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N. 83 maggio 2018
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Oggi è il giorno:17 Ottobre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Storie di ex alunni'  >>>
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Storie di ex alunni
La felicità come motore dell'essere e del fare
di Riccardi Barbara - L'intervista
Una delle cose più belle del mio essere & fare la docente è il rivedere a distanza di tempo ex alunni ormai "cresciuti", ritrovarsi virtualmente su Facebook, al telefono o meglio ancora di persona e parlarsi di quel tempo vissuto insieme negli anni della scuola e del percorso nel mondo fatto di studio e lavoro, di scelte e desideri. Il cuore gonfio di felicità è la prova di come le relazioni valgono più di ogni altra cosa, perché vanno oltre il tempo.

Rivederli dopo tanti anni porta la mia mente a ripensarli come erano piccoli e averli rincontrati nella loro nuova "forma" mi rende orgogliosa di quel tempo costruito insieme. Li guardo e penso a quanta responsabilità abbiamo noi docenti, nel bene e nel male"; ricordo quanta energia e quanta voglia di "giocare" e di farli divertire. Il "gioco serio" è la cosa che fa parte di me da sempre.

Ernesto Bolognini è educato e sensibile, dal carattere riservato, con due occhi che sono il segno di un'intelligenza brillante: imparava ogni cosa che osservava. I suoi genitori erano sempre presenti ed attenti nel loro ruolo, sono l'esempio della buona alleanza tra scuola e famiglia, della collaborazione che è alla base della formazione di valore, di un patto educativo che ha prodotto i suoi migliori risultati: oggi Ernesto gode pienamente dei frutti delle passate relazioni, con la grande soddisfazione di tutti.

Il ricordo della scuola lo porti con te?
Purtroppo dalle elementari fino alle superiori, ho affrontato la scuola con superficialità e questo è forse uno dei miei più grandi rimpianti. Oggi reputo la scuola "la casa nel mondo", un luogo che può permetterti di essere libero e ragionare autonomamente, affrontare il cammino nella maniera giusta. Penso la stessa cosa degli insegnanti (molti sono degli eroi): loro sono la vera "potenza atomica di un paese", gli unici che possono contrastare, tramite i loro insegnamenti, le brutture del mondo. Bisogna ripartire dalla scuola. Lo credo fortemente.
Come vedi Ernesto nel futuro? Hai sempre saputo di voler fare il musicista?
Mi sentivo musicista nell'animo, ma trasformarlo in professione non era tra i miei obiettivi. Non vedo un Ernesto nel futuro, vedo solo un ragazzo che lavora quotidianamente (adesso sto rispondendo a queste domande e sono contento); mi spiego meglio: credo molto nel "qui ed ora". In generale non ho mai programmato niente, ho solo fatto un passo alla volta e una cosa per volta, senza avere aspettative. Il mio motto è "Fai il tuo lavoro e fai un passo indietro, è l'unica strada per la serenità".
Cosa significa per te la musica?
Vorrei citare una frase di un grande artista e mio punto di riferimento, John Coltrane: "La musica è per me una espressione degli ideali più alti". C'è dunque bisogno di fratellanza e credo che con essa non ci sarebbe povertà, non ci sarebbe nemmeno la guerra. Voglio essere una forza del bene. In altre parole so che esistono le forze del male, forze che arrecano sofferenza agli altri e miseria al mondo, ma io voglio essere una forza opposta. Io voglio essere una forza con la quale fare veramente del bene.
Qual è stato il percorso di studi che ha consolidato la tua consapevolezza professionale?
Mi sono affidato ad un Maestro (nel mio caso è stato il M° Sergio Di Natale a guidarmi). Da subito mi ha fatto capire che "se non paghi il prezzo della disciplina, pagherai il prezzo del rimpianto". È molto importante che qualcuno ti indichi la strada, poi naturalmente sta a te. Poi ho conseguito la Laurea in "Batteria e Percussioni Jazz" presso il Conservatorio di Benevento. Credo che la consapevolezza professionale non può dartela solo un "pezzo di carta", è solo un punto di partenza. Un professionista si costruisce quotidianamente con il duro lavoro e l'amore per il proprio "mestiere". È un lavoro che dura una vita.
Puoi dedicare un pensiero, un aneddoto, un consiglio, una citazione, una musica a tutti i ragazzi che si trovano davanti la scelta dell'università?
Consiglio di mettersi in discussione, sempre. La conoscenza si basa sul non accontentarsi, sul cercare, non cadere nelle competizioni, quelle tolgono molte energie, non pensare ai podii, alle bandiere a scacchi, queste cose non ci fanno godere il percorso come si dovrebbe. Ecco un consiglio che una volta sentii dare ad un giovane: "Fai sempre quello che hai paura di fare". Se potete ascoltate "In a sentimental mood" di Ellington, suonata da Coltrane. La vostra anima vi ringrazierà.

L'esempio di Ernesto, ex alunno modello e oggi batterista trentenne dal ragionare filosofico, è la testimonianza che nulla è impossibile quando ad alimentare l'intenzione è la passione, il sentire cosa veramente ci interessa. Lo studio diventa fondamentale se è funzionale al coronamento del desiderio di arrivare ad essere quello che vogliamo.
La felicità rende ogni cosa meno faticosa, anche lo studio che viene affrontato energicamente. Quando si danno dei suggerimenti ai nostri ragazzi si pensa sempre ai lavori più "solidi": avvocato, medico, impiegato ecc. e non si è mai portati a pensare a coltivare la creatività e tutto ciò che ne è correlato. Bisogna incentivare allo studio delle Arti, per sviluppare le potenzialità dei nostri ragazzi. La creatività è il motore della felicità, che smuove, che porta ad inventare mestieri e soluzioni e il grande Totò insegna.
Per apprezzare la creatività di Ernesto possiamo ascoltare lui e il suo gruppo "TriApology" il 20 maggio a "Riverberi" Festival Jazz di Benevento, il 12 agosto ad Olbia al Festival "Time in Jazz" e poi lo attende Siena essendo stato selezionato per un Master in batteria con docenti di grande fama internazionale.

In bocca al lupo Ernesto e vola più in alto che puoi con la tua musica.



Barbara Riccardi, docente I.C. "Padre Semeria" di Roma, Global Teacher Prize, Counsellor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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