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n.15 settembre 2011
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L'elenco dei motivi che mi spingono a rimanere nella scuola
di Melchiorre Simonetta - Sotto la lente


Non credo di esagerare nel dire che per molti di noi docenti sia stato davvero un inizio complicato e faticoso. Le nuove insegnanti immesse in ruolo non riescono a ricoprire tutti i "vecchi" posti rimasti vacanti, gli incarichi per le supplenze annuali non sono ancora arrivati e tanti, compresa chi scrive, sono ancora in attesa di un compagno di lavoro con cui condividere progetti, fatiche, sogni e desideri di questo nuovo anno.

Parallelamente a questo sentimento di precarietà e a volte di solitudine, si affiancano le tante cose da fare, pensare ed organizzare per "dare inizio alle danze": nel mio caso traslocare in un'altra classe, pulire con guanti e detersivo armadi, librerie, tavoli (lavoro fatto personalmente...), svuotare gli scatoloni di tutta una vita di insegnante da libri, riviste didattiche, materiale, schede, foto.... e cominciare ad occupare il nuovo territorio. Poi il lavoro più bello e più dolce, preparare la classe ad accogliere i bambini: pitturare i mobili rovinati, disegnare la fata dei boschi.... Mettere tendine...rendere accogliente quella che sarà la loro casa per tanto tempo.

Alzi la mano chi almeno una volta non abbia pensato: "Ma chi me lo fa fare?"

Io me lo domando spesso ma non per sentire il rimpianto di una decisione sbagliata e gettare la spugna ma, senza ombra di dubbio, per rinnovare dentro di me forte e chiaro il mio desiderio, la mia scelta, il mio orgoglio di essere un'insegnante e, come valore aggiunto, un'insegnante della scuola pubblica.

Mai come in questo periodo sto riflettendo sullo STILE del MAESTRO, stile inteso non solo come scelte didattiche, modalità di insegnamento quanto come modo di muoversi all'interno della scuola e delle relazioni, da quelle con i collaboratori, le cuoche, la segreteria per arrivare ai rapporti con i genitori e gli alunni. Con la parola stile intendo la capacità di accoglienza, affabilità, educazione (parola spesso svalutata), intendo grazia, intelligenza, abilità nel parlare con competenza, sapersi muovere con eleganza e stupore. Certo i nostri ragazzi non ci ascoltano perché siamo ricchi o potenti oppure perché appariamo in televisione ma se riusciamo ad essere portatori sani di bellezza, cultura e del SAPER ESSERE e questa capacità loro la sanno cogliere e ne rimangono catturati laddove la incontrano. Sono molti gli insegnanti che hanno stile, ne incontro nella mia scuola e nella rivista "La scuola possibile" e provo rabbia quando mi accorgo che questa enorme ricchezza viene offuscata dalla minoranza che parla dialetto, girando per la classe in ciabatte o urlando nei corridoi.

Per questo vi propongo un gioco, per far sentire la voce chiara, bella, corposa, profonda degli insegnanti che hanno stile (lo dico con orgoglio ma senza arroganza), che credono in una scuola pubblica di qualità.

Imitando la trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano "Vieni via con me" , in onda su Rai 3 la scorsa stagione, vi chiedo di compilare un elenco dei motivi per cui continuiamo a rimanere e a credere nella scuola. Così senza riflettere troppo, abbandonando il bisogno di voler fare bella figura, ciascuno di noi può provare a riscoprire le motivazioni che lo hanno portato a credere che è tra i banchi di scuola che le cose cambiano davvero e magari accanto ad aspetti di sé che sapeva già, può scoprire che c'è dell'altro che non aveva ancora scoperto.

Intanto come una brava insegnante che si rispetti comincio io a dare l'esempio.

ELENCO DEI MOTIVI CHE MI SPINGONO A RIMANERE NELLA SCUOLA

? Perché solo la scuola pubblica è democratica, interculturale, radiosa;
? Perché anche se manca la carta igienica non manca la voglia di fare;
? Perché ogni mattina mi alzo con la sensazione di compiere una grande missione;
? Perché imparo ogni giorno un pezzetto di più su me stessa e la vita;
? Perché ogni giorno nei loro occhi è un buongiorno;
? Perché l'allegria è qualcosa che si costruisce insieme;
? Perché la cultura è qualcosa che si costruisce insieme;
? Perché l'amicizia e l'attenzione all'altro si costruiscono insieme;
? Perché il mondo e tutto quello che contiene si costruisce insieme;
? Perché insieme non è una parola vuota;
? Perché io e il mio desiderio di partecipazione siamo più forti della classe dirigente, della legge del taglione, dei tagli, delle assenze;
? Perché i ragazzi se lo meritano;
? Perché io me lo merito;
? Per tanto altro che potrei non finire più.

Simonetta Melchiorre, Docente IC Viale Adriatico - Roma

NOTA: Vieni via con me è un programma della rai andata in onda lo scorso inverno in cui due solidi e creativi Fabio Fazio e Roberto Saviano affrontavano tematiche legate alla politica, alla cultura, al sociale attraverso la compilazione di liste E' stato quasi impossibile non rimanere incatenati da questo nuovo modo di comunicare ed informare, rapido, senza fronzoli, privo, a mio parere, del bisogno logorroico di confondere lo spettatore con pindarici discorsi spesso vuoti di senso e di valore.

Per vedere il sito di Vieni via con me, clcca qui

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Sono presenti 9 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito lunedì 17/10/2011 ore 22:52 da Lucia Paci
e magari io posso citarti i mie 10 motivi per essere parte della scuolapossibile...1) perché la Scuola, quella proprio con la S, possa essere possibile, anche grazie a me; 2) perché sono un'dealista, che si nutre di ideali, ma si dà pure da... fare perché prendano corpo; 3)per condividere con altri la passione del pensiero e dell'azione; 4) perché sono stufa di chi si lamenta,ma non si scomoda; 5) per dare un esempio ai miei figli e a tutti i giovani loro amici; 6) per essere voce di chi non ne ha; 7) perché avrei dovuto fare la scuola dal di dentro, ma ho perso il treno; 8) perché scrivere sulla scuola, mi fa mettere ordine nella realtà che vivo; 9) perché scrivere mi fa sentire parte di un progetto condiviso;10) perché zitta non sono mai stata nella mia vita e proprio non riesco starci...!
inserito sabato 15/10/2011 ore 20:34 da b
10 non bastano - puoi essere libero di ... essere - sentire la voci dei tuoi "mostri di affetto" che organizzato per te ... uno scherzetto! - salire le scale verso la tua aula con il sole e la gioia nel cuore - avere pensieri liberi - sentire che sei parte integrante nel fare e nel dare, nel trasmettere e nel ricevere, tu da loro e loro da te - costruire insieme passin passino - cantare, giocare, felici/festanti imparando - scuola/famiglia dove ognuno da per quel che è e può - appartenenza e molto di più - respirare voglia di vivere per imparare a vivere con leggerezza con il sorriso imparando da loro, i nostri quasi figli!!! L'AMORE FA...!
inserito giovedì 13/10/2011 ore 15:55 da antonella
Ho scelto la scuola pubblica perchè : -la scuola è un diritto e tutti dobbiamo avere le stesse opportunità,-perchè ci sono persone che vengono da situazioni,culture e paesi diversi e questo è grande arricchimento,- è un luogo importante di socialità, di confronto e di crescita collettiva-la scuola pubblica fa parte della mia storia
inserito mercoledì 12/10/2011 ore 20:04 da Antonia Melchiorre
Anch?io ho voluto accogliere il suggerimento di Simonetta e riflettere sui motivi che mi spingono a rimanere nella scuola: 1.per il festoso ?Buongiorno maestra? che mi accoglie la mattina entrando in classe 2.per i visi dei bambini illuminati dalla soddisfazione di essere riusciti in un compito 3.per la gioia e il buon umore che mi mette il ?Ciao Antò!? di Francesca e per il suo sorriso soddisfatto quando rispondo giocando: ?Ciao Francè!? 4.per il bambino con disturbo specifico d?apprendimento che mi dice: ?domani maestra leggiamo ancora che mi è piaciuto?!? 5.per il piccolo-grande risultato raggiunto dai bimbi con più difficoltà che ripaga di tutta la preoccupazione e il lavoro impiegato per trovare la strada giusta che ci ha portato proprio a quel risultato 6.ma anche per Alessandra, per la quale sto ancora cercando la strada: confidando anche nel suo aiuto, rimarrò in ascolto 7.per i bimbi stranieri che giorno dopo giorno, con sforzo e soddisfazione, riescono sempre meglio a comunicare in italiano 8.per le risate condivise con le colleghe, energia vitale che ci aiuta a superare i momenti di sconforto, nei quali comunque ci sosteniamo a vicenda 9.per la bimba che scoppia improvvisamente a piangere, sapendo che la stai consolando non solo per un gioco che ha perso o perché si sente stretta nel banco 10.perché quando ero bambina avevo la MAESTRA UNICA e proprio perché UNICA e SOLA non è riuscita ad aiutarmi come avrebbe DOVUTO?ma per fortuna IO ME LA SONO CAVATA!! In questa NOSTRA scuola che, anno dopo anno, stanno SGARRUPANDO, chissà quanti bambini ed insegnanti stanno pensando?.?IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO?!!!
inserito mercoledì 12/10/2011 ore 12:16 da Caterina e Arturo Barbacini
Abbiamo sempre pensato che nostra figlia dovesse frequentare la Scuola Pubblica perché è qui che il pensiero può volare senza condizionamenti e pregiudizi, perché è qui che si incontrano realtà diverse ma complementari, perché è qui che si può realmente comunicare, imparando ad ascoltare e a percepire la forza delle parole e dei gesti, perché qui è trasposta a misura di bambino la realtà di ogni giorno. Dobbiamo però confessare che, quando è arrivato il momento di iscrivere nostra figlia alla Scuola Pubblica, abbiamo avuto un po? timore. Timore proprio di un genitore che vuole che tutto, per il proprio figlio, sia perfetto, senza problemi, senza difficoltà. Poi, riflettendoci, abbiamo pensato che era un utile insegnamento per la crescita di nostra figlia come individuo anche comprendere che la vita reale è fatta di questioni quotidiane da risolvere. Oggi, a distanza di un anno, siamo pienamente convinti della scelta fatta perché, oltre ad avere avuto conferma delle nostre aspettative, abbiamo anche potuto constatare la grande competenza, passione e dedizione di chi ha scelto di lavorare nella Scuola Pubblica, bene prezioso per gli individui e per la collettività, da difendere e custodire.
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