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Numero: 6-febbraio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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( ...chi semina raccoglie!)
di De Santis Graziana - Integrazione Scolastica
"I seminatori di patate" - Vincent Van Gogh
Febbraio, tempo di parziale bilancio, chiusura del primo quadrimestre, gran fermento negli animi per valutazioni, revisioni e aggiustamenti vari.
E' già trascorsa una settimana dal giorno del GLH di Lorenzo (nome immaginario), bambino di terza con modi e vocaboli coloriti ed inequivocabili.
La sua è senz'altro una "natura" oppositiva e provocatoria; è come se dovesse sempre mettere a dura prova l'adulto per portarlo allo sfinimento ed indurlo, di conseguenza, a permettergli tutto quello che desidera.


I suoi tempi attentivi, oltre ad essere brevissimi, si rivelano labili e l'esecuzione, sempre frammentata e disturbata, è accompagnata da intervalli ed atteggiamenti inadeguati.
Conosco il simpatico alunno in questione già dallo scorso anno, avendo lavorato con lui per il progetto d'istituto "Inviato Speciale".
Ai miei occhi è sempre apparso un tipetto vivace intellettivamente e ricco di interessi profondi sui quali poter far leva.

A settembre inizia la sfida con Lorenzo, che considero stimolante, ed inizia l'esperienza diretta e "quotidiana" con un nuovo team, a mia detta stratosferico, composto da tre Insegnanti di vero vissuto scolastico, dotate di competenza, umiltà ed unità, e spiccata capacità di ascolto.
Ovviamente la paura e la titubanza ci sono!
La mia paura era di non farcela a rendere al meglio, di non riuscire ad essere paziente, cauta ed irremovibile di fronte alle caratteristiche espressioni fisiche, verbali e gestuali di Lorenzo.
Alla fine però, passo dopo passo, patto dopo patto, riscontro dopo riscontro, riusciamo a stabilire con il bambino un equilibrio che gli permette di riconoscere in noi elementi di coerenza e fermezza educativa.
Facciamo il gioco di squadra gioendo dei successi ed incassando dignitosamente anche i colpi più bassi. Decidiamo di accantonare l'emotività e le soluzioni più istintive che ognuna di noi umanamente può avere ed entriamo come "professioniste" decise a non scendere a compromessi.
Consideriamo, perciò, il "passo" ottenuto ogni giorno, non "l'arrivo" ma "il tragitto"; viviamo l'errore come ulteriore momento di crescita e di confronto aiutando i nostri alunni, e nello specifico il "nostro" alunno, a costruire il significato del percorso.
"Il Seminatore" Vincent Van Gogh
Grazie ad una fitta rete di interventi educativi e didattici, alla costanza ed alla validità delle nostre azioni e scelte metodologiche, possiamo condurre il bambino a riflettere in modo sistematico ed a prendere visione della sua posizione rispetto agli altri.
Il "normale" svolgimento della lezione è stato spesso interrotto per privilegiare e favorire l'inserimento ed il coinvolgimento emotivo di Lorenzo, che volendo o non volendo doveva essere messo alla prova, nella condizione consapevole di riconoscersi come "individuo" libero e responsabile perché dotato di pensiero e di capacità di scelta.

Devo dire a gran voce che non è stato per niente semplice e che tuttora continua a non esserlo perché tenere le maglie strette è più complesso e faticoso che tenere le briglie larghe; comporta una serie di organizzazioni, da strutturare e pianificare a tavolino, in ogni occasione a noi possibile, anche a fine scuola , davanti alla macchinetta del caffè.
Abbiamo investito tanto e continuiamo a farlo in modo incessante, coscienti del fatto che insieme, come SCUOLA, possiamo andare lontano.

L'altro risvolto della medaglia è stato amaro perché, persone adulte che dovrebbero sovrintendere l'educazione del bambino, spesso fanno dei salti indietro anche su patti educativi concordati con diverse figure formative accreditate, interne ed esterne alla scuola.
Se da una parte abbiamo un bambino che sta venendo dalla nostra parte e che si sta affidando a noi perché ci riconosce competenti, dall'altra ci sono adulti che dubbiosi faticano a farlo, mostrandosi diffidenti ed incollaborabili.
C'è l'urgente bisogno quindi, di ridefinire il tutto, di riformattare il percorso di Lorenzo, ripristinando i vecchi funzionanti paletti, condivisi inizialmente con la famiglia in sede di GLH, tanto perché è bene chiarire "chi" deve stabilire "che cosa".
Non possiamo sentirci delusi o sentirci in difetto perché dall'altra parte, oltre a non esserci collaborazione c'è dispersione educativa.
Con il nostro lavoro, a dir poco capillare, organico e mirato, Lorenzo sta interiorizzando le regole del gioco; stare al gioco comporta possibilità/ agevolazioni o rischi/privazioni.
L'opportunità più grande è quella di esserci ed il costo più salato è quello di stare fuori da meccanismi indispensabili e stimolanti.
Confuso e destabilizzante il suo ambiente extrascolastico non gli ha permesso uno sviluppo armonico, mettendolo nella condizione di non potersi misurare a pochi ma solidi punti di riferimento.
Quello che l'alunno ci stava chiedendo era un fortissimo bisogno di chiarezza.
Nessuno di noi può avere delle soluzioni immediate; purtroppo non esistono già confezionate e pronte all'uso, ma la nostra voglia di osare, di sperimentare, ed in alcuni casi di insistere a ritmo oserei dire martellante, procedendo per tentativi, ha dato la giusta misura a noi "educatori" e a lui "educando" che quello cha stavamo facendo era nella direzione ambita.
La definizione di patti educativi importanti che prevedono dopo l'esecuzione di alcuni compiti in tempi stabiliti un'attività gratificante ed immediata come ordinare materiale sul catalogo, inventariare un armadio, collegarsi in internet, eseguire una attività pittorica, ha permesso al bambino di stare con maggiore consapevolezza ed autonomia in determinati schemi comportamentali, funzionando secondo richieste.
Purtroppo i patti concordati sono venuti meno da casa in quanto il premio finale (un cagnolino) è stato concesso prima dei risultati e questo ha minato nuovamente la precaria stabilità emotiva di Lorenzo.
Anche questo però non ci ha rese vulnerabili perché abbiamo creduto subito nelle sue potenzialità inespresse.Farcela è possibile anche se ha il suo costo.
Di bello c'è che non mi sento sola e che quello che vedo oggi in questo alunno è quello che solo cinque mesi fa speravo di vedere in tempi decisamente più lunghi.
C'è chi ci supporta e sopporta, coordinando le nostre intenzioni metodologiche e chi di fronte ad un contesto extrascolastico che ci è da freno, risveglia l'attenzione sulla "persona futura" che stiamo formando, riavviando i nostri orizzonti.
La scuola è un organismo vivente che funziona solo se tutte le sue parti sono strettamente interconnesse tra loro.
Dirsi queste cose intorno ad un folto tavolo è di forte effetto ma non solo, di grande aiuto per noi che cerchiamo momento dopo momento di trovare, imperterrite, la dimensione giusta di ognuna delle nostre creature, innescando quell'attimo che va a rompere una stasi che potrebbe, di conseguenza, creare un cambiamento.
"Campo da semina per il grano" - Vincent Van Gogh
OGGI possiamo parlare o di un bambino nuovo e di una scuola efficiente che non tralascia nessuna sfumatura del processo di crescita. Per far crescere un bambino ci serve un intero villaggio.
Ho capito che saper chiedere è sapersi porre in una situazione di ascolto e, soprattutto in una situazione complessa come la nostra, è un vero punto di forza.
Non ci sentiamo arrivate da nessuna parte ma possiamo considerarci dentro un sistema di cooperazione interdipendente.
Un ingranaggio che gira muove tutte le altre rotelle che conseguenzialmente si mettono in movimento anche quando da una sola parte c'è resistenza o chiusura generata troppo spesso da incapacità di gestione.

"COOPERARE" è la parola chiave perché:

 cooperare è scoprire che non si è soli;
 cooperare è coltivare investendo le risorse di ognuno in modo funzionale;
 cooperare è seminare e raccogliere nello stesso campo!!!!

Graziana De Santis Docente di sostegno 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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