|
|
| Siamo tutti dei gran ...Talenti |
| Dalla parabola all'integrazione |
| di Furia Stefania - Integrazione Scolastica |
Mi piace insegnare religione anche perché riesco a conoscere quella parte spirituale dei bambini che non sempre è possibile intravedere insegnando le altre materie.
In una classe seconda ho letto e spiegato la parabola dei Talenti (MT.25,14-30).
Gesù racconta questa storia per insegnare che a tutti vengono date delle qualità, capacità, ma tali ricchezze devono essere utilizzate e messe in opera soprattutto per migliorare se stessi e gli altri.
Lavoro sulla parabola: ogni bambino a turno doveva dire la qualità del compagno e poi scriverlo sul quaderno. Ovviamente la comprensione sul significato della parola "qualità" ha richiesto un po' di tempo per far capire ai bambini bene cosa significa avere una qualità ossia un talento.
Devo dire che sono venute fuori cose sorprendenti.
L'alunno D. ha subito messo le mani avanti dicendo che lui non possiede nessun talento, ma la richiesta era di scrivere il talento di un altro compagno, così si è tranquillizzato e ha cominciato il lavoro.
Il momento più bello lo abbiamo raggiunto quando hanno dovuto scrivere la qualità della loro compagna A. diversamente abile (l'alunna è affetta dalla sindrome di Rett che non le permette di parlare e di muoversi liberamente).
In classe è calato un silenzio che mai avevo sentito prima: "Allora bambini qual' è il talento della vostra compagna?".
Questo mi ha fatto riflettere: anche se apparentemente i compagni hanno assolutamente ben accolto la compagna, pur tuttavia non ne parlano con gli adulti della classe, poiché anche per noi adulti a volte è difficile affrontare la diversità e parlarne ai bambini.
Ecco questa poteva essere l'occasione per aprire un varco in questo groviglio di emozioni. Nei giorni precedenti proprio con l'insegnante di sostegno ci eravamo fermate a parlare di come si può capire fino a che punto A. era integrata nella classe, anche se purtroppo grandi riscontri oltre il suo sguardo non ci sono.
Ecco adesso trovavo forse la risposta tramite i bambini.
Mi sono impegnata così a stuzzicarli, chiedendo se per loro sarebbe stato uguale se A. avesse cambiato scuola e quindi non sarebbe stata più la loro compagna. Risposta dei bambini:"No, maestra, ci mancherebbe, lei è nostra amica!!" Questa è stata la risposta corale.
Mi sono detta che la presenza di A. allora non è ferma ma c'è una forte energia che fluisce da lei ai compagni che va al di là delle parole e dei movimenti. Ho formulato un'altra domanda:" Ma come fa ad essere vostra amica se non può parlare e giocare come fate voi?
E qui è arrivata la conferma del percorso ben riuscito di integrazione che A. è riuscita ad ottenere in classe perché i bambini mi hanno detto: "MAESTRA LEI C'E'!!!!"
Devo dire che lo sforzo per non far vedere la mia commozione è stato grande, i legami tra le persone vanno veramente al di là di tutti gli ostacoli concreti e i bambini ci hanno dato la risposta LEI C'E', è qui con noi e quello spazio che occupa qui in classe è suo.
Grazie bambini per avermi fatto capire che, a parte tutte le strategie sull'integrazione, la prima fra tutte è quella di avere un cuore grande e disponibile.
Un grazie speciale va ad A. per aver messo a disposizione degli altri il suo gran talento: la VITA.
Stefania Furia Docente 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma
|
|
|