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Numero: 3-novembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 17 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Takk Norge!'  >>>
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Takk Norge!
L'esperienza di Serena in Norvegia
di Parisi Serena - Integrazione Scolastica
Sono le quattro del mattino quando usciamo da casa per andare all'aeroporto e quando guardo negli occhi l'ultima collega che sale a bordo ci scappa da ridere.
Il clima è quello della "zingarata" tra amiche, ma ognuna di noi in cuor suo sa che siamo un gruppo eterogeneo, che deve ancora fondersi e, soprattutto, che partiamo per lavoro!
Obiettivo reale del viaggio è la CONDIVISIONE.
Il progetto Comenius, che utilizza i fondi della Comunità Europea, ci ha permesso di lavorare a distanza per tre anni con la Norvegia ed il Portogallo, e di incontrarci nelle varie mobilità tre volte, a turno, nei rispettivi paesi.
La destinazione questa volta è la Norvegia.
Haugesund è un paesino di 36.000 anime a sud-ovest: un gruppo di case sparpagliate sulle rive di un fiordo meraviglioso ed un piccolo agglomerato urbano.
La mattina del giorno successivo arriviamo alla fermata dell'autobus vicino alla scuola partenariata con noi, avvolte in uno scenario fiabesco fatto di foschia color di perla, boschi profumati e cinque bambini norvegesi con visi simpatici che ci guidano alla scoperta della loro scuola...cortili, classi, laboratori e tutto il resto.
L'aria che si respira è di una maggiore disinvoltura, avremmo mandato mai cinque nostri alunni, anche se di 11 anni, da soli per strada ad accogliere una delegazione straniera?
I ragazzi che frequentano la scuola, di età dai 6 ai 15 anni, scelgono, una volta entrati, se tenere le scarpe, indossare pantofole o andare scalzi, hanno il loro posto per riporre gli oggetti di uso personale, girano per la scuola senza un ordine apparente.
Come da noi sembrano avere padronanza della struttura che percorrono con sicurezza, ma hanno più libertà durante i lavori di gruppo che vivono come se fosse ricreazione: chi vuole lavora, chi non vuole girovaga.
Ma alla fine i ragazzi sono uguali ovunque!
Abbiamo preso parte alle loro lezioni, ci hanno intervistato, guardando curiosi con occhi indagatori, poi, piano piano, hanno cominciato ad avvicinarsi per chiacchierare.
L'inglese, come sempre, compie la sua magia, completando con le parole una comunicazione fatta di sguardi e gesti, di curiosità e cordialità.
Avevo già notato qualche ragazzo con atteggiamenti ed occhi "particolari", una sensibilità che si sviluppa dopo qualche anno di insegnamento, e la sera avevo avuto conferma delle mie intuizioni parlando a cena con le loro insegnanti. "Children with special needs", dicono loro: bambini con bisogni speciali.
Il sistema che porta alla nostra diagnosi funzionale è pressochè lo stesso: coinvolgimento della famiglia, intervento di uno specialista su richiesta dei genitori, lunga attesa di una insegnante di supporto.
Il giorno dopo era prevista una nostra lezione nella 6° classe.
Io e la mia collega avevamo preparato una presentazione in power point sui monumenti di Roma. All'inizio guardavano affascinati le slides...S.Pietro, la Fontana di Trevi, Castel S.Angelo, dopo poco però ho notato che "quei" ragazzi, cominciavano a distogliere lo sguardo, a distaccarsi da noi.
La tentazione di ricatturare la loro attenzione ha avuto il sopravvento e, finita velocemente la presentazione, mi sono seduta in mezzo a loro curiosando nelle loro vite, i loro interessi, le passioni che li infiammano.
Ed ecco quindi uscir fuori il calcio, i videogames, la pallacanestro, disneychannel, High School Musical 3 e tanto altro. "In che ruolo giochi? Chi ti piace di più, Chad o Troy? A me Gabriella sta proprio antipatica! Ce l'hai la R4 per il Nintendo DS? Con chi vai al cinema? Li mangiate i pop-corn? Hanna Montana ora fa il concerto in 3D, ve lo vedete?"...ecco che riprendono vita! Cominciano ad infervorarsi, alzano le mani per parlare, si muovono sulle sedie come se stessero sui chiodi, anche chi ha qualche difficoltà con l'inglese si tuffa nell'impresa pur di dirmi che gioca in attacco e che segue la Roma perché c'è il loro giocatore."Si, ma non è che combini un granchè!" e tutti ridono!
Lui è lì che mi buca con lo sguardo, le sopracciglia abbassate sugli occhi verdi ma cupi, ho come la sensazione che al suo interno stia avvenendo una guerra, qualcosa che ribolle come lava , ed infine eccolo che alza la mano! Mi racconta che il football è la sua passione, che va al campo ad allenarsi anche quando fa freddissimo e che ci va con il suo amico e compagno di classe, proprio questo qui! Accolgo le sue parole come se mi stesse rivelando la combinazione vincente del superenalotto...e siamo entrambi felici e soddisfatti.
Alla fine della lezione scattiamo una foto tutti insieme, alcune ragazze si radunano attorno a me per chiedere ancora qualcosa e ci avviamo fuori per la ricreazione, lo cerco in giro con lo sguardo, mi accenna un saluto con la mano e mi regala un pallido sorriso!
Serberò il ricordo di quel sorriso come simbolo dell'intero viaggio. Ho capito che i ragazzi hanno le stesse anime a tutte le latitudini, le stesse paure, gli stessi problemi, ma anche le stesse gioie e passioni.
La sensazione che ho portato con me al rientro è di far parte di un grandissimo mondo scolastico, dove docenti e alunni parlano con le stesse linee di principio, basandosi sugli stessi valori...takk Norge! Grazie Norvegia!

Serena Parisi Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma

Leggi anche l'articolo dei Mariella Mugione sempre sul viaggio in Norvegia.
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