Torna nella homepage
 
n. 66 ottobre 2016
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:24 Agosto 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Soffia il vento e...'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Soffia il vento e...
Un esempio di sviluppo di competenze
di Calcagni Maria - Didattica Laboratoriale
La scuola di oggi, per essere una scuola di qualità, deve fornire agli studenti gli strumenti necessari per PENSARE, AGIRE, ESSERE.
Le Indicazioni per il curricolo del 2012 fanno infatti esplicito riferimento alle otto competenze chiave per l'apprendimento permanente definite dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'Unione Europea.
Ma quando si è competenti?

Lo si diventa quando le conoscenze apprese a scuola si riutilizzano in contesti di vita reale in maniera autonoma e funzionale, pertanto l'alunno è davvero competente quando ha imparato a mettere in pratica ciò che troppo spesso solo in linea teorica gli è stato insegnato.
Il programmare per competenze pone perciò il docente in un nuovo modo di architettare il proprio lavoro, inteso non più in un sistema rigidamente settoriale ma reticolare o meglio TRASVERSALE, costruendo così le condizioni generali per un apprendimento efficace. Nella vita reale, infatti, oltre alle conoscenze di tipo DICHIARATIVO (sapere), PROCEDURALE (saper fare) e PRATICO/CONCRETO (sapere perché e quando fare), è necessario aver sviluppato al meglio anche le COMPETENZE TRASVERSALI ovvero quelle COMUNICATIVE, METACOGNITIVE, META-EMOZIONALI e PERSONALI che ti forniscono ulteriori strumenti utili per l'inserimento nel sistema sociale e lavorativo.

Acquisire queste competenze rappresenta una delle finalità costanti nella progettualità delle unità didattiche rivolte ai miei alunni di seconda di scuola primaria. Prendendo spunto dall'equinozio del 21 settembre, che segna la fine dell'estate, la scorsa settimana ho iniziato a lavorare sull'unità didattica Soffia il vento e... progettata ad inizio settembre e ancora in fase di realizzazione.
Le attività predisposte e connesse all'evento citato sono finalizzate a far riflettere gli alunni sui cambiamenti relativi all'arrivo dell'autunno, alla discriminazione e differenziazione delle lettere con lo stesso punto di fonazione. Partendo dall'osservazione dei mutamenti dei platani presenti nel cortile della scuola nell'arco di quindici giorni, al centro del "cerchio" è stato posta la situazione problema ossia il compito di realtà così posto all'alunno: "Da alcuni giorni è iniziata la scuola, oggi soffia il vento e ...?"; partendo da esso con un movimento centrifugo si sono avvolte quelle discipline che avrebbero fornito una risposta significativa alla risoluzione del problema, cercando le interconnessioni essenziali di processi cognitivi.

Discipline coinvolte sviluppate e da sviluppare:
Italiano, matematica, geografia, storia, tecnologia, scienze, arte e immagine, cittadinanza e costituzione, ed. fisica;

Competenze chiave interessate:
Comunicare nella madrelingua, competenza matematica, scientifica e tecnologica, competenze sociali e civiche, spirito d'iniziativa, consapevolezza ed espressione culturale;

L'Incipit:
"Soffia il vento e...immaginate di essere dei piccoli attori e di dover rappresentare una storia che racconti cosa avviene alle foglie al soffio del vento, in un parco come Villa Borghese, frequentato da passanti, in un periodo compreso tra l'ultima settimana di settembre fino alla vigilia delle vacanze di Natale".

Il compito della realtà è scaturito da una prima osservazione delle piante del cortile. Dalla conversazione, si è generata la consapevolezza che la caduta delle foglie avviene una sola volta l'anno, in un determinato ambiente geografico, a una data temperatura; ha preso forma così il concetto dell'autunno.
Per meglio evidenziare i mutamenti di stato dell'ambiente nelle diverse stagioni, sono stati invitati gli alunni a ricordare i diversi luoghi visitati durante le vacanze nei vari momenti dell'anno, ponendo particolare attenzione all'abbigliamento indossato e alla tipologie di piante presenti. Dopo che ognuno ha riferito i vari vissuti personali, ha fatto seguito l'ascolto di un racconto e di filastrocche e la loro rappresentazione "teatrale". I bambini hanno mostrato grande entusiasmo di fronte al compito loro assegnato ed in particolare li ha attratti l'idea di riprodurre il suono del vento, il movimento dei rami, il rumore delle foglie e l'atteggiamento dei passanti al loro cadere.
L'ascolto e la decodifica di una filastrocca ha contribuito alla discriminazione di suoni simili come F/V, ma non come esperienza limitata all'esclusiva impostazione fonetica, quanto affidata al principio della globalità che consente di generare, per mezzo di un divertente esperimento, un arricchimento delle abilità espositive associate al ritmo, alla respirazione e al dinamismo posturale, con l'ausilio di metodi pedagogico-clinici.
Prima di iniziare la rappresentazione, oltre all'osservazione "sul campo" e alle conversazioni, sono state quindi messe in atto esperienze che hanno consentito la traduzione dell'esplosione dei suoni e dei messaggi sonori; successivamente una filastrocca è stata ripetuta, scandita a voce alta e riscritta sotto dettatura.
I bambini hanno riflettuto su una serie di relazioni temporali legate al cambio di stagione, cogliendo il significato del processo di trasformazioni di foglie e alberi. Dalla raccolta e dall'esplorazione senso percettiva si è passati alla classificazione per forma e colore delle foglie a cui ha fatto seguito la rappresentazione grafica attraverso varie tecniche: puntinato, collage ecc.

Ogni esperienza in classe o all'aperto è avvenuta nel rispetto di turni e regole condivise e con l'impegno di ciascuno di portare a compimento il lavoro iniziato da solo o con altri. All'obiettivo di portare i bambini ad osservare e a riflettere sulla realtà in modo più attento, di suscitare curiosità e coordinare le varie conoscenze, si è unita la piacevole rilevazione del netto miglioramento delle competenze relazionali del singolo e del singolo nel gruppo e per il gruppo.

Al termine delle attività progettate è stata prevista una verifica e valutazione delle competenze, ovvero un tempo dedicato alle autobiografie cognitive, durante il quale l'alunno ha raccontato gli aspetti più interessanti del compito svolto, le difficoltà incontrate, come si è sentito durante lo svolgimento della mansione svolta e cosa ha imparato a fare. Ne è derivato il consolidamento in ognuno delle competenze acquisite nel percorso e l'espressione consapevole dell'autovalutazione delle attività di disegno, di scrittura, di rappresentazione e di socializzazione tra pari e con l'adulto... dimostrando così di aver Imparato ad Imparare.

Maria Calcagni, docente dell'I.C. Alfieri Lante Della Rovere, Roma e Pedagogista clinico
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional