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n.13 maggio 2011
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Teatro-didattico? Basta la parola!
Bilancio finale intorno all'esperienza del fare teatro a scuola
di Traversetti Marianna - Didattica Laboratoriale
Teatro didattico, ma non bastava dire semplicemente "Teatro"?
No! Assolutamente no, perché non è semplicemente teatro, ma molto di più.. è un'infinità di elementi e significati... di più!
E' un mare di differenza che distingue una recita scolastica da un laboratorio teatrale fondato sulla didattica; la didattica quella vera, quella impregnata di azioni, di sentimenti, di cadute, di stravolgimenti e ripetizioni, di contenuti disciplinari, la didattica di tutti i giorni, quella con cui insegni a parlare, ad ascoltare, a condividere, a ragionare, a risolvere, a complicare, ad amare...sì ad amare la vita e la scuola; la scuola che, così concepita e realizzata, ogni mattina ti fa solcare la porta dell'aula contento di sperimentare e di meravigliare...


Ecco che cos' è un laboratorio di teatro-didattico: una cosa seria, ma gioiosa, costruttiva ed irrinunciabile, piena e stravolgente per chi ama mettersi in gioco e produrre efficacia scolastica; per chi vuole dare nuovo stimolo e nuova forza alle intenzioni pedagogiche e rinvigorire gli animi e le menti dei propri alunni; gli alunni che infondono magia quando, dall'alto del palcoscenico, argomentano ed esprimono tutto ciò che hanno dentro e che hanno imparato e che, grazie proprio alla teatralità di cui sono portatori, riescono a vedere e ad esprimere senza timidezze e riserve...

Fare teatro seriamente e proficuamente a scuola si può, non per crescere attori, ballerini o cantanti che un domani diventeranno professionisti e artisti famosi, ma per crescere persone che riescano a trovare soluzioni ed a comunicare in diversi contesti di apprendimento e campi d'indagine; aldilà del loro quoziente intellettivo, delle loro facoltà mentali o motorie, delle loro particolarità caratteriali.
Il teatro - didattico può tutto questo.
Lo fa con passi lenti e progressivi che accompagnano per mano il bambino con difficoltà e quello con una marcia in più, salendo scalini ripidi e complessi, ma progredendo incessantemente verso il successo formativo. Il teatro-didattico è un laboratorio itinerante, di andatura dinamica e perentoriamente flessibile, che ha alle sue basi un Progetto educativo condiviso dall'équipe pedagogica e conosciuto dai bambini che lo realizzano in prima persona.
Si incentra sulla consapevolezza che, per apprendere, l'alunno ha bisogno di costruire un atteggiamento mentale fondato sulla propria autostima, (forma primaria che prelude ad ogni tipo di cammino scolastico e progressione apprenditiva), ed accresciuto dalla costruzione di una rete di rapporti interpersonali efficaci e reciproci tra insegnante e alunno, e tra alunni e alunni, nella convinzione che, senza la relazione empatica del gruppo di lavoro formato da tutti i protagonisti del laboratorio del fare, adulti e bambini, non si produce apprendimento e, dunque, non si esercita l'insegnamento.Parole un po' forti ? E perché no?

Perché non prendere di petto quello che è il fulcro del nostro lavoro; perché nascondersi dietro all'assurda, ma purtroppo totalizzante asserzione che, se il bambino non impara, è perché non si è impegnato, ha svolto il compito in maniera superficiale, è stato spesso distratto e poco concentrato...
Mi si chiede se ho la ricetta universale per sconfiggere l'inoperosità, aumentare la sicurezza di sé, arricchire il patrimonio culturale del bambino più difficile che ho in classe?
No, la ricetta non la ho, ma so quale strategia utilizzare per cercare, tentare e provare ad escogitare azioni didattiche diversificate e rispondenti il più possibile ai diversi stili di apprendimento dei bambini; a pianificare lezioni animate in cui metti in campo non solo il sapere contenutistico, ma la tua personalità in tutti i suoi aspetti migliori, quelli più accattivanti e stravaganti che tanto piacciono ai ragazzi; a vedere il "programma" da un altro punto di vista, quello per cui le discipline sono trasversali ed armoniosamente coniugate l'una all'altra, dove la riflessione su ciò che si ha, ciò che si è e ciò che si riesce a fare con se stesso e con gli altri diventa una riflessione ad ampio raggio che permette a te insegnante di creare metacontesti ed ai tuoi allievi di acquisire metaapprendimenti in modo autonomo e concettualmente elevato.

Non è un po' troppo, si potrebbe pensare? Tutto questo con una semplice e sola parola magica, quale è "Teatro-didattico"?
La risposta, a questo punto, per me è scontata e può essere soltanto una...
Sì!
Tutto questo e anche di più!
Certo, perché nel fare teatro a scuola si deve considerare tutto l'inespresso, tutto quel coinvolgimento di spirito e corpo che crea tra insegnanti ed alunni un connubio imprescindibile di emozione e commozione, di energia che ti rinvigorisce e la senti... la senti mentre lo fai. Durante le prove, nella stesura del copione, nella scelta degli interpreti, nello studio della drammatizzazione, nell'analisi contenutistica dell'argomento globale...
Tutto vissuto come un'emozione immensa, grandissima, che è solo l'attesa di una ancora più grande: quella in cui vedrai i tuoi fanciulli di scuola solcare il palcoscenico, recitare con fare sicuro, figli della curiosità e dell'innocenza, ma anche attori di consapevolezza, sì!
La consapevolezza del sapere che hanno appreso attraverso la realizzazione di uno spettacolo teatrale (guai se si prova a chiamarla recita!) e della contestualizzazione comunicativa che inevitabilmente e piacevolmente hanno maturato.
Il teatro didattico è, allora, l'assunzione emotiva di una scoperta? Sì, è anche questo e molto di più. E' un modo di fare scuola che ti travolge e ti contagia...
QUELLO CHE FA LA DIFFERENZA...

Marianna Traversetti, Docente IC Perazzi - Roma
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