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n. 50 febbraio 2015
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:21 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Si può migliorare il mondo'  >>>
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Si può migliorare il mondo
Iniziamo da noi
di Rosci Manuela - Editoriali
Ho letto casualmente l'intervista a Samia Nkrumah, leader donna del Ghana definita per il suo carisma la nuova Nelson Mandela, considerata una delle 12 donne che, secondo il giornale che pubblica l'intervista, rivoluzioneranno il 2015.
E' la prima donna a guidare un partito in Ghana, il Convention People's Party (CCP), tra i più accreditati alle presidenziali del 2016. Lei è tornata nel suo paese alla fine del 2007 per avverare il sogno di suo padre Kwame Nkrumah, il papà del Ghana libero e indipendente, profeta dell'unità panafricana. ... oltre a ricevere premi per la pace da un capo all'altro del mondo, è riuscita a bloccare il Plant Breeders Bill (meglio conosciuta come "Legge Monsanto"), che avrebbe portato ogm a pioggia in tutto il paese. A proposito degli attacchi personali subiti da parte di uomini che non accettano la sua affermazione, lei afferma che 'bisogna imparare a non prendere le cose a livello personale, a restarne al di sopra, il tuo autocontrollo è fondamentale. Bisogna focalizzarsi sui problemi non sulle pressioni, sulle persone, sulle intenzioni, sugli attacchi personali. È la ragione per cui molte donne non si buttano, sanno che saranno insultate'.. Il suo partito è stato il primo 'ad aver eletto una donna come leader, e una dei miei due vice è femmina. È successo perché per tradizione crediamo nell'inclusione sociale di tutti i generi. Dietro ai grandi cambiamenti ci sono sempre grandi donne, che se sostengono una causa la portano sempre più avanti. Come ha detto il pedagogista ghanese Aggrey: <<Se educhi un uomo educhi un individuo, se educhi una donna educhi una nazione>>. Perché siamo molto ben connesse a livello sociale. Per ognuna di noi che viene istruita saranno in molti a beneficiarne. Questo riconoscimento l'abbiamo raggiunto, ora puntiamo alla legge, che sta arrivando al vaglio del parlamento, per alzare la percentuale di presenza. Più saranno le donne a decidere, più alto sarà il numero di progetti sostenibili, che sono la base di una società armonica.'
Indica l'istruzione delle nuove generazioni come la prima mossa verso l'uguaglianza e contro lo sfruttamento economico.
(Dall'intervista di Silvia Criara del 17 Dicembre 2014 su www.marieclaire.it)

Mi ha colpito la semplicità delle parole di questa donna, 54 anni, infanzia provata da continui attacchi contro il padre e con la conseguente 'scelta' di un esilio forzato, che torna nel suo mondo per combattere con la forza delle convinzioni e con l'arma della partecipazione e della condivisione.
Quasi scontato il confronto con il mondo scuola, prevalentemente al femminile, con una età media abbastanza vicina a quella della leader, con il vantaggio di educare alunni di entrambi i sessi, quindi con la possibilità di educare sia l'individuo (gli uomini) che la nazione (le donne).

La prerogativa femminile di occuparsi di educazione, istruzione e formazione viene spesso presentata come un limite, un difetto e quasi mai letta come privilegio di cui può avvantaggiarsi appunto una intera nazione. L'attacco -che a volte rasenta la squalifica- al mondo femminile della scuola non è attribuibile sempre e solo agli altri, all'esterno, ma molte tra le donne professioniste dell'educazione e dell'istruzione, sperimentano un vissuto esistenziale limitato 'casa e scuola', come se i due ambienti avessero poco a che fare con il mondo vero, quello che sta lì fuori. Eppure da sempre l'educazione e l'istruzione sono state riconosciute come leva del cambiamento, anche sociale, come ingredienti essenziali alla conquista di libertà di pensiero e di azione. Altrimenti non si capirebbe il perché ogni popolo ha lottato - e si continua a lottare in diverse parti del mondo- per rivendicare il diritto all'educazione e all'istruzione. Anche Samia indica l'istruzione delle nuove generazioni come la prima mossa verso l'uguaglianza e contro lo sfruttamento economico.

Forse è iniziando proprio da noi donne (e uomini, anche se pochi) che possiamo migliorare il mondo, partendo dalla realtà scolastica, quella che condizioniamo ogni giorno con i nostri atteggiamenti che sappiamo influenzeranno non solo le generazioni a venire ma anche la generazione attuale, quella dei genitori dei nostri alunni, e anche quella precedente dei nonni che si prendono cura dei nipoti. Sono loro la nostra 'opinione pubblica'. Un pubblico a volte attento e partecipe, altre volte frettoloso, in alcuni casi (direi pochi, in proporzione) critico di fronte a tutte le proposte (perché troppo avanzate o perché troppo tradizionali).

Ma le persone di scuola hanno il compito di presentarsi all'esterno con un alto profilo professionale, fondato su competenze che si acquisiscono progressivamente, aggiornato e revisionato continuamente, disponibile a sopportare la frustrazione dell'insuccesso o del parziale successo e consapevolmente responsabile delle scelte effettuate per incidere sull'andamento del singolo e della classe. Non è quindi accettabile che una professione che ha in mano le sorti di una nazione si senta 'povera', 'bistrattata', 'squalificata' perché la realtà è in parte determinata anche dalla nostra visione, dalle nostre aspettative, e dal peso che diamo alla staticità del passato, come se nulla possa modificarsi se non con azioni che provengono dall'esterno.
Non nego le concrete difficoltà ma non voglio riconoscermi solo nelle difficoltà che incontra la scuola pubblica. Come docente non sento di incarnare le difficoltà, semmai il privilegio di poter utilizzare al meglio una vocazione personale che è al servizio del pubblico che chiede educazione e istruzione.

Eppure la scuola va avanti, si continua ad educare e istruire, formare e orientare, ogni giorno in tante realtà come quella anticipata alla trasmissione Report e che andrà in onda domenica 8 febbraio con una puntata dedicata alla scuola pubblica. Vedremo come verrà rappresentata la visione della scuola. Sostengo, comunque, che la scuola è fatta di persone che scelgono, che fanno i conti con i propri dubbi e le proprie insoddisfazioni, e con le proprie convinzioni su come fare scuola.

Anche il numero di febbraio racconta la scuola vera, i limiti, i vincoli e come alcune soluzioni possibili sono a portata di mano: a volte cambiando l'ordine del giorno di una riunione può cambiare l'atteggiamento di un gruppo di docenti, offrendo loro la possibilità di indirizzare il lavoro verso la condivisione di nuove strade e la costruzione di una visione più positiva rispetto l'elencazione di problemi che sanno di amaro e anche di stantio.

Uno spazio di riflessione, un tempo per sorridere e per condividere, un luogo che rende la nostra scuola 'possibile'.
Buona lettura

Manuela Rosci
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