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n.22 aprile 2012
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Tecnologia e insegnamento
Un'occasione per tutti
di Agolino Simona Loretta - Didattica Laboratoriale
Nessuno dubita ormai che la nostra società e soprattutto la scuola di ogni ordine e grado debba avvicinarsi al mondo del computer fin dai primi anni d'età scolare.
I bambini in generale vivono per lo più in un ambiente molto informatizzato, che lo diventerà sempre di più in futuro. La scuola non deve ignorare questa realtà. Negli ultimi anni si è cercato di dare sempre di più spazio a questo tipo di disciplina, con tutte le difficoltà che spesso incontra da parte del corpo docente e dei pochi mezzi messi a disposizione nelle scuole.

Infatti, generalmente gli insegnanti mostrano una certa diffidenza per il mondo informatico o lo trovano solo una perdita di tempo, tolto alle discipline "prioritarie", lasciando spesso all'insegnante delle materie logico-matematiche il compito di informatizzare gli alunni.

Motivo cruciale della non adeguata percezione dell'informatica, sta anche nel fatto che gli insegnanti stessi hanno punti di vista diversi a questo riguardo. Molto spesso sono insicuri delle proprie competenze e di conseguenza non riescono ad orientare coerentemente i loro allievi.


Il mio modesto parere è che bisogna accettare la sfida che ci viene proposta dai nostri alunni, anche perché la loro superiorità, tranne in alcuni casi, è fatta più di apparenza che di realtà.
Nell'insegnamento informatico bisogna guardarsi da ogni facile tecnicismo: la scuola non deve ridursi a insegnare ad usare materialmente il computer, ad aprire cartelle e copiare files, questo i bambini lo imparano già da soli, con l'aiuto dei più grandi.
La scuola deve avere il compito di guidare gli alunni a formarsi quelle strutture mentali che rendano possibile la comprensione del linguaggio dell'informatica.

Sin da piccoli ho portato i miei alunni nella sala computer, affrontando da sola mille difficoltà. La nostra sala informatica si trova negli scantinati della scuola, lontano dai bagni, senza la presenza di un collaboratore scolastico nelle vicinanze a cui poter fare riferimento e senza l'ausilio di nessuno. Il più delle volte sistemavo i bambini in piccoli gruppi, e abbiamo iniziato con i disegni e pian piano che crescevano le loro competenze, aumentavano le mie richieste, fino ad arrivare ad usare il pc come forma di ricerca e di studio.
Devo dire che questo tipo di lavoro è servito molto per creare un clima di collaborazione e di fiducia tra di loro.
Anche i bambini in difficoltà si sentivano con l'ausilio del computer più sicuri ed erano parte integrante del gruppo.

Spesso però la mia buona volontà "da sola" non bastava, perché non funzionava quasi mai la stampante e sebbene io abbia fatto richiesta del toner finito da più di due anni... lo sto ancora aspettando!
E così i lavori che facevamo spesso venivano stampati fuori, chiedendo la collaborazione di tutti.

Adesso i mei alunni stanno terminando questo ciclo di studi, sono in grado di usare il pc sia per comunicare tra di loro ma anche utilizzarlo per studio, avendo ben chiaro tutte le potenzialità che può offrire.
A distanza di tempo e con le difficoltà superate posso ritenermi "un piccolo giardiniere", anche inesperto se vogliamo ma che ha cercato di seminare comunque nel suo giardino dei piccoli alberi, accettando di lavorare in un terreno spesso imprevedibile, ma accogliendo e sostenendo tutte le varie e preziose opportunità che venivano anche dai più piccoli, proprio da coloro che in futuro probabilmente comunicheranno sempre di più con questi mezzi.

Simona Loretta Agolino, Giurista, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I. C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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