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n.38 dicembre 2013
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Suggestioni di speranza in una lezione di diritto
La Costituzione Italiana: un mondo sognato
di Comberiati Nicola - Orizzonte scuola
La Resistenza... la Resistenza..., - mi ripetevo mentre entravo in un'aula scolastica dove un folto numero di studenti delle superiori mi stavano attendendo per un intervento sulla Costituzione. I ragazzi erano stati ben preparati dai prof., avevano visitato il Senato e ognuno aveva fatto proprio un articolo della Costituzione. L'aula, infatti, era allestita con articoli della Costituzione e foto della Resistenza scaricate da Internet e ingrandite. Faceva un certo effetto essere "sorpassati a sinistra" da giovani considerati per lo più "gli sdraiati" (Michel Serra) intenti a smanettare tra smartophone e watsApp.

Mi ero scritta tra le tante una frase di Piero Calamandrei dal famoso "Discorso ai giovani" del 1955 a Milano sulla Costituzione nata dalla Resistenza:
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione".
Ma poi vengo travolto dall'atmosfera di recettività emotiva e culturale e mi accomodo in mezzo a loro in cerchio.
- Resistenza richiama l'idea di lotta contro le angherie e i soprusi - dicono;
- Resistenza alle fatiche dello studio per potercela fare;
- Resistenza richiede forza, obiettivi prefissati, identità;
- Ci vuole oggi una Nuova Resistenza contro il malessere imperante, la delusione della politica, lo sbarramento del lavoro ai giovani.

Un ragazzo legge da alcuni ritagli dei giornali quanto la prassi si allontana dalla nostra Carta fondamentale: per alcuni privilegi e abbondanza di beni e di ricchezze, per altri precariato, licenziamenti, violenza contro le donne, scuole a mo' di stamberga dove crollano i soffitti, i diritti fondamentali di sopravvivenza e di solidarietà calpestati per emigrati e non, il diritto allo studio e alla salute solo un'opzione formale.
Debbo far leva allora sulla "memoria", perché l'eredità di democrazia, libertà e giustizia, che i nostri padri ci hanno lasciato non si diradi nelle nebbie della delusione e dell'impotenza.
Cito un discorso ai giovani di Emile Zola del 1897, che mi aveva sorpreso:
Gioventù, gioventù, ricordati delle sofferenze dei padri, delle terribili battaglie per conquistare la libertà... tu ignori la tirannia, tu ignori cosa sia risvegliarsi ogni mattina colpiti dalla frusta...
Gioventù, gioventù! siate ogni giorno dalla parte della giustizia. Se l'idea di giustizia si oscurerà in voi, correrete immensi pericoli.
Dove andate giovani, dove andate studenti che percorrete le vie manifestando e ostentando, dinanzi alle nostre discordie, il coraggio e la speranza dei vostri vent' anni?
- 'Noi marciamo per l'umanità, per la verità, per la giustizia!'


La Resistenza, "Resistenza partigiana" o "secondo Risorgimento", - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - è stata un'eredità di lotte, di sangue versato, di speranze. I numeri: 45.000 sarebbero i caduti per la Resistenza Italiana; le donne partigiane combattenti sarebbero state 35.000; i civili deportati 40.000, di cui 7.000 ebrei.
Mi accorgo che serpeggia tra questi giovani la consapevolezza della trasparenza del "dono" ricevuto, l'ammirazione e forse anche il culto di chi ha fatto la "storia" delle libertà democratiche dopo aver resistito per anni al tunnel delle ingiustizie di cui non si vedeva la fine.
"La Resistenza fu una battaglia terribile, - ricorda Luciano Lama, a cui era stato ucciso il fratello - disperata e atroce. Vivevamo nascosti nelle buche dei campi di granoturco, eravamo circondati da nemici: non erano solo tedeschi e fascisti, c'erano le spie, ti potevano tradire in ogni momento. Vedevamo sparire i nostri compagni, fucilavano famiglie intere. Eravamo sopraffatti dal dolore, dalla rabbia... Altrimenti non avremmo potuto... (in Concita De Gregorio, Ora è il momento di ricordare, La Repubblica 1990).

Ma noi - dice un ragazzo - come faremo a costruire una Nuova Resistenza senza sangue, ma che ci conservi un mondo in cui i valori della nostra Costituzione siano non solo formali ma concreti?
Il "saper fare" uguaglianza, giustizia, libertà: è un'utopia, un sogno?
E mi ricordo della Resistenza di Martin Luther King contro l'apartheid e della forza di Nelson Mandela dopo 28 anni di carcere, di Nazim Hikmet che dopo 21 anni di prigione scrive che "i giorni più belli non li abbiamo ancora vissuti"...

Così consegno ai ragazzi IL MIO SOGNO per un mondo possibile e una scuola possibile:

Verrà un giorno
 In cui quel mondo sognato da molti si realizzerà: vivremo finalmente in una nazione democratica, dove tutti potranno lavorare e soddisfare i propri bisogni, desideri ed esigenze (art. 1).

 Dove i diritti inviolabili di tutti e di ognuno saranno rispettati e la solidarietà farà da equilibrio alla collettività (art.2).

 Tutti avranno pari dignità e saranno uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; e l'uguaglianza formale, con la giustizia dello Stato, si trasformerà in uguaglianza sostanziale (art. 3).

 I giovani potranno scegliere il lavoro che più li soddisfa e lasceranno il segno nelle opere che realizzeranno contribuendo alla crescita collettiva della società (art.4).

 E tutti, dal Nord al Sud, si sentiranno orgogliosi di essere italiani. Parteciperanno alle boulé (assemblea) delle varie polis e sapranno accordare unità e decentramento, Stato unitario e autonomie (art. 5).

 La lingua di Dante rafforzerà l'identità culturale del paese, ma la diversità delle lingue parlate sarà per tutti una ricchezza (art.6).

 La Chiesa non si sovrapporrà alla laicità dello Stato, nessuno sarà costretto ad essere credente e tutti nel proprio privato potranno scegliere il culto che vorranno senza sentirsi trattati da eretici (art.7 e 8).

 Agli scienziati, ai ricercatori, agli scrittori, filosofi, insegnanti sarà assicurata la libertà di espressione e di ricerca; e lo sviluppo economico, tecnologico e sociale contribuirà a garantire per l'ambiente uno sviluppo sostenibile (art.9).

 Gli uomini saranno tutelati dai diritti internazionali e dalla carta dei diritti fondamentali, gli stranieri saranno accolti e rispettati come fratelli, e per difendere le democrazie a tutti sarà riconosciuto il diritto d'asilo (art. 10).

 L'atmosfera in cui vivranno i nostri figli sarà la pace, indispensabile per il progresso e la guerra sarà rifiutata come male assoluto (art.11).

 Avremo una bandiera tricolore come vessillo, simbolo di continuità e di apertura al mondo: con la bandiera che sventola ricorderemo ai posteri che fu ardua impresa conquistare la democrazia (art.12).


"La verità è che noi non siamo ancora liberi - scriveva Nelson Mandela - ; abbiamo solo conquistato la libertà di essere liberi, il diritto a non essere oppressi. Non abbiamo ancora compiuto l'ultimo passo del nostro viaggio, ma il primo di un lungo e difficile cammino..."

Finisce il mio intervento e inizia il cammino della speranza...

Nicola Comberiati Dirigente Scolastico e psicologo
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