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Numero: 2-ottobre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 21 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Tanti uguali......tutti diversi
Come "sopravvivere" in classe
di Tiberti Stefania - Organizzazione Scolastica
La formazione dei gruppi classe, per quanto ci si possa impegnare, non è cosa facile.
Oggi più che mai ci si trova a lavorare con bambini che hanno caratteristiche sempre più diversificate e con dinamiche relazionali complicate, che richiedono competenze specifiche che non tutti gli insegnanti possiedono.
Spesso si devono affrontare problematiche di bambini "disturbati", che si isolano dal resto della classe o interagiscono anche con comportamenti violenti.
Che fare?
L'intuizione giusta non basta perchè, per chi vive la scuola da dentro, la serenità del bambino sta sempre al primo posto ma non è sempre raggiungibile con modalità oggettive.
A scuola non si gestiscono risultati e tabelle, non si pensa a come far quadrare un bilancio, si gestisce un capitale umano inestimabile che si affida a te completamente e che aspetta risposte concrete ad esigenze immediate.

Tra colleghe ci si confronta molto spesso, soprattutto perchè credo che sia importante - dato che a volte si va per tentativi - raccontarsi le esperienze, i successi e gli insuccessi, e mi accorgo che un problema ci preoccupa sempre più: come affrontare e come reagire di fronte a una irrequietezza eccessiva dei nostri ragazzi.
Sicuramente siamo costrette a spendere tanto tempo a "tenere la disciplina" assumendo un ruolo autoritario e talvolta punitivo che un pò contrasta con tutte quelle motivazioni che animano chi, come me, da solo dieci anni svolge questa professione e crede nel fatto che l'insegnamento sia un lavoro estremamente creativo, piacevole e gratificante.
Eppure si arriva sempre a sentirsi insoddisfatti e la gioia si trasforma in una gran fatica.
Come cambiare?
Un dato è certo: un rapporto sbagliato genera una frustrazione considerevole sia per l'insegnante che per gli alunni, e la discussione, l'accettazione e la corretta comunicazione - quella che gli psicologi chiamano "empatia"- non funziona, non decolla!

Nella mia classe, una quarta elementare, il problema della disciplina sta diventando, per me e per i miei colleghi, prioritario rispetto a tutto.
Qualcuno potrà suggerire una scelta di conduzione della classe a metà strada tra autoritarismo o permessivismo!
Personalmente, come anche i colleghi di team, crediamo che siano modalità entrambe inadeguate poichè implicano un rapporto di forza che porta inevitabilmente a vincitori e vinti, e una sconfitta genera rancore, delusione, voglia di rivalsa, una miscela esplosiva che non può e non deve essere presente in una classe.
Io ho imparato, giorno per giorno, che aiuta molto essere sempre se stessi cioè una persona che pensa, sente, agisce, che si rivolge ad altri bambini che pensano, sentono ed agiscono ed è fondamentale avere una buona dose di umiltà per poter apprendere in tutti i contesti.

Umiltà è quella che dovremmo avere un pò tutti e mi auguro che, nonostante ogni ministro di turno immagini cosa sia giusto o non giusto salvaguardare, venga preservata ed utizzata la preziosa esperienza di collaborazione e scambio faticosamente accumulata dagli insegnanti in questi ultimi anni, così necessaria anche nella gestione e nella conduzione della classe.

Stefania Tiberti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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