Torna nella homepage
 
n. 72 aprile 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:18 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Scuola di "genere"'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Formazione 1 Formazione
Pagina Didattica Laboratoriale 2 Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
Scuola di "genere"
Soft skills e pari oppurtunità
di Presutti Serenella - Long Life Learning
a misura di uomo e di donna
a misura di uomo e di donna
Secondo un recente studio O.C.S.E. pubblicato nel febbraio 2017 (Gender imbalances in the teaching profession), la femminilizzazione dell'insegnamento è in continua ascesa e ha toccato il 68% nelle scuole dei Paesi sviluppati, addirittura l'83% in Italia.
Così si afferma in premessa in un articolo pubblicato dal quotidiano "La Repubblica" qualche giorno addietro (S.Intravia, 2017).

Colpisce leggere lo squilibrio dei numeri, presente praticamente in tutto il mondo occidentale, rispetto alle presenze femminili nelle professioni legate all'insegnamento; colpisce che il numero diminuisca con l'avanzare dei gradi scolastici e a questa differenza si aggiunge la remunerazione, che è più alta nei gradi superiori dell'istruzione. Una cosa su tutte fa riflettere di più, vale a dire l'influenza femminile sulla tendenza a non occuparsi di matematica, scienze e tecnologie; con l'inizio del nuovo millennio questa tendenza è stata fortemente contrastata, ma ancora non possiamo parlare di equilibrio di genere, né di un vissuto pieno di pari opportunità a riguardo.

Il "come" si conducono i percorsi di apprendimento conta moltissimo nelle vite delle persone; quotidianamente affrontiamo questo aspetto nella pratica didattica con i nostri bambini e ragazzi, nel costruire insieme il loro futuro, nel cercare di far emergere talenti e motivazione. Non può essere ininfluente, pertanto, conoscere le differenze nell'imparare ad imparare, anzi può rappresentare una grande opportunità "cogliere" se queste differenze possano invece diventare un valore aggiunto.
L'acquisizione delle competenze trasversali è dunque una questione di genere?
Esistono risvolti e punti di vista diversi che vale la pena approfondire (come ci dimostrano alcune ricerche condotte in merito, per esempio dalla Fondazione Rui in Italia) per non cadere nella trappola del pregiudizio e condurre le nuove generazioni ad una giusta consapevolezza nella propria formazione.

Antonio Petagine (2016) ci ricorda quanto sia importante l'aspetto culturale soprattutto nella costruzione dell' identità di genere, piuttosto che l'oggettiva differenza sessuale; sarebbe opportuno ormai, dopo decenni passati a sottolineare le differenze, pratica ad appannaggio sia dei movimenti di rivendicazione femminista che degli innumerevoli detrattori, che si affronti la questione "differenza uomo/donna" con il contributo di più discipline e punti di vista (dell'antropologia culturale, della psicologia e sociologia nonché delle neuroscienze), nel confronto dei saperi diversi, rinnovando l'impegno socio-culturale e affrontando direttamente l'abbattimento degli stereotipi e dei giochi di potere, per l'apertura di un'era che metta a fuoco un'immagine adeguata dell'essere umano.

Un ambito molto concreto per dimostrare tutto questo sembra essere quello delle "soft-skills" (Maria Cinque, 2016, pagg.79-113); l'ingresso nel mondo del lavoro delle donne ha apportato molti benefici, in particolare nelle "forme dell'agire" dominate dai valori tradizionalmente ascritti nel "maschile", come la competizione nella gerarchia verticale, introducendo forme "altre" connesse proprio a quelle competenze riconosciute come "life-skills", che riguardano la capacità di ascoltare, di negoziare e di relazionarsi positivamente con gli altri.
Le competenze trasversali sono riconosciute "centrali" per l'esercizio della cittadinanza nei documenti internazionali; dice però l'autrice che probabilmente si incontrano ancora molte difficoltà nel praticarle nelle aziende e nel mondo del lavoro tout-court proprio per la loro connessione con le capacità femminili universalmente riconosciute e maggioritarie nelle espressioni dell' "intelligenza emotiva" (forse per questo si contraddistinguono come "soft").

Come può essere possibile invertire la tendenza e ridurre il conflitto "di genere"? Come si potrebbe davvero collaborare per indicare percorsi diversi di crescita personale e sociale per le giovani generazioni? Come demotivare le azioni che mirano alla conquista del potere personale?
La strada segnata è quella del confronto dei saperi nei diversi generi, come delle diverse etnie; è quella della raccolta dei contributi diversi nell'idea generativa di costruzione di complementarità, dell'allenarsi all'ascolto di se stessi e degli altri, nella ricerca di modi migliori di vivere, di lavorare, di stare in relazione e di comunicare. Ciò che sembra davvero generativo è dunque il fattore della differenza che mette in gioco la differenza.

La saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza.
(Gregory Bateson)



Serenella Presutti, Dirigente scolastico dell'I.C. via Padre Semeria di Roma, psicopedagogista, counsellor
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
ricerca O.C.S.E.-differenza di genere ricerca O.C.S.E.-differenza di genere
"A misura di uomo e di donna
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional