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n.86 ottobre 2018
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Se mi osservo comprendo, capisco, imparo
Un approccio positivo all'uso delle tecnologie a scuola
di Santigliano Leonilde - Scuola & Tecnologia
In questi ultimi anni la scuola sta vivendo un momento di trasformazione e di svolta sotto diversi punti di vista, uno di essi assume un'importanza particolare: mi riferisco all'ingresso delle tecnologie. LIM, tablet, Internet, registro elettronico rappresentano grandi risorse non solo per noi insegnanti ma anche per i nostri alunni.

Secondo Giuseppe Riva, docente di Psicologia della Comunicazione presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in un arco di circa trent'anni, nella vita quotidiana, l'uso delle tecnologie è aumentato in maniera piuttosto sostenuta, al punto tale che si può parlare di una vera "Rivoluzione digitale", che ha coinvolto il modo di comunicare e di relazionarsi con l'altro, il mondo dell'educazione, della formazione.
E' idea comune, di molti genitori ed educatori, considerare l'uso dilagante di tutti i tipi di tecnologie un fenomeno da tenere a bada e preferire a queste giochi liberi all'aria aperta, passeggiate, più momenti di socializzazione.
Le argomentazioni rispetto ai risvolti negativi che può avere l'uso di tablet, computer, smartphone, ecc. sui bambini sono tantissime; studiosi esperti e professionisti se ne sono occupati in maniera molto approfondita.

Per quanto mi riguarda, vorrei parlarne in un'ottica "possibile".
La mia professione di insegnante ha richiesto la necessità di operare dei continui aggiornamenti, che hanno avuto dei riscontri positivi dal punto di vista lavorativo.
Ho la fortuna di operare quotidianamente con supporti tecnologici che mi permettono di variare la lezione e di renderla viva agli occhi degli alunni, a favore di una continua inclusione, per raggiungere gli obiettivi previsti, seguendo diverse strade.
La nostra classe è una finestra aperta sul mondo.
Grazie ad un progetto - laboratorio europeo, il gruppo ha avuto occasione di interfacciarsi con un'altra classe attraverso Skype (un software che permette di parlare in maniera istantanea con tutto il mondo). La lingua era diversa dalla nostra (spagnolo), nonostante ciò la comunicazione ha seguito una strada comune, i bambini attraverso gesti e sorrisi sono riusciti a comunicare. Posso dire che è stata un'esperienza molto positiva che ha suscitato in loro curiosità e soddisfazione; i bambini si sono sentiti immersi sin da subito in questa realtà, che probabilmente in noi crea un certo stupore e forse una buffa incredulità, se consideriamo i tempi in cui andavamo a scuola.

Sono dell'idea che il ruolo della tecnologia, nella prassi educativa, se ben mediata da noi insegnanti, educatori e genitori, può dare solo risvolti positivi, risolvere situazioni critiche e quant'altro. Gli alunni sono abituati a vivere momenti in cui la tecnologia "regna sovrana" ed io come insegnante, spesso, adoro immortalare i miei alunni quando sono occupati in svariate attività didattiche.
La condivisione di frangenti di attività, attraverso la LIM o il computer, mi porta ad aprire dei piacevoli dibattiti ai quali partecipano tutti, come possono e come credono; i risultati sono veramente strabilianti (vedi video in fondo all'articolo...).

Un estratto dal Documento Miur 22/02/2018 -Indicazioni nazionali e nuovi scenari- afferma: "La responsabilità è l'atteggiamento che connota la competenza digitale. Solo in minima parte essa è alimentata dalle conoscenze e dalle abilità tecniche, che pure bisogna insegnare. I nostri ragazzi, anche se definiti nativi digitali, spesso non sanno usare le macchine, utilizzare i software fondamentali, fogli di calcolo, elaboratori di testo, navigare in rete per cercare informazioni in modo consapevole. Sono tutte abilità che vanno insegnate. Tuttavia, come suggeriscono anche i documenti europei sulla educazione digitale, le abilità tecniche non bastano. La maggior parte della competenza è costituita dal sapere cercare, scegliere, valutare le informazioni in rete e nella responsabilità nell'uso dei mezzi, per non nuocere a se stessi e agli altri".

Alla luce di tutto ciò, sto cercando di far familiarizzare i miei alunni con le tecnologie in maniera propositiva, con lo scopo di creare in loro una consapevolezza sul buon uso e su una buona scelta, con l'auspicio che tutto ciò possa fungere da base per una futura competenza digitale.

VIDEO:un momento di lettura individuale in classe.




Leonilde Santigliano, docente di scuola primaria, IC "Belforte del Chienti", Roma
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