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n 68 dicembre 2016
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:24 Giugno 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Semplicemente auguri
Al termine della prima fase
di Rosci Manuela - Editoriali
Abbiamo acceso i motori e siamo partiti ma, come spesso accade, i risultati iniziali non sono brillanti, almeno per tanti: chi brontola invece di roboare, qualcuno sussulta, chi non parte per nulla perché non si è accorto del "VIA, SI PARTE!".

Settembre, inizio scuola, mi ricorda questo avvio con motori differenti e per qualcuno riuscire a trovare la giusta ripresa è stato faticoso, lento e, ancora oggi, non soddisfacente. Ri-PRENDERE il ritmo scolastico, gli orari, le abitudini, la convivialità quotidiana, le preoccupazioni scolastiche, l'impegno nello studio, l'attenzione e la capacità di ascoltare e intervenire in maniera pertinente sono operazioni che richiedono intenzionalità, disponibilità a mettersi in gioco, a sopportare eventuali frustrazioni date da mancati o parziali successi (se non addirittura evidenti insuccessi).

Eppure considero questa parte dell'anno scolastico, fino a dicembre, strategica, fondamentale e coinvolgente.
"Strategica" perché il lavoro a scuola ha bisogno di PIANIFICAZIONE ancor più che di programmazione; il lavoro di un anno scolastico va pianificato a tavolino, individuando le linee di partenza e di arrivo; il tempo a disposizione è vincolate (9 mesi di scuola) e così anche il luogo, lo spazio dove agire (la scuola), sebbene siano permesse variazioni (uscite didattiche e campi scuola). Anche il gruppo di alunni è un elemento definito, anche se sono possibili variazioni sul campo in qualsiasi momento, dal primo giorno (e così siamo arrivati a 28) o in itinere (speriamo di no, per ovvie ragioni!).
Considerati i vincoli scolastici "naturali", ognuno di noi ha fatto proprie le "rotte istituzionali", prendendo in considerazione quei Traguardi per lo sviluppo delle competenze che abbiamo detto più volte essere la nostra "bussola di riferimento", per condurre il nutrito gruppo di studenti alla meta.
Nel pianificare il percorso, una volta considerati i vincoli e individuate le piste da seguire, abbiamo poi ipotizzato COSA proporre e COME prospettare al gruppo il cammino immaginato per gli alunni. Questo lavoro di pianificazione avviene per gran parte prima dell'ingresso a scuola, mentre la programmazione degli interventi richiede una costante verifica per aggiustare il tiro.
"Fondamentale" è il periodo settembre/dicembre perché permette di verificare se quanto pianificato su carta ha possibilità di essere messo in pratica nel lavoro quotidiano. Questo termine, tuttavia, deve a mio avviso essere rivolto soprattutto a noi docenti, perché sarà fondamentale NON DISPERARSI in presenza di risultati iniziali inferiori alle attese (a giugno sapevano fare meglio!), NON SCORAGGIARSI per una ripresa lenta e discontinua (quasi dei motori diesel di vecchia fabbricazione), NON AVVILIRSI di fronte a comportamenti che ricordavamo essere molto più produttivi (e solo qualche mese fa!). Fondamentale sarà dunque attingere a "pensieri potenzianti" che possano influenzare il nostro modo di fare scuola anche quando sembra che stiamo navigando nella tempesta, dove il rischio di perdere il nostro tesoro è assai alto.
I pensieri aiutano a leggere la realtà e a orientarci nella direzione in cui vogliamo andare: CREDERE fermamente che dietro gli sguardi un po' vuoti e assenti "loro" ci sono, forse solo ancora leggermente risucchiati dai ritmi estivi; AVERE FIDUCIA nella possibilità di una ripresa che, seppur lenta, porterà gli interessati a raggiungere buoni risultati entro la scadenza dell'anno scolastico; ESSERE CONVINTI che i momenti di smarrimento, di pausa, di distrazione sono appunto "momenti" transitori, che potranno essere superati.
Ho definito questa prima parte dell'anno "coinvolgente" perché è in questa fase che si gioca la possibilità che quanto precedente detto... avvenga; significa che il cambiamento che auspichiamo avverrà solo se NOI INTENZIONALMENTE -pur consapevoli delle criticità del momento- siamo in grado di COINVOLGERE alunni, genitori e colleghi (intanto del team/consiglio di classe) in una visione costruttiva dell'impegno scolastico, non esterna alla persona ma parte integrante del sé, di SOLLECITARE ognuno a dare un contributo alla comunità classe a cui si appartiene, di APPASSIONARLI al percorso che stiamo per intraprendere e di ATTRARRE TUTTI, ognuno con la sua "marcia di avvicinamento", perché a nessuno è permesso di tirarsi fuori dal gioco.

Tirando dunque le somme di questa prima parte dell'anno, mi sento di affermare che, seppur in presenza di una buona dose di stanchezza dovuta al dispiego di energie messe in campo, "i motori" hanno ripreso a rombare, ognuno con la miglior potenza che può permettersi ad oggi. Certamente non abbiamo aspettato il loro risveglio, li abbiamo sollecitati a partecipare in maniera attiva alla costruzione del nostro percorso scolastico; li abbiamo coinvolti in attività di responsabilità da gestire anche in autonomia; abbiamo creato le condizioni per cui ognuno riflettesse sul "proprio" modo di agire, di lavorare.

Il gruppo così si è ritrovato, non solo sugli aspetti sociali che caratterizzano la scuola (ritrovarsi con gli amici, con i compagni di classe dopo le vacanze estive) ma sugli aspetti di condivisione, costruzione, visione del progetto scolastico pensato per loro e, soprattutto, CON LORO. Il terreno di gioco si è aperto a tutti e ognuno si è sentito dentro, con la responsabilità di assumersi gli impegni. Va da sé, allora, che il coinvolgimento durante le lezioni è alto e partecipato in tutte le discipline, compresa la storia che li affascina (leggi l'articolo di Angela Ventre); lo stesso dicasi per l'impegno a casa, i famosi compiti vissuti non come esercizio puramente ripetitivo (come affrontato negli articoli di Marco Pellegrino e di Stefania Palumbo) ma come tempo personale per contribuire al lavoro di tutti e alla fase di preparazione per l'attività che si svolgerà insieme in classe.

Ad oggi, solo per due alunni purtroppo è necessaria una revisione del modo di trattare il proprio motore perché viaggiano con una potenza sottostimata, ancora distratti da qualcosa che noi adulti non siamo stati in grado di mettere a fuoco. Il percorso è ancora lungo, c'è tempo per indagare meglio e promuovere anche una loro partecipazione più attiva. Lo so che dipende da me, da noi docenti, ma ancora non abbiamo trovato la chiave d'accesso più adeguata.

Mi auguro che la prossima pausa natalizia ci "illumini" per individuare la strada e coinvolgere anche loro. Lo auguro a tanti che come me, come noi, sono alle prese con le difficoltà dei nostri alunni. Ma noi docenti non molliamo!
Buone festività a tutti.

Manuela Rosci
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