premette di fare molti giochi didattici con la motivazione dei punti.
Il premio si assegna mensilmente al gruppo che riesce ad avere più punti.
Ho appurato che i bambini conoscono bene le regole, questo gioco li aiuta a mettere in pratica quello che loro conoscono perfettamente e dà modo di aprire discussioni sulla convivenza nell'ambito della classe e sul rispetto dell'altro.
Inoltre, permette ai bambini di capire le dinamiche di gruppo, l'importanza dell'aiuto reciproco per una finalità comune, ma la cosa, a mio avviso, più importante, questo gioco favorisce la crescita emotiva dei bambini più timidi, perché li mette in gioco.
Ho visto bambini molto cambiati dopo il mese in cui hanno svolto il ruolo di capo, il bambino timido è spesso spaventato dal ruolo che deve assumere, soprattutto se sa che nel gruppo ci sono bambini emotivamente più forti di lui, ma spesso è proprio nel gruppo che trova il sostegno necessario a superare le proprie incertezze e per una scuola che punta realmente sulla formazione della Persona credo sia un buon traguardo.
Laura Lucci Docente I.C. Eduardo de Filippo di Colleverde (Guidonia) - Roma
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