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n. 26 ottobre 2012
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Sono stata al Convegno Ischool e ho sentito Profumo di buono
Una mamma al Convegno col Ministro
di Paci Lucia Giovanna - Scuola & Tecnologia
"Ministro, sono solo una mamma e Le volevo dire grazie, della Sua disponibilità, del Suo impegno, delle Sue intenzioni! Come mamma, scrivo su una rivista di scuola che si chiama lascuolapossibile, proprio perché chi vi scrive crede in una scuola che deve essere possibile."

Sentiamo le sue parole e le risposte alle domande



"Bene! Lavoriamo insieme perché sia intanto una scuola normale e in virtù di questo sarà una scuola possibile!"


Finisce con queste parole, pronunciate a me dal Ministro Profumo, il mio viaggio da inviata speciale, con la scuola di mio figlio, al Convegno Ischool, la scuola sta cambiando, organizzato al Palalottomatica di Roma, lo scorso 10 ottobre, da World Wide Rome e ideata in collaborazione da Asset-Camera e Tecnopolo, per parlare di scuola e innovazione nell'era digitale.
Ma da qui voglio partire, per raccontarlo.

Il mio viaggio dentro la scuola che sta cambiando e quello del mio dapprima svogliato figlio sedicenne, che comunque m'inorgoglisce che sia lì insieme ad altri 5000 suoi simili, comincia con le parole di Roberto Vecchioni, che raccontano un video dicendo: "un futuro migliore per tutti è scritto nel miglior presente che riusciamo a realizzare insieme!" La pelle che mi si fa d'oca mi comunica che sono nel posto giusto, al momento giusto: quello di una Scuola che vuole essere espressione del mondo che cambia e che cambia più velocemente di essa e che, consapevole di dover continuare a formare cittadini del mondo e del futuro, s'impegna insieme a quelli di oggi a costruire le fondamenta perché questo sia ...possibile, parola chiave che io adoro!

Il viaggio nella scuola che deve proiettare nel futuro parte però, prima di tutto, col bisogno di riaffermare il suo valore formativo, che prescinde dai mezzi e dalle risorse, così come dall'alfabetizzazione vera e propria, per coniugarsi con l'educazione, che è un processo continuo, una disposizione mentale. Per questo, Giovanna Melandri, Presidente di Uman Foundation e Bunker Roy, del Barefoot College, presentano il loro importantissimo progetto che ha portato le nonne indiane, povere e analfabete, ad essere risorsa vitale per la loro comunità, perché è stato loro insegnato a utilizzare l'energia solare, che le ha riportate alla vita, fino a farne degli ingegneri.



Per tutta la durata del Convegno, dalle voci di età diverse, il fil rouge che passa ai ragazzi è quello di imparare da chiunque, mantenere la mente aperta, ascoltare (Bunker Roy) e avere voglia di fare, senza paura e con la passione, fino in fondo, (Salvatore Giuliano) essere artefici della propria vita, sentendo l'adrenalina e rimboccandosi le maniche, perché tutto il resto è rumore (Marco De Rossi), e che è pieno di cose da fare e l'educazione è una piattaforma che ogni ragazzo, ogni persona può estendere, ovunque (Nicola Greco, diciannovenne "sviluppatore" di open sources).

Ascolto rapita soprattutto i giovanissimi ragazzi che parlano portando il loro messaggio e la loro esperienza - Federico Morello, 17 anni, di un piccolissimo paese friulano, insignito dal Presidente della Repubblica del titolo di Alfiere della Repubblica, perché dall'età di 13 anni, ha lottato senza sosta e contro ogni ostacolo perché il suo paese, la sua regione, la sua scuola potessero avere la banda larga e, dopo esserci riuscito, continua a impegnarsi contro il digital divide, la discriminazione da assenza di digiltale, si potrebbe dire, che ti fa essere tagliato fuori dal mondo - mi giro e vedo le facce scure di mio figlio e i suoi compagni, rischiararsi e i loro occhi brillare di attenzione: Federico è vestito e pettinato più o meno come loro, ma emana una sicurezza dalla voce e una carica, una passione, una convinzione, che a loro manca, di solito, e che io veramente spero siano contagiose! Federico urla: "Chiediamo! Studiamo! Proponiamo! Facciamo! Niente paura! Troviamo soluzioni concrete!"

Soluzioni concrete, perché viene fuori in maniera più o meno esplicita, che la scuola oggi ha due problemi: è vecchia e risente della crisi globale (pochi soldi e tanti tagli!). Per essere moderna e innovativa e per rispondere alla crisi, con lo sguardo al futuro, la Scuola deve utilizzare la tecnologia e Internet, soprattutto, "rete di cervelli e di pensieri, rete di cervelli che producono pensieri, la più grande arma di costruzione di massa", secondo Riccardo Luna, giornalista, responsabile di World Wide Rome, che presenta l'evento.

Infinite sono le potenzialità del web e "stanca di aspettare" risorse dall'alto, la scuola, fatta da Presidi illuminati, insegnanti appassionati e ragazzi svegli e reattivi, con i mezzi tecnologici moderni, può e deve inventarsi soluzioni per oggi e per domani.

Ecco allora Salvatore Giuliano, preside dell'ITIS E.Majorana di Brindisi, che è riuscito ad avviare una rete nazionale di contenuti scolastici digitali: Book in Progress, condivisa da più di 70 scuole e a cui collaborano oltre 800 docenti, che accelera il passaggio dal libro di testo cartaceo a quello online, Marco de Rossi dell' Oil Project, ventiduenne ideatore della più grande scuola virtuale d'Italia, con 250.000 studenti connessi nell'ultimo anno, dove lo studente può diventare anche docente proponendo corsi e lezioni su temi e argomenti in cui è bravo o esperto. "Agli insegnanti che si lamentano della qualità dei nostri video o delle nostre lezioni, rispondiamo 'bene, tanto meglio, venite e fate anche voi la vostra parte!", dice Marco.

Trovare soluzioni spesso vuol dire in Italia dover fare come il sindaco di Loreggia, in provincia di Padova, che ha istituito un conto corrente, su cui tutti possono donare, per i libri di testo e il trasporto pubblico, a favore dei ragazzi meno fortunati in termini economici; oppure vuol dire usare la tecnologia per fare innovazione sociale, come nel caso di 4 scuole napoletane che hanno collaborato con Libera, il carcere minorile di Nisida e il Marano Ragazzi Spot Festival con un video dal titolo "Chi vuol cambiare può cambiare ", perché "la scuola è soprattutto cuore e inclusione sociale, siamo tutti punti dello stesso cerchio!"

Trovare soluzioni per la scuola del futuro è il senso di HACK4SCHOOL, un hackathon, un workshop o concorso, che lo si voglia chiamare, tenutosi il giorno prima sempre al Palalottomatica, per ragionare sui bisogni e i desideri che vive la scuola ed esplorare le possibilità offerte dal digitale per risolverli, progettando insieme la scuola del futuro. Ecco allora il progetto vincitore: "Would you open your mind? Let's open your class?", per rendere global una scuola troppo local: "la classe non ci basta più, noi vogliamo fare lezione nel mondo!"

Che la scuola non sia più quella dei "banchi in formica verde", nostri e del Ministro, ce l'ha confermato lui stesso! Io non sono una politica, non sono una tecnica della scuola e non scrivo qui per discutere se è giusto o sbagliato quello che fa il Ministro. Sono qui per raccontare ciò che ho visto e che ho vissuto: un Ministro in camicia con le maniche arrotolate, come un prof. qualunque, seduto per terra su un gradino del palco a farsi interrogare, che tira fuori il suo telefonino e parla di apps, con cui dialogare e interagire, con cui poter fare, incuriosito ed emozionato di fronte al balletto su musica di Michael Jackson di tre robottini umanoidi, costruiti da ragazzi dell'ultimo anno dell' Istituto tecnico informatico Archimede di Catania!

Con l'immagine negli occhi che si dissocia sulla Gelmini, sento dire che "impari di più da chi ti ascolta", che il "Maestro è un direttore d'orchestra", che al di là delle tecnologie, bisogna formare le menti dei docenti a lavorare con linguaggi nuovi e aperture a tutto tondo, che bisogna darsi da fare sul concetto di "ri-uso", cioè sulla cooperazione, la condivisione delle risorse che si hanno, in rete: "Ogni esperienza e ogni progetto deve diventare bene di tutti. Abbiamo bisogno di un Paese generoso. Se riusciamo a mettere in rete, ad esempio condividendo sul mio blog "porta a scuola i tuoi sogni" idee, progetti, considerazioni e tutte le esperienze bellissime che ci sono in Italia, arriveremo sicuramente alla scuola che immaginiamo".

Non so che profumo sentiate voi di fronte a questo, a me sembra... Profumo di buono!

Lucia Giovanna Paci, genitore, inviata de Lascuolapossibile
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