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| Ridiamo delle competenze: come è finita? |
| Momentanea analisi alla fine di un percorso. |
| di Giacobbe Marco - Attività Laboratoriali >>> Percorsi laboratoriali |
Per chi fosse stato tanto buono da aver letto il precedente articolo, Ridiamo delle competenze, ed ora sia desideroso di sapere che fine ha fatto quell'attività lì descritta, ecco un veloce rendiconto.
Sono riuscito ad allargare l'attività alle vignette e, soprattutto al lavoro grafico ad esse legato: copiare le immagini di una vignetta, dandone un'interpretazione grafica personale; trasformare in vignetta una barzelletta; dare le battute ad una vignetta senza parole; osservare e commentare una vignetta in più riquadri (strip o striscia).
Il livello di interesse tra coloro che meno amano scrivere e leggere è aumentato, la comprensione dei meccanismi narrativi si è in genere attivata.
Coloro che meglio si erano trovati con le barzellette, meno amanti della grafica e più abili con le parole, sono riusciti, in genere a trasferire conoscenze e abilità di riconoscimento di strutture narrative, da barzellette a piccoli racconti, che era poi un obiettivo centrale del percorso.
Ma cosa, onestamente, non ha funzionato? Quali le difficoltà?
Certamente ho dedicato meno tempo di quanto avrei dovuto a quest'attività, non permettendo a tutti di lavorare con i propri ritmi, a volte più distesi di quelli che ho imposto.
Dovrò in futuro meglio selezionare il materiale, cercando di immedesimarmi maggiormente nei miei alunni: fino a che la barzelletta o la vignetta non arriva di fronte a loro, mi viene difficile capire se è adeguata al loro livello di conoscenze e sensibilità; sono andato troppo per tentativi e dovrò rivedere dei parametri di valutazione.
Per i ragazzi che abitano nei campi nomadi, nello specifico, ho incontrato alcune particolari difficoltà: una, prevedibile, riguarda la conoscenza del lessico italiano, limitata in troppi casi, per cui l'apprendimento del significato delle parole e dei loro doppi sensi ha un po' sostituito gli altri obiettivi; l'altra, tutta da scoprire, sembra consistere in una sensibilità diversa dall'usuale nei confronti dell'umorismo, che in loro sembra generalmente funzionare secondo modalità altre che non saprei definire, dunque restano in genere freddi di fronte al tentativo umoristico non loro.
In sintesi: mi sono trovato di fronte ad un percorso che avevo anche precedentemente immaginato, ma che, come spesso accade, parte all'improvviso e può rappresentare un progetto - pilota nei confronti di sviluppi successivi.
L'essenziale è che non è stato tempo perso.
Marco Giacobbe S.M.S. Luigi Di Liegro - Roma
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