Torna nella homepage
 
n.63 maggio 2016
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:24 Settembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Storia Facile'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Storia Facile
Didattica facile - Didattica inclusiva
di Ventre Angela - Inclusione Scolastica
La Storia è una disciplina non sempre amata dagli studenti, alcuni dei quali la percepiscono come un racconto dei popoli, dei personaggi o di fatti particolari , altri come una narrazione di eventi lontani e sfocati, spesso ripresentati nei diversi cicli scolastici, di sequenze temporali e rapporti casuali poco chiari; il più delle volte è caratterizzata da un linguaggio specifico e da argomenti esposti dal singolo storico, nel testo storiografico, dall'autore del manuale o ancora dal docente durante la spiegazione. Poco comprensibili e accessibili, per cui scaturiscono difficoltà di diversa natura, alcune di queste sono comuni a tutti gli studenti, altre sono specificatamente legate al DSA.

Non vi è dubbio che per un docente sia importante rendere possibile, a tutti i suoi alunni e in particolar modo a quelli con specifici bisogni, lo studio di questa disciplina, grazie all'utilizzo di modalità di insegnamento alternative (filmati, documentari, audiolibri...), potenziando così lo sviluppo dei processi di apprendimento in ogni condizione. Di conseguenza la Storia dovrebbe essere vista come la risultante dell'interpretazione di documenti e di fonti documentarie, da cui poter ricavare informazioni per formulare ipotesi attendibili, e non come una semplice trasmissione mnemonica di fatti e nomi di grandi personaggi. "Quello che è importante non è insegnare situazioni, fenomeni, relazioni, date, nomi....ma far in modo che l'alunno comprenda il quadro d'insieme. Se si riesce in questo, l'obiettivo è raggiunto".(1)
Per garantire un apprendimento efficace e significativo agli alunni con DSA è importante strutturare il lavoro in classe dividendolo in fasi; fornire un efficace metodo di studio; scegliere bene il libro di Storia da adottare; fornire tecniche operative concrete per la memorizzazione dei concetti.

La strutturazione del lavoro in classe non può prescindere dalla motivazione (I fase). Bisogna suscitare l'interesse e la curiosità degli alunni, motivarli. Per fare questo, si potrebbe far visionare loro un filmato, leggere un brano o analizzare un videogioco storico e recuperare attraverso una fase di brainstorming le loro conoscenze, per non sprecare quelle già acquisite al di fuori della scuola. Dewey affermava: "Dal punto di vista del ragazzo il grande spreco che avviene nella scuola deriva dall'incapacità di quest'ultima di utilizzare liberamente o anche solo parzialmente le esperienze extrascolastiche dello studente all'interno della scuola stessa; mentre d'altro canto lo studente è incapace di applicare alla vita quotidiana ciò che impara a scuola. Ciò comporta un isolamento della scuola dalla vita. Quando lo studente entra in classe deve lasciare fuori dall'aula una grande quantità di idee, interessi e attività che predominano nel suo ambiente scolastico".

Lo "spreco", di cui ha parlato Dewey, potrebbe assumere oggi dimensioni spropositate, se si pensa alla quantità di stimoli con cui i nostri alunni entrano a contatto, stimoli facilmente e velocemente accessibili. Spesso vedono film ambientati in un contesto storico particolare, giocano con videogames che presentano aspetti richiamanti il passato , "vivendo" virtualmente nuove avventure. Insomma, acquisiscono involontariamente "nozioni" che potrebbero essere utilizzate. È importante, quindi, che la scuola non "sprechi" ciò che gli studenti hanno acquisito all'esterno e utilizzi tali conoscenze come punti di partenza per approfondimenti.

Prima di introdurre l'argomento si potrebbe, ad esempio, lasciare il tempo di osservare le pagine che verranno spiegate e analizzate; rendere comprensibile gli argomenti che saranno trattati, utilizzando le domande di comprensione presenti alla fine di ogni unità didattica; introdurre poi l'argomento, attraverso il racconto e l'utilizzo di immagini, mappe e trascrivere alla lavagna dei concetti chiave (comprensione globale). Successivamente si passerà alla fase dell'analisi dell'argomento (II fase) destinata a una comprensione più dettagliata dell'argomento, grazie a esercizi specifici e mirati, da svolgere anche a piccoli gruppi, dove ognuno approfondirà uno o più concetti chiave.
Si procederà verso una fase di sintesi e riflessione (III fase), in cui gli alunni possono rielaborare e appropriarsi di quanto appreso nella fase precedente attraverso giochi di ruolo, drammatizzazioni, descrizione d'immagini, ricostruzione di mappe cognitive e descrizione di quelle storiche.
Fondamentale sarà fornire lo studente con DSA di un efficace metodo di studio che compenserebbe la lettura ripetuta del materiale da studiare prima delle verifiche. La difficoltà di lettura e di decodifica rallenterebbe i suoi tempi, lo affaticherebbe rendendo precari i processi di comprensione ed elaborazione del testo.

Pertanto, egli avrà bisogno, più di tutti, di sussidi: sintesi vocale, audiolibro, mappe, immagini che lo aiutino a leggere il testo e a schematizzarne il contenuto anche se "non esiste una ricetta generale per aiutare chi ha difficoltà specifiche di apprendimento, ma sicuramente la flessibilità è la migliore ricetta! Bisognerà sperimentare alcune strategie e tecnologie e solo dopo si potrà sapere ciò che è più adatto a lui". (1)

"Ognuno è diverso. Possiamo vedere chiaramente che due persone della stessa altezza possono avere due diverse misure di scarpe. Solo perché conosciamo un unico aspetto della loro struttura fisica non vuol dire che ne conosciamo altri" (I. Smythe).

L'insegnate, oltre a fornire allo studente un metodo di studio efficace, deve scegliere un libro di testo che faciliti lo studio della disciplina, che abbia cioè le necessarie caratteristiche di impaginazione e il giusto carattere tipografico (font), contenga, in modo sistematico, la linea del tempo le carte geografiche storiche e tematiche, immagini pertinenti l'argomento, con relative didascalie, validi quadri d'insieme del contenuto e approfondimenti separati, grafici, tabelle e mappe, parole-chiave evidenziate, eserciziari con domande di comprensione e indicazioni di attività laboratoriali. Importante sarà insegnare agli studenti a utilizzare tali strumenti.

Un esempio di libro chiaro dal punto di vista dell'impaginazione è L'arco del tempo (Garzanti Scuola) dove è possibile trovare immagini guida in apertura di capitolo, che anticipano la narrazione sollecitando la curiosità degli allievi, grandi tavole dei Planistoria che costituiscono una piccola storia del mondo e propongono gli avvenimenti di maggiore importanza in ambito politico, economico, culturale e scientifico, appunti di studio che accompagnano la narrazione e permettono la messa a fuoco dei concetti chiave, della dimensione spazio-temporale, della connessione causa-effetto, pagine di ripasso e di MappaStoria, strumenti di rielaborazione.
Per facilitare gli studenti con DSA è consigliabile utilizzare le mnemotecniche, tecniche per memorizzare rapidamente e in maniera duratura tutto ciò che sarebbe più difficile da trattenere con le tecniche tradizionali. Esse rappresentano un processo creativo e assolutamente soggettivo, utilizzate già nell'antica Grecia dai grandi oratori durante i loro discorsi; infatti, Cicerone affermò, nel De Oratore, che le immagini provenienti dai sensi, e in particolare quelle visive, si fissano meglio nella memoria. Esistono mnemotecniche verbali e visive. Queste ultime sono più utili agli studenti con dislessia, in quanto molti di loro sono spontaneamente "pensatori visivi" e si basano sulla conversione di ciò che si vuole ricordare (parole, eventi, informazioni) in immagine visiva significativa.
Tutte le mnemotecniche si devono basare, su quello che Gianni Golfera, "l'uomo dalla memoria d'oro", nel suo libro (2) chiama E.M.A.I.C.E., che sta per Esagerazione, Movimento, Associazione Inusuale, Coinvolgimento Emotivo o che altri chiamano PAV, acronimo di Paradosso Azione Vivida. "Ciò che bisogna visualizzare nella nostra mente è una immagine ben definita coloratissima, non statica. Più l'azione sarà paradossale, esagerata, fantasiosa, insensata, comica, "stupida" e più rimarrà impressa nella memoria. Un approccio positivo attiva la componente emozionale che, a sua volta, è un potente strumento per memorizzare l'informazione". (1)

Tra le mnemotecniche visive troviamo la tecnica dei loci o delle stanze, la tecnica associativa e la tecnica della concatenazione. La prima è utile per ricordare una sequenza di nomi o di oggetti in un ordine stabilito associando ai dati un elemento visivo; la seconda consiste nel collegare una parola (scomponendola) o una serie di parole ad immagini, in modo tale che sia possibile richiamare alla mente l'intera sequenza o parte di essa, a partire da un punto qualsiasi, in ordine diretto o inverso. Può essere utile per ricordare un lessico specifico, nomi di personaggi, luoghi geografici, vocaboli stranieri. Per utilizzare al meglio la tecnica associativa è importante fissare il punto che si vuole ricordare, parola/e, concetti; creare frasi/storielle assurde concatenando strettamente un argomento all'altro, più è divertente, triste, orribile, grottesco, tragico, drammatico, meglio entrerà in testa; visualizzare bene ed enfatizzare le parole che interessa ricordare. L'ultima tecnica permette di memorizzare nomi, informazioni, parole chiave che tra loro possono o no avere un legame logico. Bisognerà quindi inventare una storia con immagini forti, esagerate, movimentate, che facciano ridere, emozionare, che leghi tutte le parole da ricordare.
Tra le mnemotecniche verbali, invece, citiamo le rime, l'acronimo, l'acrostico, ma logicamente, queste tecniche saranno meno adatte a chi ha maggiori difficoltà.
"I sistemi educativi devono combinare lo sviluppo delle conoscenze e delle abilità specifiche, insieme alla creatività, alla curiosità, all'intuizione, al pensiero critico, al problem solving, alla sperimentazione, all'assunzione dei rischi, all'abilità di apprendere dai fallimenti, all'uso dell'immaginazione, al ragionamento per ipotesi, fino al senso di imprenditorialità. In una parola: bisogna passare dall'insegnamento strutturato cattedra - alunno - compiti a forme nuove, utilizzando pratiche di lavoro in piccoli gruppi, di autovalutazione degli studenti e loro partecipazione alla pianificazione". (L. Berlinguer).

di Angela Ventre,
insegnante di sostegno, I.C. "Alfieri Lante della Rovere" - Roma


(1)C. Cappa, L. Grosso, V. Rossi , S. Giulivi, Disturbi Specifici di Apprendimento (Storia), De Agostini Scuola, Novara, 2013.
(2) G. GolferaIl grande libro della memoria, Sperling & Kupfer Editori, 2010
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional