Numero: 2 -Gennaio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci Web
Oggi è il giorno: 15 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo '"Ricomincio da qui"'  >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Editoriali Editoriali
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 2 Organizzazione Scolastica
Pagina Integrazione Scolastica 3 Integrazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina In diretta dalla Segreteria 5 In diretta dalla Segreteria

Ricerca avanzata >>>
"Ricomincio da qui"
Procediamo con calma...
di Messuri Adriana - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
Le facce attonite dei miei ventuno bambini mi avevano immobilizzato... cos'era successo?Avevano tutti un'aria interrogativa stampata sul viso e con gli occhi spalancati mi guardavano quasi fossi un marziano sbarcato in quel momento da un'astronave.
Mi sentivo tanto ET al punto che, quasi sospettavo che, di lì a poco, sarei diventata tutta verde e mi si sarebbe accesa la punta del dito indice!eppure, avevo fatto una domanda, semplice! "Ooh!ecco bambini, ho preso otto quaderni dall'armadio, ma me ne sono caduti tre...quanti ne ho ancora tra le mani?"
Era stata questa richiesta ad aver provocato l'interdizione generale.
Io, avrei saputo rispondere subito e mi pareva incredibile che non lo facessero i miei alunni di seconda classe.
Nei giorni precedenti(dieci, per l'esattezza) ci eravamo dati un gran da fare. Avevamo costruito un abaco rudimentale con una spugna per fiorai e degli stuzzicadenti(quelli che usiamo per gli spiedini). L'entusiasmo aveva coinvolto tutti; facile da costruire, utilissimo, quasi indispensabile non solo per la rappresentazione delle quantità numeriche, ma anche per consolidare il valore posizionale delle cifre ed eseguire le operazioni. Ci eravamo soffermati in quella settimana, proprio sulle sottrazioni che tutti, anche i bambini più in difficoltà, riuscivano ad eseguire sia in tabella che sull'abaco. Tutto procedeva per il meglio!Ero molto soddisfatta e rilassata. Tutti sembravano aver capito alla perfezione anche il meccanismo del prestito e quel giorno mi accingevo a distribuire loro i quaderni perché, di lì a poco, avremmo risolto un problema con la sottrazione appunto...ed eccola lì l'occasione che mi si era presentata ed io avevo colta al volo; eccola lì la causa del mio improvviso abbattimento, della mia secchezza alla bocca. Nel distribuire i quaderni me ne erano caduti tre dalle mani, ed io, inconsapevole maestra di matematica, avevo esclamato la fatidica frase: " Ooh!ecco bambini, ho preso otto quaderni dall'armadio, ma me ne sono caduti tre...quanti ne ho ancora tra le mani?" poi il silenzio...perché non avevano risposto neppure i più svegli?
Ho cominciato, così, a chiedermi cosa avessi sbagliato, cosa avessi mancato e quale passaggio avessi trascurato. Nelle verifiche collettive ed individuali i risultati erano, tutto sommato, soddisfacenti: i bambini eseguivano le operazioni senza difficoltà, compresa la famigerata sottrazione.
E allora?
Allora credo di aver capito che la questione è la netta separazione che i bambini fanno tra tutto ciò che imparano a scuola e la loro vita fuori della scuola. Ogni volta che interiorizzano e padroneggiano una tecnica operativa o risolutiva(algoritmi delle operazioni, schemi per soluzioni di problemi ecc.) non trasferiscono questa competenza nell'esperienza quotidiana, considerando i due percorsi assolutamente avulsi l'uno dall'altro, quasi che il controllare il conto al supermercato, verificare l'esattezza di un estratto conto, calcolare il tempo necessario per uno spostamento, non fossero abilità di calcolo che utilizziamo tutti i giorni, in occasioni diverse.
E noi docenti?
Ci capita, alle volte, di dare per scontato che il nostro modo di procedere sia quello giusto e che le cose che appaiono facili, quasi scontate a noi, possano esserlo anche per i nostri alunni. In qualche occasione, presi dall'entusiasmo, in barba a tutte le raccomandazioni di Fioroni, non ricordiamo di dover procedere con molta gradualità partendo sempre da attività concrete perché il processo di astrazione è un'operazione mentale che ogni ragazzo costruisce personalmente, secondo i propri ritmi.
La soluzione di una situazione problematica, se verificatasi in classe, può risultare più facile perché vissuta in prima persona: "Quanti bambini sono presenti oggi in classe?", " Chi è assente oggi?", "Quanti bambini hanno portato le forbici?a quanti bambini mancano allora?"
Queste semplici richieste sono occasioni per "costruire" una situazione problematica nella quale l'alunno si sente protagonista, "attivamente coinvolto e quindi motivato a trovarne la soluzione. E' certamente diverso pretendere che i nostri alunni pensino ad una mamma che, avendo comprato le mele al mercato, ne ha perse una certa quantità per strada ed ora è disperata perché non sa quante mele le sono rimaste. Sono fatti della mamma!! Sicuramente sarebbero in grado, invece, di dirci quante figurine gli sono rimaste dopo che il loro compagno di banco gliene ha prese quattro dal pacchetto nascosto nella cartella! Ecco, è questo il "passaggio obbligato" che ho trascurato...ed io ricomincio da qui...

Adriana Messuri Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional