|
|
| Scoperte di...laboratorio |
| Come scoprirsi competenti senza saperlo |
| di Tiberti Stefania - Organizzazione Scolastica |
Ho sempre creduto che tutti gli insegnanti volessero costruire un sapere durevole, per questo non basta trasmettere informazioni ma bisogna necessariamente coinvolgere i bambini unendo l'operatività alle conoscenze: "essere protagonisti del proprio sapere".
Cerco sempre nel mio lavoro quotidiano di rendere effettiva la centralità del bambino e sviluppare processi di apprendimento attivo.
Mi domando: "cosa vale la pena insegnare? Quali sono i contenuti ritenuti da tutti importanti?"
In passato si sceglievano nella pratica didattica quei contenuti che erano considerati fondamentali per tradizione, oggi forse c'è una necessità rivolta soprattutto alla ricerca di cognizioni utili alla risoluzione di un problema.
La mancata capacità di prendere decisioni dimostra nei nostri alunni una forma di insicurezza e di non autonomia, che nella didattica quotidiana non aiuta, anzi, spesso la rallenta e rende difficile ogni lavoro per l'alunno e per l'insegnante, che vede vanificare la propria programmazione.
Panico? Ansie? Qualche volta si.
Ai nostri alunni spesso manca la consapevolezza delle proprie capacità, perciò anche semplici decisioni risultano difficili da prendere. Quante volte ci troviamo a dover rispondere a domande tipo:".. di che colore lo faccio il vestito della bambina ....oppure...che penna uso blu???? nera????"
Cosa fare ? Io mi trovo spesso in questa situazione e mi porto a casa il dubbio:"sarà giusto il percorso che sto portando avanti?"
Sono però convinta di una cosa: il mio scopo è quello di far acquisire a tutti, nei limiti delle proprie capacità, un metodo di studio che va dalla ricerca di informazioni alla progettazione.
Un intento che persegue tali competenze necessita di una modalità di lavoro dove il fulcro centrale sta in una didattica laboratoriale, intesa come il luogo dove il bambino impara a fare, a ricercare, a progettare, a studiare .
Ho fatto una ricerca sulla parola laboratorio e ho scoperto:
"Dal verbo laborare, faticare e quindi lavorare, il latino medievale ricava il vocabolo dotto laboratorium cioè cosa che può essere lavorata, lavorabile. Attraverso l'italiano antico lavoratoio, lavoratorio, nella accezione basilare di luogo in cui si fa del lavoro, si giunge al moderno laboratorio.
Per laboratorio oggi si intende comunemente locale o insieme di locali attrezzati per attività di carattere produttivo, in particolare artigianale e di ricerca, dove, cioè gli scienziati fanno le loro scoperte."
Per questo i laboratori di matematica, di lingua italiana e anche quelli espressivi piacciono tanto ai bambini perché in quei piccoli gruppi, strutturati per livelli di apprendimento, si scoprono competenti.
Ma che bella scoperta!!!.
Stefania Tiberti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
|
|
|