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n.9 gennaio 2011
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Scrivere è divertente... o può diventarlo
L'esperienza di scrittura collaborativa
di Silveri Paola - Didattica Laboratoriale
È possibile insegnare a scrivere ai bambini della scuola primaria rendendo l'attività nello stesso tempo efficace dal punto di vista didattico e divertente?
Credo di sì, l'esperienza fatta con i ventitré alunni di classe III a me affidata lo testimoniano.

Abbiamo iniziato verso la fine della prima classe elementare utilizzando le carte di Propp per inventare delle fiabe molto semplici. Per questa nostra prima esperienza di scrittura, la classe è stata divisa in cinque gruppi e ogni gruppo, estraendo da una busta personaggi, ambienti, elemento magico e antagonista rappresentati su cartoncini in precedenza colorati dai bambini, ha composto oralmente una fiaba, scritta poi da un adulto. In questa fase, preziosissima è stata la collaborazione con gli studenti della facoltà di Scienze della Formazione che svolgono il tirocinio presso la nostra scuola oltre che , naturalmente, del validissimo supporto dell'insegnante di sostegno.
La nostra attività di scrittura collettiva ha ripreso, poi, all'inizio della classe seconda e, in questo caso, il nostro principio ispiratore è stato un concorso istituito dall'Associazione Pianeta Down (una alunna è inserita nella nostra classe).

La classe, tutta insieme, ha costruito la storia dal titolo "Il pinguino Lillo e la notte stellata" scegliendo protagonista, personaggi, luoghi in cui si svolgeva questa avventura del pinguino Lillo.
Tutto è stato messo rigorosamente a votazione e si è proceduto con le scelte proposte da ciascun alunno e votate a maggioranza per alzata di mano.
Di volta in volta gli alunni, rigorosamente alzando la mano, proponevano il continuo della storia e io o l'insegnante di sostegno, avvalendoci della tecnica del problem solving, ponevamo delle domande per sollecitare le eventuali soluzioni relative alle difficoltà incontrate dal pinguino Lillo nel suo viaggio in un ambiente per lui ostile e disagevole, nel quale doveva trovare il modo di sopravvivere, adattandosi (come nel caso dell'alunno portatore di handicap in un contesto a lui non congeniale).

Tutti i bambini hanno apportato il loro contributo, che una volta sottoposto a votazione a maggioranza, veniva a turno dettato dall'alunno che lo aveva proposto, o più spesso da più alunni che avevano suggerito altre soluzioni o fatto preziose precisazioni, integrando e amalgamando il tutto.
Per poter seguire al meglio lo svolgimento della storia, anch'io ho scritto sotto dettatura , in modo da tenere sempre sotto gli occhi lo svolgimento della storia.

Ogni tanto gli alunni si sono trovati davanti a difficoltà quasi insormontabili per dare seguito alla storia, ma poi un alunno alzava la mano e a volte con una soluzione adeguata o addirittura geniale riportava il racconto su un livello logico e soddisfacente.
Successivamente, in modo analogo, abbiamo proceduto alla formulazione di un'altra storia dal titolo "Le avventure della principessa Acqua", utilizzata anche per la recita di fine anno.

L'esperienza di scrittura collaborativa è molto positiva perché ho potuto riscontrare che gli alunni oltre a svolgere un'attività per loro divertente, hanno imparato a:
? lavorare in gruppo, collaborando tra loro;
? costruire storie in modo logico;
? sintetizzare;
? scrivere in modo più corretto prestando più attenzione all'ortografia e alla punteggiatura (dovendo dettare sono stati più attenti anche nello scrivere sotto dettatura).

In definitiva si sono sentiti "autori". Anche gli alunni stranieri hanno apportato contributi preziosi e a volte risolutivi.
Al momento abbiamo iniziato un'altra storia che è ancora senza titolo: lo sceglieranno gli alunni al termine della scrittura.

Spesso ai bambini dico che prima o poi farò pubblicare i loro lavori di scrittura collettiva e ...
sicuramente farò tanti soldi!
Buona scrittura a tutti!

Paola Silveri, Docente CD 107° "Giulio Cesare" - Roma

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