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n. 26 ottobre 2012
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Siamo sull'orlo dell'abisso: voliamo o arretriamo?
I giovani insegnanti sono la nostra speranza
di Lucci Laura - Orizzonte scuola
Perché scegliamo di essere insegnanti?
Diventare insegnante oggi è veramente una scelta impegnativa .... Una volta si diceva che l'insegnamento "è un lavoro che si concilia con la famiglia...". Una volta forse ma oggi... la mattina scuola, il pomeriggio scuola, programmazione settimanale, colloqui con le famiglie, collegi docenti, commissioni, dipartimenti, aggiornamenti (fortunatamente ultimamente ce ne sono molti anche on-line): forse dovremmo chiedere ai coniugi degli insegnanti se l'insegnamento oggi è ancora una professione che si concilia con la famiglia.

Quindi perché molti insegnanti continuano questa professione? Io credo perché chi sceglie l'insegnamento ha dentro di sé la voglia di sperimentare, di crescere, di scoprire insieme ai ragazzi il mondo che continuamente cambia e di consegnare al futuro ragazzi migliori.
In alcuni insegnanti questa cosa è chiarissima anche dopo tanti anni, in altri dopo qualche anno è sopita.

Il nostro mondo cambia velocemente
Dalle righe di questo giornale in tutti i modi è stato scritto che la scuola sta cambiando, che il mondo sta cambiando, che le nuove generazioni sono completamente diverse da noi, sono diverse soprattutto nella comunicazione e non ci inganni il fatto che la bimbetta di 7 anni continui a disegnare un cuore su un pezzo di carta e ce lo porti alla cattedra per dimostrarci il suo affetto... la realtà è che non ha il nostro numero di cellulare altrimenti per lei sarebbe più logico mandarci un mms con un orsetto con il cuore che si muove!

Essere all'inizio e aver paura
Ho sempre pensato che la scuola italiana sia vecchia e completamente scollegata con il mondo dei ragazzi e anche se sono d'accordo che l'esperienza è una delle colonne portanti della scuola, ritengo che il gap generazionale tra gli insegnanti e gli alunni oggi sia troppo grande, l'esperienza degli insegnanti "anziani" (chiamiamoci così) dovrebbe essere messa al servizio degli insegnanti giovani e non dei bambini o dei ragazzi.
Però ai corsi di aggiornamento continuo a vedere insegnanti di una certa età e se parlo d'innovazione didattica con alcuni insegnanti giovani, prima si entusiasmano, poi mi guardano con sospetto e si chiudono a riccio.
Questo mi ha portato a riflettere.. perché...perché queste chiusure da chi mi aspetto invece sia naturalmente più predisposto alla tecnologia, alle sperimentazioni, alla "didamatica"?

Credo si possa far riferimento ancora una volta alla piramide di Maslow ... dopo i bisogni primari che spero tutti gli insegnanti soddisfino, secondo gradino... LA SICUREZZA.
Gli insegnanti giovani non hanno esperienza, la scuola pubblica è priva di un degno tutoraggio e quindi questi poveri insegnanti alle prime armi cosa devono fare? Sperimentazione didattica? Su che basi?
E' logico che la convinzione che dà più sicurezza sia: "Insegno... come hanno insegnato a me!"
Una collega una volta mi disse: "Io seguo il libro.... per me l'importante è finire il libro."
Ho provato a spiegarle che era come confondere il pennello con l'artista, ma poi ho capito che la stavo confondendo ulteriormente e che in quel libro c'era la sua sicurezza, di aver fatto almeno quello che le era richiesto.

...ma la scuola ha bisogno degli insegnanti giovani
Anche se comprendo perfettamente il disagio iniziale di chi si affaccia a questa professione -e quindi il timore di lasciare strade già percorse e quindi sicure- credo sia importante capire che le nuove tecnologie stanno aprendo un mondo nuovo nella scuola, molto più vicino ai nostri ragazzi, perché parlano il loro linguaggio. La scuola quindi ha bisogno di insegnanti giovani che vivono nel modo di oggi, nel mondo della tecnologia, perché oggi i nostri ragazzi hanno sistemi comunicativi diversi e se vogliamo essere le loro guide, dobbiamo entrare nel loro mondo per poterci affiancare a loro e poterli aiutare.
Anche perché, detto sinceramente, l'uso delle TIC a scuola è divertente prima di tutto per noi insegnanti, poi per i ragazzi che seguono naturalmente le lezioni.
La famosa LIM ha molto successo con i ragazzi perché è molto più vicina ai loro televisori o alle loro play station di quanto non lo sia la lavagna di ardesia e i nostri gessetti, è un mondo dinamico e a colori contro un mondo fermo, statico e in bianco e nero.
Se giriamo sul web si stanno formando vari gruppi d'insegnanti che in tutt'Italia si scambiano queste nuove esperienze e nuovi lavori e questo autoaggiornamento è grandioso.

Vi do una notizia: la didattica oggi è terra di nessuno... via alla sperimentazione.
Siamo in un momento storico avvincente per la didattica che si sta trasformando, si stanno aprendo nuove strade e sono strade mai percorse, quindi insegnanti giovani vi do una notizia: siamo in un momento in cui sono molto pochi quelli che hanno esperienza di "didamatica", perché anche chi ha costruito le LIM, sa quali sono le potenzialità ma non certo le applicazioni didattiche e queste possono essere scoperte solo da coloro che le applicheranno giorno dopo giorno.
Eh sì... siamo sull'orlo dell'abisso, possiamo aprire le ali e volare o ritirarci indietro e aspettare... ma per quanto?
La Sicurezza è importante ok, ma i gradini successivi della piramide di Maslow sono l'Affetto, la Stima, per arrivare alla Realizzazione di se stessi.
E ditemi: un corpo docente "Realizzato", che crede fino in fondo nel proprio lavoro, non è in grado di incidere e cambiare il futuro?

Questa e' la mia idea di SCUOLA POSSIBILE.

Laura Lucci, docente IC Morlupo - Roma
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