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Numero: 7-marzo 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 23 Maggio 2012

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

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Stare sul positivo
È davvero un'ardua impresa!
di Ruggiero Patrizia - Organizzazione Scolastica
Stare sul positivo: sembra scontato, ovvio, addirittura banale parlarne.
Ma non è così.
E in questi giorni due episodi piuttosto eclatanti me lo hanno confermato e mi hanno portato a riflettere.
Durante il racconto di una osservazione diretta, ad un corso di aggiornamento che sto frequentando, una collega diceva: "la classe è stranamente tranquilla, pare che non ci sono lamentele, sono tutti predisposti all'ascolto, eppure quel bambino.. " come incredula, scettica, rispetto ad una armonia possibile e in effetti, peraltro, evidente.
Il giorno prima, in un consiglio di classe, che io come al solito attendevo con ansia, non si è parlato di un grandissimo risultato raggiunto da un ragazzo per il quale stiamo attuando un programma di aiuto (sei al compito di italiano e otto all'interrogazione di storia, rispetto al nulla precedente) ma di come "tutti (non alcuni) oggi erano irrequieti e si lanciavano cartoccetti e quindi stanno regredendo".
In questa ultima situazione sono rimasta in silenzio, prima in attesa e poi sempre più sbalordita. Non ho parlato anche perché poteva essere controproducente: sembra che voglia portare per forza acqua al mio mulino.
Poi, quando incredulità, rabbia e anche sconforto e un po' di disperazione mi stavano prendendo -ma perché, ma come è possibile!!!- per cercare di capire, quasi inconsciamente, mi è scattato un piccolo "processo di empatia". Mi sono messa nei panni di questi colleghi e "magicamente" mi sono rivista al corso di counseling.

Mi sono ricordata di quanto era difficile per tutti, anche in quel contesto, nell'affrontare situazioni problematiche, stare sul positivo, evidenziare quello che andava bene piuttosto che parlare delle cose che non andavano o di cui non eravamo contenti, elaborare piccoli passi da compiere anzicchè confermarsi in immobilità, elencare quello che c'è rispetto a quello che manca. Eppure, anche se molto vario, quell'ambiente era formato da persone di una certa sensibilità verso queste tematiche, professionisti in diversi settori che avevano già esperienze di lavoro su di sé e fatto terapie personali.
Mi sono ricordata dell'atteggiamento dell'agevolatore di turno che non ascoltava, non rispondeva, ai vari sì ma... sì però..., oppure suggeriva una e cercando di orientare ad una elaborazione in aggiunta e non in contrapposizione.
Mi sono ricordata di quanto mi ha colpito, all'inizio, il comportamento di alcuni insegnanti, quelli più importanti, i big, questo lo facevano soltanto loro: quando arrivava un ma o un però cambiavano, addirittura, interlocutore.

Allora, non è così facile e scontato stare sul positivo!
È un operazione mentale, non immediata da raggiungere, che necessita consapevolezza, allenamento, attenzione e cura costanti, che va coltivata e implementata. Una ricerca e un riconoscimento che deve partire da noi stessi, dalle positività che ci attribuiamo profondamente, dalla nostra percezione intima. Se non è affatto così scontato riconoscerle in noi, figuriamoci negli altri!

Eppure, quanto ci potrebbe aiutare a scuola!
Immaginate come sarebbe bello e forse anche più facile se ci raccontassimo i piccoli successi dei nostri alunni ha fatto.. è riuscito... ha portato...ha saputo...anzichè le solite sconfitte! Come usciremmo più soddisfatte dai nostri confronti se riconoscessimo quello che noi siamo riusciti a fare, i risultati raggiunti, anche piccoli, con i nostri sforzi! Anche perché, è vero, ne facciamo di fatica, ci impegniamo e, pure a volte ci riusciamo!
Se, nel brevissimo tempo che abbiamo, provassimo a considerare le opportunità invece degli impedimenti delle situazioni che ci troviamo ad affrontare, i pregi anzichè i difetti dei nostri alunni, se parlassimo di talenti e competenze anche microscopiche, come sarebbe più leggero il nostro lavoro!
È più facile orientare i ragazzi in questo senso, anche se all'inizio li obbligo a ricercare una positività nel compagno riescono quasi sempre in poco tempo a stare con spontaneità in questa ottica.
A pensarci bene potrebbe essere una modalità da trasferire anche ai consigli di classe: stare solo sulle positività almeno fino a quando non riusciamo a diventare costruttivi.

E intanto mentre facevo queste riflessioni, proprio ieri, una cara collega mi ha detto che sempre quell'alunno, che fino a qualche mese fa non portava niente se non la cartella vuota, ieri aveva il dizionario di inglese e anche i compagni ne sono rimasti favorevolmente colpiti: era lui che dava alla classe qualcosa.

Patrizia Ruggiero Docente di sostegno SMS Fellini - Roma
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