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n.43 maggio 2014
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Studenti italiani e svedesi a confronto
Sintesi di un'analisi comparata su due classi di liceo dei rispettivi paesi
di Sabatini Roberto - Orizzonte scuola
Sintesi di un'analisi comparata di alcuni aspetti del vissuto interiore, relazionale, scolastico e culturale effettuata su due classi di liceo dei rispettivi paesi. Due anni fa nel liceo delle Scienze Sociali "Via Asmara 28" di Roma, si colse l'occasione di una visita a Roma di un gruppo di studenti svedesi del liceo Aranas di Kungsbacka (piccolo centro poco distante da Goteborg), per realizzare un incontro di studio delle reciproche differenze personalitarie e socioculturali di cui offro qui una significativa sintesi.
Ovviamente si puntava anche ad un confronto linguistico, soprattutto sulle differenze di apprendimento e di padronanza della lingua inglese e sull'avvio di future relazioni a distanza tra i coetanei coinvolti.
Misi a punto il questionario qui riprodotto e insieme ai colleghi di inglese preparai una versione anglofona per gli studenti svedesi. Mi avvalsi anche della collaborazione dell'insegnante di italiano che i giovani svedesi studiavano per correggere ulteriormente la terminologia e la sintassi delle domande onde prevenire incomprensioni linguistico-culturali.
Nel mese precedente il loro arrivo a Roma si procedette alla somministrazione delle domande e alla loro analisi, per giungere all'incontro vero e proprio con dati, tabelle, grafici ed elementi di confronto.
La ricerca era volta a misurare in primo luogo come gli studenti vivessero i principali aspetti fisici e psicologici della propria personalità, come si sentissero nelle relazioni con gli altri e nell'ambiente scolastico, come valutassero le regole e le opportunità offerte dalla società in cui vivevano, le istituzioni e le autorità che le governavano e quali fossero le loro aspettative ideali.
Il focus di questa analisi era però la comparazione tra due realtà socialmente, culturalmente e linguisticamente diverse; l'occasione era ghiotta poiché altre variabili erano omogenee: l'età, la condizione sociale, il livello culturale, la presenza di entrambi i sessi (anche se non nelle stesse proporzioni).
Data l'esiguità della popolazione coinvolta questi risultati non consentono alcuna generalizzazione e tuttavia le differenze e le somiglianze sono sorprendenti e stimolanti: le prime ci informano sulla distanza culturale che esiste tra i due paesi, le seconde sulla vicinanza tra loro dei giovani come categoria.
Complessivamente sono stati intervistati 15 studenti svedesi e 30 studenti italiani e data la contenuta numerosità dell'universo esaminato limito ai risultati più marcati, che riducono le oscillazioni randomiche dovute all'esiguità numerica degli intervistati, le osservazioni del caso e riporto alcune delle più interessanti risposte date alle domande aperte.

Risultati a confronto

Le prime cinque domande cercavano di testare l'autostima e gli stati d'animo più frequentemente sperimentati e rappresentavano quindi una breve e diretta esplorazione della propria intimità.
Le prime due domande, che sondavano quanto piacesse a ciascuno sia il proprio aspetto fisico, sia la propria personalità, hanno fornito una consistente omogeneità delle risposte in entrambi i gruppi: all'80% circa degli studenti intervistati piace il loro fisico e la loro personalità. Tra gli studenti italiani c'è stata una modesta preferenza per la personalità (82%) rispetto al fisico (76%), ma le risposte sono sostanzialmente coincidenti.

Per la terza domanda, di tipo aperto, in dettaglio, tra le cose ritenute piacevoli,per gli studenti italiani sono state indicate:
Sono responsabile; il mio aspetto; la mia sicurezza; il mio forte carattere; i miei valori; indifferente per le stronzate; l'intelligenza; non farmi influenzare dagli altri; il mio fisico, la mia personalità, il mio sorriso; il rapporto di amicizia; simpatia e razionalità; il mio equilibrio; la mia sincerità; essere sempre me stesso; socievolezza e determinazione.
La capacità di osservare le cose da un diverso punto di vista; la mia fantasia; il mio altruismo, simpatia, buonismo; la mia allegria ed umorismo; la spontaneità; l'ascoltare me stesso e gli altri; l'interazione buona con gli altri; la mia solarità; la mia coerenza ed allegria; l'autoironia.

A questa domanda gli studenti svedesi hanno fornito risposte decisamente più contenute: Che sono spesso una persona ambiziosa e positiva; sono sempre felice; i miei occhi, i miei capelli, le mie mani; la mia lunghezza e il mio umore; sono socievole e pronta a conoscere nuova gente; le mie unghie; ho la mente aperta.

Invece tra ciò che è stato ritenuto non piacevole figura:
Sono insicura; la mia freddezza e la sfiducia negli altri; timidezza; sono troppo introversa; il mio orgoglio e fragilità; in parte il fisico; essere molto orgogliosa; la mia ansietà; pessimista, troppo buona; mi complico la vita; gelosa e scontrosa; quando ho un problema mi chiudo in me stessa. Non riuscire a condividere con tutti il mio mondo; mi reputo pesante in alcune situazioni; la mia troppa sensibilità, la mia pigrizia e insicurezza; dare troppo a chi non ricambia; la mia istintività; la mia testardaggine e aggressività; acidità e debolezza.
A questo proposito gli svedesi hanno invece scritto:
Che talvolta sono pigro; ho poca pazienza; le mie gambe; i miei capelli; la mia fermezza e il mio naso; sono molto negativa; mi vergogno e sono antisociale.

Un'interessante, ma ancora non chiara differenza si è manifestata invece con la quarta domanda che impegnava gli studenti nell'autoanalisi di quale stato d'animo provassero con maggiore frequenza; poiché il questionario dava l'opportunità di indicare al massimo due delle sei risposte suggerite, il totale delle scelte effettuate è superiore al numero dei partecipanti e, di conseguenza, è superiore a 100 la somma delle relative percentuali. Va anche detto che il numero di scelte effettuato dagli studenti svedesi è sempre stato largamente minore di quello esercitato dagli italiani, mentre l'inverso si è verificato per i "non risponde". Queste ultime differenze possono forse essere spiegate dalla "distanza" culturale (il questionario è stato redatto da un italiano che ha in mente problematiche caratteristiche e significative nel suo contesto, ossia in Italia) e linguistica (malgrado lo sforzo di rendere bene l'equivalente inglese della domanda italiana, i destinatari sono svedesi e non inglesi)? O non si è forse messa in evidenza una sobrietà, una pigrizia e un riserbo ad esprimersi che sono tipici del mondo scandinavo?
Comunque le scelte effettuate forniscono diversificazioni eloquenti:

Anche ammettendo una scarsa traducibilità dei termini impiegati e sorvolando su solitudine, tristezza e indifferenza per l'esiguità delle scelte effettuate che in un campione così piccolo rendono troppo fluttuanti i risultati, le forbici della serenità, della gioia e della fatica sono significative e sembrano suggerire un maggiore equilibrio emotivo degli studenti italiani a fronte di un'oscillazione più marcata tra stati d'animo opposti degli studenti svedesi. Ovviamente queste differenze sono da spiegare e sarebbero uno stimolo interessante per altre inchieste su campioni quantitativamente validi. Un andamento molto simile lo ha ottenuto anche la domanda successiva, nella quale si chiedeva come idealmente si sarebbe voluti essere e anche in questo caso si lasciava spazio per due scelte tra quelle suggerite nel questionario

La risposta che più colpisce non è una differenza, ma una somiglianza ed è l'auspicio di essere più sicuri di sè, notevole in entrambi i gruppi e inaspettatamente alto tra gli svedesi, che presentano anche una coerente richiesta di maggiore "forza"; gli italiani reagiscono in modo sensibile anche allo stimolo di una maggiore intraprendenza. Inoltre solo un quinto dei partecipanti, a prescindere dalla nazionalità, si dichiara soddisfatto di come è: forse un po' poco per essere a nostra volta soddisfatti!

Il tempo libero quando si è soli viene impiegato in molti modi e il questionario li evidenzia, ma non li quantifica. Così per chi ascolta musica si va da chi ne sente un solo tipo a chi l'ascolta tutta, passando per i vari generi: commerciale, rock, metal, italiana, jazz, fusion, ambient, blues, psichedelica, trance, pop, elettronica, rap e reggae.
Molto frequentati gli sport o, perlomeno, molto diversificate le opzioni indicate: Aerobica, Ballo, Calcio, Body building, Pallavolo, Danza, Nuoto, Kick box, Pattinaggio.
La Tv è vista meno di un tempo, ma non è certo ignorata e quel che è stato segnalato lo conferma: Calcio, Sport in generale, Film, Show e Telefilm, Reality, Simpson, Grande Fratello, Uomini e Donne, TG, Anime, Documentari, Comici. Le letture non sembrano molte, ma sono stati indicati diversi generi letterari: Romanzi, Sport, Classici, Saggistica,Occultismo, Manga, Misticismo, Fantasy, Horror, Scolastiche, Avventura, Gialli, Esoterismo.
Il Web è più frequentato, ma con poche variazioni sul tema: Facebook, Giochi online, Google, Youtube, Blog, Siti info, Wikipedia.
Alla voce "Altro" qualche studente ha equivocato la domanda rispondendo "uscire con gli amici" qualcuno ha indicato: Lavoro, Cinema, Discoteca, Meditazione, Perdersi tra i boschi, Play station, Suonare e comporre musica.

Anche gli svedesi passano il loro tempo libero quando sono soli in molti modi, non troppo dissimili dai loro coetanei italiani: la musica occupa un posto di rilievo e sono stati segnalati molti generi: MGMT; cold play; house acustic; happy; metal; mi piace suonare; tutta la musica.
Anche lo Sport è frequentato, anche se in misura minore: basket; danza; ginnastica in palestra; pallamano; nuoto; calcio; football.
In TV si vedono: Serial, film, commedie, guerra e azione; leggono storia, biografie, opere di ogni tipo e riviste.
Anche in Svezia sul Web prevale Facebook, seguito dai giochi, da Twitter e Youtube, dalla musica, dai Blogs, dagli shopping site, dai Tumbls.
Con Altro gli svedesi hanno indicato: fare compiti, sognare ad occhi aperti, stare in famiglia o con gli amici, lavorare e mangiare.
Le risposte degli svedesi a questa domanda sono state poche, come se gli avessero attribuito poca importanza.

Nel rapporto con gli altri, i giovani italiani sembrano avvertire più problemi dei loro coetanei svedesi e questa maggiore difficoltà si manifesta in ugual modo sia nei rapporti con i coetanei che con gli adulti
Problemi con coetanei: No, mai: 30% italiani; 53% svedesi. Si, talvolta: 68% italiani; 46% svedesi.
Problemi con adulti: No, mai: 24% italiani; 53% svedesi. Si, talvolta: 68% italiani; 46% svedesi.

Si assiste invece ad una sostanziale convergenza tra i due gruppi nelle risposte alla domanda che chiede cosa sia importante nelle relazioni con i propri coetanei:

Il Rispetto reciproco è al primo posto per entrambi, così come lo è al secondo l'Aiutare gli altri e al quinto l'Essere al centro dell'attenzione. Qualche differenza di minor rilievo se la contendono il Farsi i propri affari (terzo posto per gli italiani e quarto per gli svedesi) e l'Imporsi sugli altri (terzo posto per gli svedesi e quarto per gli italiani).

Una notevole differenza la si registra invece nella relazione con le regole ed è il caso di dire che i numeri sono eloquenti:
Di fronte alle regole:
Sta bene: 24% italiani; 60% svedesi. Sta male: 31% italiani; 0% svedesi.
Indifferenti: 31% italiani; 20% svedesi. Protetti: 17% italiani; 40% svedesi.
Intimorito: 21% italiani; 13% svedesi. Prova disagio: 33% italiani; 13% svedesi.
E' attirato: 41% italiani; 0% svedesi. Si esalta: 14% italiani; 6.5% svedesi.
Indifferente: 31% italiani; 53% svedesi.

Differenze minori si incontrano anche nel rapporto con le opportunità che la società e la realtà in generale offrono ai giovani. Di fronte alle opportunità:
Sicuro e capace: 24% italiani; 33% svedesi. Insicuro: 41% italiani; 13% svedesi.
Impreparato: 27% italiani; 20% svedesi. Appena all'altezza: 24% italiani; 13% svedesi.

Decisamente coincidente sono invece le risposte alla domanda che chiedeva che cosa fosse più importante: Essere felici è al primo posto, seguito dall'Avere veri amici, dall'Essere sicuri, dal Successo economico, dal successo sessuale; questa graduatoria è conclusa dal conseguire Potere politico che, da entrambe i gruppi, è ritenuto il fanalino di cosa di ciò che conta.
L'unica differenza verificata tra i due gruppo sono i molti "non risponde" degli svedesi.

Circa le Istituzioni si incontra la conferma della diametralmente opposta visione di esse che hanno i popoli dei due paesi Per gli studenti italiani le istituzioni sono: Condizionate da interessi, Facilmente corruttibili, Ingiuste e inadeguate. Esse comunque non sono: Difficilmente corruttibili, Rispettose delle regole, Adeguate e imparziali, Al servizio del cittadino.

Al contrario, per gli studenti svedesi (sempre con molti "non risponde"), le istituzioni sono: Al servizio del cittadino, Rispettose delle regole, Più difficilmente che facilmente corruttibili, Più imparziali che ingiuste, Più funzionali che disfunzionali, Moderatamente condizionate da interessi.

Non è mancata una sorpresa finale con le risposte date alla domanda circa le impressioni suscitate dal questionario stesso!
Il questionario: E' piaciuto: 80% italiani; 26% svedesi. Non è piaciuto: 3.5% italiani; 30% svedesi.
Ha fatto chiarezza: 33% italiani; 0% svedesi. Ha confuso: 0% italiani; 60% svedesi.

Al di là di tutte le spiegazioni che ogni risposta potrebbe meritare e che non è possibile in questa sede offrire, tra i due gruppi di studenti si sono confermate delle distanze culturali quasi opposte e complementari nei settori che vedono i due paesi di provenienza molto diversi e lontani tra loro e si sono misurate interessanti convergenze e somiglianze negli ambiti più soggetti alle opzioni individuali.
Oltremodo interessante è stato poi sapere che i molti non risponde degli svedesi e il disorientamento che essi hanno sperimentato nel rispondere al questionario è dovuto sia a differenze linguistiche (cosa che si poteva dare per scontato, ma fino ad un certo punto), sia alle problematiche toccate che essi hanno trovato assolutamente inaspettate e insolite e verso le quali non avevano alcuna dimestichezza, né avevano mai pensato di affrontare.

Questo breve e circoscritto studio può essere base di partenza e stimolo verso ricerche più approfondite ed organiche e rivolte ad un vero e proprio campione di studenti di questi due paesi (e non solo di essi), così diversi della pur medesima Europa.

Roberto Sabatini

Nella spalla dx il questionario utilizzato nella ricerca
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