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n.56 ottobre 2015
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Stessi programmi, nuove metodologie
Nello zaino: libri, quaderni, penne... e tablet!
di Corazza Priscilla - Scuola & Tecnologia
Negli ultimi anni la "multimedialità" sta diventando parte integrante delle attività scolastiche e della riflessione educativa: c'è chi la considera come uno strumento importante non solo perché materia di apprendimento in se stessa, ma anche come simbolo indispensabile della modernizzazione della scuola; oppure chi la vede come un pericolo per tutti quei fondamenti che fino ad oggi hanno guidato l'educazione e l'apprendimento.
Quello che si può fare, per orientarsi in una tale varietà di opinioni, è cercare di capire perché e quando la multimedialità può essere effettivamente utile ed efficace (perché la presenza in classe determina comunque dei cambiamenti, sia da parte degli alunni che da parte dei docenti), e come usarla attraverso il coinvolgimento attivo degli alunni.

Proprio con quest'idea lo scorso anno ho deciso di sperimentare l'utilizzo del tablet in classe in una quarta elementare dell'I.C. Casal Bianco di Roma.
La motivazione necessaria mi è stata data da un corso che ho frequentato sulla "Nuova didattica e nuove tecnologie", dove ho concretizzato che l'utilizzo del tablet nella scuola primaria era possibile e auspicabile.
Così, autorizzata dalla dirigenza, ho proposto il progetto prima ai genitori, più diffidenti e titubanti, poi ad una classe curiosa e entusiasta. Tra autorizzazioni e permessi vari, a metà novembre abbiamo iniziato a mettere nello zaino, oltre a libri, quaderni, penne e colori, anche il tablet.

L'utilizzo del tablet a scuola, non ha certo cambiato la programmazione delle attività da svolgere, ma la progettazione nelle sue attività, molto più interattive e, paradossalmente, più coinvolgenti.
Il progetto era molto semplice, ma proprio questa sua semplicità lo ha reso fruibile a tutta la classe. Il percorso è iniziato utilizzando il loro libro di classe disponibile in modalità mista; gli alunni hanno scaricato sui loro tablet l'App fornita gratuitamente dal sito della casa editrice. Avevamo così tutti i libri di classe sia in modalità cartacea che in modalità digitale.

Inizialmente non tutti avevano a disposizione il tablet da portare in classe, così il progetto è stato ideato in modo che gli alunni si affiancassero a coppie nell'utilizzo dell'ausilio multimediale, per operare secondo modalità collaborative e cooperative. I bambini con DSA, che già utilizzavano i vari strumenti compensativi, sono diventati i protagonisti principali nella gestione dell'utilizzo del'App del libro. Aiutavano i compagni in difficoltà nella gestione del tablet o delle funzioni dell'applicazione, soccorrevano i compagni spiegando come e cosa dovessero fare per sbloccarla o farla funzionare meglio. Sono diventati i maestri della proiezione interattiva dei video, del copia e incolla dei testi, dello scrivere, evidenziare e schematizzare, della sintesi vocale presente sul testo, tanto che un bambino, poco "avvezzo" allo studio, ha commentato:<<Ieri sera ho usato la sintesi vocale per ripassà storia... Nà favola Antonè... C'avevi ragione!>>.

Arrivati a Gennaio, con il Natale 'favorevole', nella classe era disponibile un tablet per ogni bambino.
Nel secondo quadrimestre ho introdotto l'utilizzo di Symbaloo, una raccolta personale di risorse sulla rete (una sorta di preferiti). Si tratta di un sito web, nelle quali ho raccolto delle risorse trovate sulla rete e utilizzabili dagli alunni, però sotto forma di riquadri, che ho organizzato per materia. In questo modo ogni accesso alle risorse, che più ci potevano servire, è stato immediato e facilitato. Chiedevo loro di andare a fare dei lavori su una determinata risorsa e il giorno successivo commentavamo a scuola. Le loro capacità attentive, la loro motivazione allo studio, la curiosità nel ricercare informazioni varie, è aumentata notevolmente.
L'utilizzo del tablet anche a scuola... per fare scuola, ha reso l'anno scolastico più coinvolgente e interessante, sia per il divertimento intrinseco (comune a tutti i bambini nell'utilizzo degli strumenti tecnologici) sia per le possibilità che gli ausili multimediali mi hanno fornito per programmare le attività. È stato uno strumento che ha permesso di personalizzare le attività e renderle adattabili alle reali potenzialità di ogni singolo bambino, grazie alla maggiore possibilità dei bambini di gestire direttamente e autonomamente le variabili delle attività programmate.

Questa mia prima esperienza ha incontrato iniziali perplessità, nonché difficoltà amministrative ed anche tecnologiche, ma la curiosità mi ha motivato e sostenuto nel percorso di trasformazione del mio fare didattica. Ho trovato negli strumenti informatici (utilizzavamo anche la LIM e dei software didattici specifici) un'opportunità per ampliare le mie capacità di comunicazione nell'insegnamento.
Spero che gli alunni abbiano imparato ed appreso che l'utilizzo dei mezzi informatici non sono solo uno strumento di comunicazione sociale (e/o evasione), ma anche strumenti culturali di apprendimento.
Non è stato possibile quest'anno ripetere questa meravigliosa esperienza, ma ricorderò sempre i miei "primi nativi digitali" che, inoltre, hanno confermato una frase di G. Rodari (1979) che ho sempre preso come monito nel mio essere insegnante "Vale la pena che un bambino impari piangendo, quello che può imparare ridendo?".

di Priscilla Corazza
Docente "IC Giuseppe Garibaldi" , Setteville, Giudonia (RM)


Breve guida a Symbaloo http://www.slideshare.net/marcochizzali/guida-a-symbaloo-in-italiano
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