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n 8 dicembre 2010
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Siamo uomini (e donne)... o caporali?
L'importanza dei sogni nel calcolo del PIL
di Presutti Serenella - Long Life Learning
"Ogni giorno di più il desiderio diventa esangue, indebolito dal primato dell'offerta di oggetti in realtà mai desiderati. Con bambini obbligati a godere di giocattoli mai chiesti e adulti al sesto tipo di telefono cellulare."

Potrebbe sembrare una frase degna di un qualche moderno Savonarola oppure l'incipit di una qualche location cinematografica, invece si tratta di un passaggio che possiamo tutti trovare nel 44° "Rapporto Censis" appena pubblicato.

Si fotografa un'Italia sofferente, addormentata, senza speranze in un futuro, almeno in quello prossimo; commentatori accreditati esprimono molti dubbi sulle capacità di ripresa, anche se la macchina ricominciasse a partire... si registrano infatti INERZIA E FRAGILITA' personali e di massa che fanno pensare a "una perdita di consistenza del sistema".

Il prof. De Rita, presidente Censis, sostiene che "tornare a desiderare è la virtù civile necessaria per riattivare la dinamica di una società troppo appagata e appiattita"; il DESIDERIO quindi per salvare un intero paese in piena crisi, di nervi oltre che economica...

Ma per desiderare è necessario possedere la capacità di proiettare se stessi e gli altri verso un futuro, vicino o lontano che sia comunque con la possibilità di guardare ed immaginarsi oltre, di coltivare aspirazioni e sogni sulla propria vita.
Per fare questo c'è bisogno di investire su sé stessi e sugli altri; gli investimenti in genere, economici o no, presuppongono IMPEGNO per trovare strategie e soluzioni, per PROGETTARE PERCORSI il più adeguati possibili per la realizzazione e il raggiungimento degli obiettivi... c'è quindi bisogno di ACQUISIZIONE di COMPETENZE...quindi di PERCORSI DI CONOSCENZA, DI APPRENDIMENTO...in una parola di SCUOLA!

C'è TROPPO POCA SCUOLA nel nostro Paese, inteso come troppo poco sostegno per il Sistema di istruzione, per la diffusione della Conoscenza/Conoscenze, delle esperienze di apprendimento che sensibilizzino gli individui all'apertura delle proprie menti verso gli altri da sé.

L'esperienza di apprendimento produce conoscenza quando avviene nel confronto tra il sé e l'altro da sé; il decentramento dal proprio punto di vista garantisce non solo un cambio di prospettiva ma, attraverso la capacità empatica, anche la possibilità di capire gli altri, i diversi da noi, sia questo un concetto applicato alle diversità culturali e non solo a quelle dell'evidenza geografica.

In questo modo trovano l' humus necessario, le competenze per la comprensione dei problemi, per la loro risoluzione, tutto quello che potremmo riassumere in CREATIVITA', alla base della progettazione del futuro insomma.

I risultati del Rapporto Censis confermano purtroppo le preoccupazioni non solo degli economisti, che sono poi tutto sommato i Soggetti posti alla fine della "catena dello sviluppo" necessario per la ripresa del nostro paese; le preoccupazioni prioritarie sono dei giovani che non riescono a proiettare le proprie aspirazioni e ad immaginarsi adulti in questa realtà; una realtà senza spazio per i sogni che potrebbero trasformarsi in progetti.
Questo tipo di preoccupazione deprime ed incupisce oppure spinge altrove chi vuole sognare; la percezione dei giovani, delle loro famiglie e di molti (troppi) altri è di una situazione statica, con uno sguardo assente se non addirittura strabico sulla realtà.

Che possiamo fare per un'inversione di tendenza di questo comune sentire?
Aspettare? distruggere per ricostruire?

Recuperare la capacità di sognare e progettare passa anche, credo, attraverso la capacità della maggior parte di noi di ricollocarsi nel giusto spazio dei propri sogni e progetti: FARE BENE IL PROPRIO LAVORO, cercare di farlo anche quando tutto sembra non funzionare intorno potrebbe essere la leva essenziale per accorciare le distanze...

E' ormai improrogabile "prendersi cura" del futuro, lavorando sodo sul presente.
E' necessario rimboccarsi le maniche per formare un maggior numero di persone dalla "testa ben fatta", come indicato tempo addietro da E.Morin, autonomi e in grado di orientare le proprie vite e quelle del proprio paese.
Tra le preoccupazioni della comunità scientifica internazionale in questi ultimi tempi difficili è balzata in primo piano la riformulazione dei criteri di calcolo del PIL; sono in molti a concordare che il prodotto interno lordo di un paese non può essere espresso solo da raffinati algoritmi, ma che è ormai necessario considerare elementi che fino a non molto tempo addietro erano di interesse delle scienze sociali (come per esempio l'incidenza del volontariato, o dell'imprenditoria sociale)

Dovremmo prendere in prestito la filosofia che sottende questi pensieri e nuovi interessi, e impegnarsi a lavorare non mollando sogni e aspirazioni ma tendendo l'orecchio ad attesi imprevisti. Non riusciremo a superare a breve la crisi, ma credo che potremmo però riuscire a diventare più forti e capaci...

...ed è qualcosa di più di un semplice augurio!

Serenella Presutti, psicopedagogista e dirigente scolastico del 143° C.D."Spinaceto" di Roma
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito venerdì 07/01/2011 ore 18:08 da Liana Gerbi
Grazie ancora per queste condivisioni su TENTATE SOLUZIONI FUNZIONALI E NON FUNZIONALI in ambito scolastico Recuperare la capacità di sognare e progettare passa sicuramente anche attraverso la capacità della maggior parte di noi di ricollocarci nel giusto spazio dei propri sogni e progetti: FARE BENE IL PROPRIO LAVORO, cercare di farlo anche quando tutto sembra non funzionare intorno .. MEGLIO una TESTA BEN PIENA O UNA TESTA BEN FATTA ? "testa ben fatta", come indicato da E.Morin, autonomi e in grado di orientare le proprie vite e quelle del proprio paese. Grazie
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