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Numero: 1 -settembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Sul Tempo della scuola'  >>>
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Sul Tempo della scuola
L'importanza del "fuori programma"
di De Marino Francesca - Emergenza scuola
Nel pensare cosa avrei scritto avevo davanti a me, sullo scrittoio, un orologio a pendolo e riflettevo sul tempo: il ticchettio dell'orologio mi risuonava nella mente quasi ad avvertirmi "che è ora"! Inizia la scuola, quel "Tempo Pieno" di vita, con i bambini, in cui scegliere ogni giorno cosa far accadere per noi e per loro... e ho voglia di esserci!

Mi occorre però fare un'ampia divaricazione tra la nuova "istituzione scuola" che quest'anno si presenta come una nuvola minacciosa (maestro unico, riduzione del tempo scuola, voti e grembiulini) e il mio mestiere che tanto mi piace.
Ebbene, come spesso è avvenuto, mi "accollo" l'istituzione e mi appresto a ricostruire con la mia collega quella specie di delicato confine in cui creare le condizioni per l'apprendimento, la crescita, e a ritrovare quell'energia ormai alimentata negli anni da uno scambio continuo, complicato, ma utile a sostenerci, a incoraggiarci, a costruire...e pensavo: "Questo, per noi, fa parte dell'irrinunciabile!"

In questi tempi di instabili umori pratichiamo la strategia del prendere tempo, della diffidenza, incredule nei confronti delle nuove disposizioni di leggi scolastiche, e, in attesa di capire quale risposta di modificazione e di adattamento siamo chiamate a dare, ci rallegra solo l'immagine delle scolaresche al primo giorno di scuola; e allora ci riserviamo pensieri e emozioni per predisporre il campo di "battaglia", per così dire, la classe: è questo il "campo" in cui si può costruire con i bambini, nel Tempo, un viaggio di conoscenza.

Un punto di vista che non mi stancherò mai di affermare è che a scuola c'è bisogno di Tempo per creare e vivere con i bambini lo spazio della relazione, del desiderio, ma anche lo spazio del "conflitto" educativo per confrontarsi con bisogni, ambizioni, aspettative.
Perché il Tempo dell'educare è presenza, fluidità, è il lasciarsi sedurre da suggestioni diverse, da sensazioni, da momenti di divertimento e di gioco non finalizzato.
Senza quel tempo dilatato, sospeso, in cui poter "prendere tempo" e "dare tempo" ai bambini, cogliere l'imprevisto come spinta per proseguire con curiosità e motivazione, si rischia di atomizzare il sapere e di renderlo astratto, di confondere la cultura per informazione o nozione, di separare cognitività ed emozioni, di rimuovere la centralità e l'aspirazione dei bambini ad appropriarsi creativamente delle conoscenze e dei linguaggi.

E' con il Tempo che ho imparato a lasciare spazio all'imprevisto nel mio mestiere; ora in classe mi trovo a compiere una serie di operazioni libere da programmazioni rigide, scandite in ogni dettaglio: ho il tempo dell'ascolto, della condivisione, della piena partecipazione ai discorsi dei bambini, mi lascio permeare, cedendo al fascino dei loro racconti e, facendo interventi minimi cerco di contribuire allo sviluppo dei racconti stessi.
Cerco di portare frammenti di numeri e lettere dell'alfabeto, di creare artigiani che lavorino questi frammenti che a mano a mano diventeranno lettere e poi discorsi.
Le giornate di scuola diventano a volte un film che osservo e al quale partecipo, ma sempre sapendo che mi interessa migliorarne la qualità e aumentare sostanzialmente gli strumenti per pensare dei bambini. Guardo molto a quanto "produciamo" insieme, il "fuori programma" è un momento significativo di stimolo, di rielaborazione, di crescita.

Questa è la felicità di insegnare, il piacere di rientrare in aula tutte le mattine, altro è il destino della scuola, le logiche dell'istituzione, le insulse riforme!

Francesca De Marino Docente 164° Circolo Didattico "E.Chiovini" - Roma
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