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n 37 novembre 2013
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
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Oggi è il giorno:24 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Sto sul pezzo!
Insieme alla Scuola, per una scuola sempre più possibile!
di Paci Lucia Giovanna - Organizzazione Scolastica
Il 12 novembre scorso, aderendo all'invito ricevuto dall'insegnante referente per l'Orientamento della scuola media di mia figlia, pur non avendo ben capito cosa sarei andata a fare, sono finita ad un interessante Convegno, organizzato dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, in collaborazione con l'Università degli Studi ROMA TRE, dal titolo ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PARTNERSHIP DEI GENITORI (ecco il link del progetto di ricerca http://www.orientausrlazio.it/progetto.pdf ).

Già il titolo prometteva bene: l'argomento orientamento è un tasto delicato per molti di noi genitori di terza media, e ancor più delicato per i ragazzi, quindi capitava ad hoc; il termine genitori era allettante, perché li /ci chiamava in causa, denotando attenzione e consapevolezza del difficile compito di orientare un figlio in una scelta per la vita, la parola partnership,mi solleticava perché significava che avrei sentito che, per me genitore, c'era una qualche volontà di lavorare insieme a qualcuno.

Non mi sbagliavo. In un momento di crisi globale, trasversale, drammatica, come quella che stiamo vivendo, la Scuola, questa volta non quella operativa, che agisce sul campo ogni giorno, ma quella speculativa, dirigenziale e di ricerca, dall'Ufficio Scolastico all'Università, s'interroga su come questa, la crisi, impatti sulla scuola del quotidiano.

Il panorama è sconcertante e si traduce in: dispersione scolastica, disoccupazione intellettuale (molti, pur avendo un titolo, una laurea, si "abbandonano" a percorsi frustranti delle proprie capacità), scollamento tra mondo della scuola e mondo del lavoro (le aziende vogliono per lo più gente già competente e la scuola non è in grado di fornire una preparazione adeguata a quel genere di richiesta e se è vero che la seconda non può essere asservita alle prime, non può nemmeno essere possibile che sia disconnessa da esse).

Come sempre, tuttavia, la crisi muove le energie e chiama a raccolta le risorse, trasformandosi in opportunità per riflettere su cosa poter fare. Intanto, si sancisce chiaramente e nuovamente che il compito della Scuola è formativo ed educativo. Non è certo una novità, ma mi piace che si prenda questa posizione, "dalle alte sfere", e che l'orientamento dei due protagonisti della scuola, genitori e studenti, sia un'emergenza educativa, volta all'autovalutazione creativa, alla scoperta di sé, della propria vocazione, per auto posizionarsi nel proprio percorso di vita, in maniera critica, responsabile, consapevole. La scelta della scuola superiore non può più essere solo una scelta che riguarda il percorso scolastico, dunque, in un momento di crisi, ma deve riguardare quelle risorse e competenze per la vita, come le chiama il professor Alfonso Molina (vedi a tal proposito il numero di ottobre 2012), perché ci si possa continuamente adattare e reinventare al bisogno, senza rimanere legati a degli schemi rigidi, che non funzionano più. Quanti adulti toccano con mano questa necessità e devono re- imparare a valutarsi, riposizionarsi?

In questo meccanismo, si colloca la scuola, con i suoi docenti, che facciano da trait d'union, perché il passo successivo, che traduce le riflessioni in azione è la dimensione di condivisione in rete, tra tutti gli attori di un processo, come quello della crescita dei ragazzi e perché no delle famiglie, prima e della scelta poi.

Con questa consapevolezza, si è voluta fare una ricerca su 30 scuole di Roma e 20 delle altre province, che si esplicita in un questionario , da sottoporre in maniera non obbligatoria e rigorosamente anonima, agli studenti e alle loro famiglie, nella figura di entrambi i genitori, laddove è possibile, di seconda e terza media, strutturato on line secondo cinque aree tematiche, volte a esaminare il concetto di orientamento, le finalità e la percezione che se ne ha, le criticità, le potenzialità e, infine, la scelta.

Dall'esame attento di ciò che sarà venuto fuori da quest'indagine, come bisogni e come richieste, si elaborerà, poi, Il prossimo anno, un progetto che sia "un'azione informativa rivolta a genitori e docenti con l'intento di superare i pregiudizi e gli stereotipi culturali, che ostacolano il compimento di scelte libere e consapevoli" e " un'azione formativa rivolta ai docenti, che assolvono l'incarico per la gestione dell'attività di orientamento, con l'intento di far maturare una specifica professionalità ed evidenziare la rilevanza del ruolo e le necessarie competenze,affinché nella scuola vengano realizzati percorsi di didattica orientativa che sappia includere tutte le dimensioni di questa delicata pratica educativa".

Caspita, ero lì e mi dicevo "sto sul pezzo", che non era inteso solo "giornalisticamente"! Ero lì, in questo preciso e faticoso momento della mia vita di genitore, in qualche modo ospite d'onore, in un contenitore dove si parlava di me, per me e con me, per compiere una tappa significativa della vita di mia figlia e mia e non eravamo un numero, ma protagonisti, che insieme possono realmente fare qualcosa. Poco importa, che i risultati di questa ricerca, non saranno spendibili su mia figlia, perché il progetto sarà messo a punto per il prossimo anno - già solo il fatto di rispondere al questionario può aprire a me o a mia figlia uno scenario che non avevamo considerato - poco importa, inoltre, che molti genitori andranno guidati a queste considerazioni, che per molti non sono spontanee e che troverò degli ostacoli di indifferenza, di egoismo - non mi riguarda, quindi che lo faccio a fare? - di paura circa il reale anonimato, come se fosse una chissà quanto grave violazione della privacy, esprimere le proprie perplessità riguardo a una scelta -.

Io mi sono sentita prima di tutto fiera che il mio spesso ingiustamente bistrattato Istituto, a livello di fama, sia stato scelto come campione, poi mi sono sentita rincuorata di far parte di un meccanismo vivo, attento e in divenire, come quello della Scuola, a dispetto di tutto quello che come singoli ci si può trovare a vivere e che i luoghi comuni ci vogliono far credere.

Non avevo ancora letto l'editoriale di Manuela Rosci (vedi), che, raccontando un'altra esperienza di Convegno, sente di ""stare sulla rotta giusta", nella direzione che avvicina la scuola ad un luogo di ricerca, di approfondimento, di analisi e sintesi e poi di nuova analisi, in un percorso costante che necessita di continue "rotture di schema" oltre che di saldi principi irrinunciabili".

Non sapevo che, contemporaneamente a me, per altri motivi, ma per identica mission, avrebbe scritto:

"Guardare al FUTURO come compito educativo. In un momento storico in cui il tempo che verrà sembra presagire solo sconforto e assenza di speranza e cambiamento, la SCUOLA è il luogo dove poter contrastare tale visione, se non altro perché verrebbe meno al suo mandato istituzionale: accompagnare le persone, per un lasso di tempo lungo e importante (dai 6 ai 18 anni), a scoprire se stessi e il mondo, a diventare consapevoli di ciò che accade dentro ognuno e nel rapporto con l'altro e con la comunità a cui si appartiene (la classe, la scuola, la famiglia ..); diventare competenti e sviluppare una capacità imprenditoriale che permetta ad ognuno di realizzare la vita che desidera; diventare capaci di muoversi in un mondo in continua trasformazione, ancorandosi certamente alla solida tradizione culturale che ci appartiene, senza tuttavia che questa tradizione diventi la finalità unica della scuola ma sia "utilizzata" per accompagnare quella presa di coscienza individuale, quella metamorfosi e maturazione personale che sostanziano i termini APPRENDIMENTO e FORMAZIONE non solo come contenitore di cultura ma come motore di sviluppo. Quel processo di trasformazione che fa sì che ognuno di noi non sia più quello del giorno prima". (vedi editoriale)

E allora sì, sto sul pezzo, siamo sul pezzo, insieme alla Scuola, per una scuola sempre più possibile!

Lucia Giovanna Paci, genitore - Roma
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inserito lunedì 19/05/2014 ore 11:03 da Laura Alves
Gentile D.ssa Paci, condividendo perfettamente l'ideale di una scuola possibile, così come descritta da lei e dalla D.ssa Rosci negli articoli letti,credo anche fermamente nel ruolo indispensabile dei genitori volto a contribuire al raggiungimento degli obiettivi complessi che una Scuola così concepita si prefigge... Per questi motivi anche io sto cercando la mia "collocazione" come mamma,direi, anche se con qualche difficoltà di "orientamento". Mi riferisco in particolare alla pianificazione del futuro percorso scolastico di mio figlio che sta frequentando il primo anno della scuola dell'infanzia in un istituto privato. Abitiamo a Roma nel VII° municipio (ex X° zona tuscolana) e, credendo ancora nella scuola pubblica (malgrado tutto)sono alla ricerca di un confronto con altri genitori al fine di conoscere meglio le scuole dell'infanzia e primarie del mio territorio per iniziare a muovermi da subito innanzitutto nella direzione di inserire mio figlio nella scuola pubblica acquisendo riferimenti utili a tal fine. Spero di esser stata abbastanza chiara e che possa darmi qualche indicazione in merito. Grazie del suo impegno nella costruzione di una "scuola possibile" Laura Alves
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