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n.18 dicembre 2011
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FILM ROSSO di K.Kielowski
di Melchiorre Simonetta - Long Life Learning
Amore a prima vista
"Sono entrambi convinti
Che fu un improvviso sentimento ad unirli.
Com'è bella tanta certezza
Ma l'incertezza è ancora più bella.
Pensano che non conoscendosi prima,
nulla sia mai avvenuto tra loro.
Ma che diranno mai le strade, le scale, i corridoi
Nei quali da tempo han potuto incrociarsi?
...
Grande sarebbe la sorpresa,
a saper che ormai da tempo
li ha presi in giro il caso.
Pronto non era ancora
A mutar per loro in sorte,
li ha tenuti vicini e poi lontani,
gli ha sbarrato la strada e
soffocando il riso
con un salto si è fatto da parte".


da "Fine e inizio" di Wislawa Szymborska
(www.ondacinema.it)

Valentine, una giovane modella, conduce una vita molto ordinata fatta di sequenze e di riti sempre uguali: colazione sempre al solito bar, in cui prende il giornale e gioca alla slot machine sempre con gli stessi gesti e la stessa apatia, si sottopone ad estenuanti e faticosi esercizi di danza per mantenersi in forma e poter così condurre il proprio lavoro. E' sola, anche se ha un ragazzo che vive e lavora lontano da lei, una relazione che ci appare subito in tutto il suo vuoto.

Sento che in lei manca il godimento, il gusto, il piacere nelle cose che fa: la sua vita sempre sotto i riflettori, fatta di ammirazione e ammiratori non la riempie, la danza invece di procurarle leggerezza ed essere un momento in cui scaricare tensioni e riprendere energie è soltanto un momento di grande sofferenza fisica, la sua relazione invece di renderla serena, appagata, completa come donna la soffoca, la castra, la fa sentire sempre più sola.

E' interessante notare la figura di quest'uomo che non c'è, non può ma anche non vuole esserci eppure agisce un controllo quasi maniacale su di lei ("Con chi sei?" "Cosa hai fatto ieri?" "Chi ti ha aiutato a spogliarti?"): il regista ci fa vedere tutto questo con una reiterazione che sfiora il fastidio, non possiamo come spettatori non provare malessere per quel "pezzo" d'uomo (la voce), infantile, controllore e pretenzioso, non possiamo non riconoscere, e proseguendo nella storia ci appare sempre più chiaro, che l'amore non è sicuramente ispezione, inquisizione, persecuzione.

La vita di Valentine inizia a cambiare quando investe il cane di un vecchio giudice in pensione, interpretato da Jean-Louis Trintignant.
L'uomo vive solo in una casa perennemente aperta ma priva di vita, è cinico e spento. Al contrario di Valentine non ha più fiducia negli uomini e nella vita, ha vissuto una grande delusione d'amore, un tradimento al quale ha risposto NEGANDO LA VITA, negandosi un altro amore.
Come risposta al dolore il giudice decide di ritirarsi (la sua richiesta di prepensionamento è una metafora del ritiro dalla vita piena e attiva) e decide di vivere la vita degli altri ascoltando, rubando, spiando le telefonate dei suoi vicini di casa.

Quest'incontro cambierà la vita di entrambi, Kieslowski ci spiega benissimo, attraverso l'intreccio del film, a volte lo sfiorarsi senza incontrarsi, che la felicità non è mai un fatto personale, che solo l'AMORE, le CONTAMINAZIONI, lo SCAMBIO RECIPROCO salva l'uomo dalla solitudine e dal ritiro esistenziale.
Il regista parte dall'amore e spiega tutto con l'amore.



Infatti Valentine è una ragazza gentile, disponibile, dolce piena di illusioni rispetto alle sue relazioni ma priva dell'amore di sé, tanto che accetta (pensa di meritare) quel rapporto persecutorio e privo di tenerezze col suo fidanzato.
L'incontro con il giudice la mette di fronte ad uno sconvolgimento della sua vita così preordinata: "Lei è convinta di avere ragione. Allora perché non fa qualcosa?" (La risposta del giudice quando lei si scandalizza del fatto che lui spii il suo vicinato). In realtà a fare qualcosa è proprio il giudice, l'incontro con lei, con la sua fiducia, con la sua freschezza lo mettono in crisi e si autodenuncia. Ciò gli permette di uscire, forse dopo tanto tempo, di tornare in tribunale non più come giudice (ruolo che aveva vissuto con grande dolore: "Ho condannato perché non ero nella loro pelle ma nella mia"), di incontrare fisicamente, autenticamente i suoi vicini e non più come ladro di intimità.

Questa ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA' è un altro momento di svolta, di cambiamento per entrambi i personaggi, infatti subito dopo festeggiano la nascita dei cuccioli nati dalla cagna del giudice e che lei aveva ferito. Il regista vuole dirci che non ci può essere una rinascita, non ci può essere VITA se non ci si assume la responsabilità di attraversare le proprie parti buie, di confrontarci con i nostri mostri, di guardare negli occhi la nostra vera colpa: esserci dimenticati di noi.

Il film termina con un naufragio, archetipo della tempesta che dobbiamo necessariamente attraversare per ritrovarci in una relazione più autentica prima con noi stessi, con chi ci è vicino e con l'umanità intera. Dal naufragio, infatti, si salvano in sette: Valentine e il giovane giudice (uomo sfiorato tante volte nel film ma mai realmente incontrato, proiezione del vecchio giudice finalmente sanato e pronto ad incontrare di nuovo l'amore) e tutti gli altri personaggi della trilogia (Film Bianco, Film Blu, Film Rosso) come a dirci che noi tutti siamo in relazione, in una rete di relazioni e la salvezza non è mai un fatto solo personale ma appartiene all'umanità intera, è possibile solo se coinvolge tutti in una circolarità dove non esiste il caso ma un disegno di cui tutti noi siamo gli artisti.



FILM ROSSO rappresenta l'ultimo film della trilogia di Kieslowski e incarna secondo l'idea del bianco, blu e rosso, i colori della bandiera francese, la fratellanza (l'intento dei film è quello di riprendere il motto della rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fratellanza). Questo è un film che sicuramente parla di fratellanza, ma per la sua pregnanza simbolica si presta a diverse letture a livelli sempre più profondi.

Le scene che ho trovato più significative per la mia storia personale e che hanno rappresentato per me spunti di riflessione:
? La figura del cane: simbolo di fedeltà, in antitesi al tradimento dell'amore per sé e dell'altro vissuto dai protagonisti. Il cane semplicemente c'è e decide di rimanere nonostante la freddezza e il cinismo del suo padrone, in fedele attesa del momento della trasformazione.

? Il controllo: Le domande incalzanti e rabbiose del fidanzato, le sue pretese in antitesi all'amore che libera, che lascia andare, che permette il viaggio nonostante le intemperie, le burrasche, la paura. Lo spiare le telefonate da parte del vecchio giudice, il furto della vita degli altri, dei momenti di intimità non essendo in grado di vivere la propria di esistenza, non essendo in grado di vivere l'intimità nella propria vita. La differenza tra amore e controllo, tra amore e giudizio.

? L'abbandono del cane in autostrada da parte del giovane giudice in seguito alla scoperta del tradimento della sua fidanzata: quando scegliamo di viverci e mostrare la rabbia invece di dare voce al nostro dolore tradiamo la parte più vicina a noi, la più fedele, neghiamo tutto anche ciò che di bello c'è, allontanando tutto e tutti in una guerra che non avrà né vinti né vincitori.

? L'autodenuncia da parte del vecchio giudice: si parte sempre da noi per trasformare ciò che ci ferisce, non possiamo continuare a ritirarci sentendoci vittime del mondo che sembra non comprenderci, noi siamo il primo mondo da cambiare, il resto, la vita seguirà questo nostro cambiamento.

? L'animale ferito: la ferita è una grande opportunità, è il linguaggio del sé che forte e chiaro vuole comunicarci che la nostra vita così com'è non va, che un equilibrio è stato rotto, una comunicazione profonda è stata interrotta, che non siamo più in dialogo autentico con noi stessi, che abbiamo dimenticato il nostro progetto. Sanare quella ferita significa uscire allo scoperto e accettare di incontrarci e di incontrare (lei che riporta il cane, incontra il giudice e decide di prendersene cura).

? La nascita dei cuccioli: i cuccioli sono sette come sette sono gli scampati al naufragio e i protagonisti della trilogia: il numero sette è il mio numero, infatti sono nata il SETTE SETTEmbre e già da tempo avevo cercato il significato di questo numero.

Questo il SIGNIFICATO:
Il numero sette esprime la GLOBALITA', l'UNIVERSALITA', l'EQUILIBRIO PERFETTOe rappresenta un ciclo compiuto e dinamico. Considerato fin dall'antichità un simbolo magico e religioso della perfezione, perché era legato al compiersi del ciclo lunare. Gli antichi riconobbero nel sette il valore identico della monade in quanto increato, poiché non prodotto di alcun numero contenuto tra 1 e 10. Presso i babilonesi erano ritenuti festivi, e consacrati al culto, i giorni di ogni mese multipli di sette. Tale numero fu considerato simbolo di santità dai Pitagorici. I Greci lo chiamarono venerabile, Platone anima mundi. Presso gli Egizi simboleggiava la vita. Il numero sette rappresenta il perfezionamento della natura umana allorché essa congiunge in sé il ternario divino con il quaternario terrestre. Essendo formato dall'unione della triade con la tetrade, esso indica la pienezza di quanto è perfetto, partecipando alla duplice natura fisica e spirituale, umana e divina. É il centro invisibile, spirito ed anima di ogni cosa. Il Sette è il numero della piramide in quanto formata dal triangolo (3) su quadrato (4). Quindi il sette è l'espressione privilegiata della mediazione tra umano e divino.

(Per approfondire, clicca qui)



Simonetta Melchiorre, Docente IC V.le Adriatico - Roma
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