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n 37 novembre 2013
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Scuola e media digitali. Il blog come possibile strumento didattico.
A diventare grandi si comincia da piccoli
di Carioli Stefania - Scuola & Tecnologia
Quella che mi accingo a descrivere è una sintesi delle attività svolte nel corso del secondo quadrimestre dell'anno scolastico 2009/2010 insieme agli studenti di una classe V di Scuola Primaria. Nel corso dell'esperienza è stato utilizzato il blog come spazio di comunicazione e pubblicazione online dei lavori svolti.

Il percorso, durato circa cinque mesi, testimonia l'adattamento delle funzionalità di questa tecnologia, nata e sviluppatasi in Internet, a favore di possibili modalità di utilizzo a scopo didattico in un contesto di apprendimento-insegnamento formale come quello scolastico.
L'accento è comunque da porre sul termine "utilizzo", a indicare una precisa scelta in termini di subalternità di questa (come di altre) tecnologia, alle istanze di natura pedagogica (e non il contrario). Da questo punto di vista, lungi dal porsi come esempio paradigmatico o generalizzabile sotto il profilo dell'applicabilità, il contributo vuole offrirsi semplicemente come spunto di critica e di riflessione su una fra le varie possibili modalità di avvicinamento della scuola ai nuovi media e ai linguaggi della comunicazione, rispetto alla quale la scuola non può abdicare al proprio ruolo educativo/formativo, così come sollecitato anche dalle Indicazioni Nazionali. In questo documento, la sensibilità verso le questioni educative legate a queste tematiche occupa un posto rilevante: si ammette la portata <<epocale>> della rivoluzione a cui stiamo assistendo e si chiede di aiutare il bambino, a cominciare dalla Scuola dell'Infanzia, "a familiarizzare con l'esperienza della multimedialità (la fotografia, il cinema, la televisione, il digitale), favorendo un contatto attivo con i "media" e la ricerca delle loro possibilità espressive e creative."
Si tratta di un'attenzione che prosegue e si sviluppa nella Scuola Primaria, nei cui Traguardi per lo sviluppo delle competenze leggiamo che l'alunno "si orienta tra i diversi mezzi di comunicazione ed è in grado di farne un uso adeguato a seconda delle diverse situazioni>>; <<inizia a riconoscere in modo critico le caratteristiche, le funzioni e i limiti della tecnologia attuale>>; <<rielabora in modo creativo immagini [...] ma anche audiovisivi e multimediali; [...] è in grado di osservare, esplorare, descrivere e leggere immagini [...] e messaggi multimediali (spot, brevi filmati, videoclip, ecc.)>>; <<racconta i fatti studiati e sa produrre semplici testi storici anche con risorse digitali.
Fino a giungere agli obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della Scuola Secondaria di primo grado, che prevedono che lo studente sappia "utilizzare la videoscrittura per i propri testi, curandone l'impaginazione; scrivere testi digitali (ad es. e-mail, post di blog, presentazioni), anche come supporto all'esposizione orale".

L'ingresso lessicale del termine "blog" nel documento di riferimento per la stesura del curricolo di base, sembra legittimare la considerazione di uno strumento che, sin dai primi anni dalla sua diffusione, ha ricevuto attenzione da parte dei docenti impegnati sul fronte del rapporto scuola/media digitali, per le caratteristiche strutturali che ne facilitano la diffusione (1).

L'esperienza raccontata in questo contributo, oltre a suggerire come il blog possa aiutare l'insegnante ad andare incontro ai nuovi bisogni formativi degli studenti in termini di formazione ai media digitali (avvicinamento guidato all'uso del web) e di educazione al lavoro collaborativo (ad esempio, tramite la sperimentazione di pratiche di scrittura collaborativa); a corrispondere ad alcune esigenze di documentazione della realizzazione e della processualità delle attività svolte e di predisposizione di repository di risorse multimediali scelte da cui attingere, può essere considerata una testimonianza delle implicazioni di carattere socio-emotivo-motivazionale che questo strumento può contribuire a innescare, favorendo la costruzione di un contesto che agevola e promuove maggiore interattività e scambio comunicativo: l'apertura ai commenti e opportunità di mantenere aperta la comunicazione anche con alunni che si sono dovuti assentare per periodi lunghi, ne sono testimonianza. Il fatto, poi, che i bambini si siano, per così dire, "appropriati" di questo spazio è facilmente dimostrabile leggendo i commenti, che vanno anche al di là della richiesta didattica in sé.

Questo spazio virtuale aggregante, memoria e vetrina dei lavori dei bambini che hanno potuto mostrare quanto realizzato ai parenti o agli amici lontani, costituisce un aspetto di distinzione rispetto a un qualunque altro percorso svolto con l'ausilio del personal computer.

Perché il blog è il format da preferire?
Lavorando con bambini della fascia di età di scuola primaria, che si accostano per la prima volta a una particolare modalità di scrittura cooperativa e collaborativa, il blog è da preferire ad altri format per una serie di vantaggi:
* architettura strutturata, che organizza automaticamente i contenuti sia sul piano cronologico che su quello dell'organizzazione spaziale della pagina
* impossibilità di cancellare (anche per sbaglio) i contenuti già inseriti possibilità di definire in semplici step la sequenza che porta a pubblicare un articolo e/o commenti, con grande vantaggio per bambini con difficoltà funzionalità di moderazione
*semplicità di inserimento di file (immagini, video...)
*possibilità di salvare in forma di bozza contenuti la cui elaborazione non è ancora terminata
*evidenziazione, tramite i tag, dei principali argomenti trattati all'interno del sito.

Il blog della VB. A diventare grandi si comincia da piccoli
Nata spontaneamente, mutuando e adattando l'esperienza della blogoclasse sviluppata dal professore Andreas Formiconi, l'idea di questo blog è stata posta in essere quasi per scommessa, e si è, mano a mano, dispiegata nutrendosi della motivazione che ha suscitato nei bambini di una classe quinta di scuola primaria "difficile" per tutta una serie di problematiche (condizioni di indigenza, famiglie monogenitoriali, presenza di situazioni di diversabilità e di bambini stranieri) che, in definitiva, caratterizzano il quotidiano "fare scuola". Sempre, ma soprattutto in situazioni di questo tipo, una delle esigenze fondamentali e, corrispondentemente, uno dei compiti più difficili per gli insegnanti, diventa quella di costruire un contesto con caratteristiche tali da favorire l'accettazione e la valorizzazione dell'altro e, in questo senso, strategie, strumenti e, soprattutto, esperienze riescono (ovviamente) meglio di una semplice esortazione veicolata da (pur bellissime) parole, specialmente quando si ha a che fare con i bambini.

Il blog, per quanto non abbia connaturata in sé un'originaria valenza didattica, può offrire delle ottime opportunità in questo senso, legate innanzitutto alla relativa semplicità del suo utilizzo, alla sua dinamicità e versatilità, al fatto di non legarsi in maniera essenziale alla disponibilità di un super laboratorio di informatica, e quindi tali da renderlo prestabile a varie esigenze: da "contenitore" di risorse multimediali, a luogo di scambio, interazione e apertura a una modalità comunicativa, che sarebbe semplicistico e fuorviante limitarsi a considerare connaturata nei cosiddetti nativi digitali (2). <<La proverbiale facilità con la quale i ragazzini utilizzano i nuovi media fa credere a molti adulti che sia sufficiente fornire loro la tecnologia giusta per trasformarli in cittadini della nuova società digitale. [...] Jenkins ha criticato proprio questo approccio "liberista", dove la fede nel laissez faire non fa che moltiplicare le ineguaglianze. Il mito dell'adolescente in simbiosi con le macchine nasconde una realtà variegata, dove moltissimi ragazzini che hanno il computer, la posta elettronica e un software per scaricare musica, non sanno usare un motore di ricerca per trovare informazioni, notizie, prodotti, altri lo sanno usare ma non sono in grado di selezionare tra le tante risposte, quella che davvero gli serve, e così desistono prima di aver trovato davvero quello che cercavano. Altri ancora trovano ma non sanno di preciso cosa (un conto è copiare [...] da Wikipedia, un altro è capire che cos'è quella fonte, come funziona, cosa implica)>>. H. Jenkins

Stravolgendo il suo significato letterale -esito della contrazione di web e log, ovvero Internet e diario, traccia-, il blog è diventato uno dei principali strumenti di comunicazione della rete. Blog, quindi, come spaccato della realtà e delle opportunità che Internet (potenzialmente) offre a individui istruiti per saper trovare, scegliere e valutare criticamente fra l'overload di contenuti resi disponibili; individui formati a contribuire con la propria originalità in una prospettiva culturale e partecipativa.
Certo, il rischio che l'introduzione di uno strumento nuovo, pensato inizialmente per motivare e coinvolgere, si vada a tramutare in un'esperienza di digital divide, in un ulteriore motivo di divisione, di divario, in una mancata opportunità, è sempre incombente. Ma qui sta all'abilità e all'impegno degli insegnanti cercare soluzioni alternative e non sempre integralmente trasferibili ad altri contesti, perché legate alla specificità della situazione.

Il progetto è stato avviato a partire dagli argomenti di interesse comune al gruppo classe, nati da momenti di confronto o da esperienze vissute. Una volta compiuto il lavoro, esso veniva digitalizzato nel laboratorio di informatica e postato da lì, per mostrare il meccanismo della moderazione, oppure da casa o dalla biblioteca. Il fatto che qualcuno non avesse la connessione o la disponibilità di un pc forniva l'espediente per stargli più vicino a scuola o per ospitarlo a casa, perché le produzioni dovevano essere esito della collaborazione di tutto il gruppo. Nell'inserimento dei contenuti prodotti si è cercato di rispettare, per quanto possibile, la regola di completare la pubblicazione in sequenza dei lavori su un certo tema, prima di procedere con l'argomento successivo.

Nel photogallery, alcuni degli itinerari dei lavori pubblicati.

In conclusione
A fronte di obiettivi come: agevolare e sollecitare il lavoro collaborativo (in presenza e a distanza); stimolare la curiosità per gli argomenti affrontati favorendo approfondimenti personali; stimolare interventi attivi (scrittura di post, commenti, produzione di poesie, racconti, fiabe,...); avviare alla scelta sul web di contenuti pertinenti e attendibili da integrare con le risorse cartacee; aprire un ulteriore canale comunicativo con le famiglie (obiettivi che fanno parte del più generale "Avvicinamento guidato a un uso consapevole degli strumenti del web nell'ambito di una didattica innovativa e inclusiva) i risultati più evidenti sono stati:

* Maggiore consapevolezza delle "regole" della multimedialità (accostamento fra codici diversi)
* Maggiore consapevolezza della necessità di "triangolazione" fra informazioni per valutarne attendibilità
* Miglioramento del clima di lavoro
* Miglioramento del senso di appartenenza al gruppo
* Miglioramento della relazione con i genitori
* Aumento della motivazione
* Aumento della produzione scritta

Tra gli aspetti che possono condizionare l'adozione di percorsi didattici di questo tipo, vi è il maggior impegno da parte dell'insegnante, sia sul fronte della formazione/aggiornamento personale, sia su quello della quantità di tempo investito, maggiore rispetto a quello richiesto dalle sole attività tradizionali, con cui peraltro il presente itinerario si integra.

Carioli Stefania
dottoranda in Scienze della Formazione presso l'Università di Firenze e insegnante di Scuola primaria.




Note:
(1) Sull'uso del blog in contesti scolastici sono state avviate sperimentazioni didattiche a livello internazionale e nazionale ed esiste una consistente produzione a cui si rimanda per chi volesse approfondire (Cfr. Friso C., Quando il blog entra a scuola, in Ardizzone, P., & Rivoltella, P. C. (2008). Media e tecnologie per la didattica. Milano: Vita e Pensiero, p. 162) (vedi allegato)

(2) A questo proposito, vale la pena di sottolineare come, lo stesso Prensky abbia, più recentemente, rivisitato tale concettualizzazione a favore dello sviluppo di una saggezza digitale per la quale sarebbe opportuno offrire agli studenti una guida. Gli educatori, lasciando che gli studenti imparino usando le nuove tecnologie, assumendosi il ruolo di guida, di creatori di contesti e controllori della qualità, ed i genitori riconoscendo la dimensione futura della mediazione tecnologica ed incoraggiando i figli ad usare saggiamente la tecnologia digitale>> (Prensky M., H. sapiens digital: From digital immigrants and digital natives to digital wisdom. Innovate, 5(3), 2009, dal testo tradotto in italiano sulla rivista TD, n. 50, p. 23). Prensky M. (2009). H. sapiens digital: From digital immigrants and digital natives to digital wisdom. Innovate, 5(3).
http://www.innovateonline.info/index.php?view=article&id=705.
Il testo è tradotto in italiano sulla rivista TD, n. 50, pp. 17-24.


In allegato: L'uso del blog nei contesti scolastici

Bibliografia
Ardizzone, P., & Rivoltella, P. C. (2008). Media e tecnologie per la didattica, Milano, Vita e Pensiero.
R. Arnheim, (1974), Il pensiero visivo, Torino, Einaudi.
M.I.U.R., (2012), Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione,
H. Jenkins, (2007), Cultura Convergente, Torino, APOGEO.
J. Nielsen, (2000), Web Usability, Torino, APOGEO.
Prensky M. (2009). H. sapiens digital: From digital immigrants and digital natives to digital wisdom. Innovate, 5(3).

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