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n. 30 febbraio 2013
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Scuola: edifici non sicuri, ritardi nella manutenzione e rischio di crolli
La scuola che non vorremmo più avere e quella in cui ci piacerebbe lavorare
di Agolino Simona Loretta - Orizzonte scuola
Il X Rapporto sulla salute che viene fornito ogni anno sottolinea come gli istituti scolastici italiani non superano l'esame di sicurezza. Risultano non solo lesioni alle facciate e distaccamenti di intonaco, ma muffe e infiltrazioni sono presenti quasi in ogni aula, per non dimenticare che molte scuole sono state costruite senza il rispetto delle norme sismiche.
Mi viene da pensare spesso che a scuola non ci troviamo in un ambiente sicuro. Infatti molte strutture scolastiche italiane non sono in regola in fatto di manutenzione e sicurezza. Lo rivela la fotografia scattata da "CittadinanzAttiva" proprio mentre il ministro Profumo annuncia la svolta digitale negli istituti e le associazioni studentesche chiedono prima di tutto edifici in cui ogni studente possa sentirsi sicuro di entrare senza dover temere crolli o cedimenti.

Nel X Rapporto su sicurezza, qualità e comfort -in cui si fa riferimento a 111 edifici monitorati in 10 regioni- CittadinanzAttiva racconta e denuncia che ben tre scuole su quattro non sono in regola con tutte le certificazioni di sicurezza e la manutenzione è ridotta al lumicino e spesso sono ignorate tutte le segnalazioni fatte dagli insegnanti tramite la scuola. I numeri parlano chiaro: lesioni strutturali in una scuola su dieci, distacchi di intonaco in una su cinque ed infiltrazioni in una su quattro. "Un deciso peggioramento delle condizioni degli edifici scolastici rispetto allo scorso anno".
Difficoltà burocratiche e lentezze amministrative molto spesso impediscono ai pochissimi fondi destinati alle scuole di arrivare a destinazione.

Ma gli edifici scolastici non solo devono fare i conti con le numerose lesioni strutturali ma anche con Ie carenze che riguardano le aule di informatica, assenti in un terzo degli istituti o, se presenti, dislocate non sempre in luoghi adatti, a volte con accesso difficoltoso o situate nei sotterranei, a volte fatiscenti e non sempre adatte per lo svolgimento di una lezione, quasi sempre senza controllo e aiuto da parte del personale scolastico, aule non sempre sottoposte alla cura e alla pulizia necessaria.
Il 46% degli istituti scolastici non ha una palestra al suo interno, anzi spesso si trova collocata fuori dall'edificio e condivisa con altri istituti di diverso ordine e grado; in un terzo dei casi i cortili sono usati come parcheggio e non vengono svolti i normali lavori di manutenzione degli alberi, e alcuni istituti sono totalmente privi di aeree di gioco dove i bambini possano stare in maniera sicura.

Per non parlare poi del pericolo sempre costante che si registra nelle aule dove ogni giorno alunni ed insegnanti trascorrono la maggior parte delle ore della loro giornata. Situazioni di disagio provocate da finestre rotte e senza avvolgibili o senza serrande (figuriamoci ad avere le tende ignifughe!), porte con maniglie rotte o del tutto assenti, bagni rotti e spesso condivisi, senza distinzione né di sesso né di età, senza contare l'assenza in molte scuole di porte antipanico, scale di sicurezza e impianti elettrici fatiscenti, non a norma.
Le prove di evacuazione sono effettuate almeno due volte l'anno dal 93% delle scuole italiane, spesso sono già programmate e quasi sempre superano il tempo in cui le classi dovrebbero uscire e trovarsi nei centri di raccolta. Qualcosa in più si potrebbe fare sul versante della formazione sia da parte dei responsabili della sicurezza che da tutti gli insegnanti: sebbene siano diffusi materiali informativi per gli studenti, nel 78% delle scuole, e realizzate iniziative di formazione in oltre l'80%, solo nel 45% dei casi l'informazione è diffusa anche ai genitori.
Per non parlare delle situazioni in cui si trova ogni giorno quando si debbono ospitare gli alunni delle altre classi quando i docenti sono assenti: ci si può trovare ad essere più di trenta in una classe non a norma per quel numero di alunni!

Se a questo aggiungiamo che la percentuale a livello nazionale di scuole presenti nelle tre zone a rischio sismico è il 54,4% del totale delle scuole pubbliche, ed il 59% del campione monitorato da CittadinanzAttiva, il quadro che ne esce risulta estremamente preoccupante: i fondi stanziati per la ricostruzione e la messa a norma non sono sufficienti, bisogna trovare dei finanziamenti alternativi. Sono disponibili circa 680 milioni di euro di fondi europei previsti per questo scopo ma bisogna puntare a velocizzare le procedure burocratiche per sbloccare questi soldi e far sì che gli enti incaricati provvedano effettivamente all'urgente messa in sicurezza delle scuole italiane.

Ora mi chiedo, come cittadina e come docente, se sia possibile che in un Paese dove si dovrebbe "dare per scontato" che l'istruzione e la sicurezza delle persone siano alla base del sistema stesso, possa accadere tutto questo. Troppo facile e banale potrebbe essere la risposta: ma siamo in Italia!
No, non mi basta.
Voglio poter lavorare in ambiente dove ogni giorno possa sentirmi sicura, insieme a tutti gli studenti, ai colleghi, ai collaboratori, con aule senza infiltrazioni e porte funzionanti. Voglio poter lavorare di pomeriggio, quando mi fermo per le riunioni di programmazione e per tutte le altre attività che sono parte integrante del mio lavoro di docente ... con i riscaldamenti accesi e non spenti alle 14 o alle 16.30 quando escono gli alunni, mentre noi lavoriamo a volte fino alle 20. Non sembra una grande richiesta!
Basta osservare le scuole dell'Europa per vedere l'enorme differenza degli ambienti dove studiano gli alunni. Loro, valgono di più di noi?

E allora?
Ai politici che verranno, dico: basta con promesse, con false illusioni che non vengono poi attuate. Dovete pensare a migliorare gli ambienti scolastici fornendo luoghi "veramente sicuri " per la crescita e la formazione delle persone, perché nella scuola si vive una bella fetta della nostra giornata, sia gli alunni che i docenti.

Vogliamo tornare a credere che la Politica sia al servizio per il bene di tutti e non di pochi.

Simona Loretta Agolino, giurista, docente I.C."2Ottobre 1870",piazza Borgoncini Duca Roma.
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