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Numero: 1 -settembre 2009- Anno III   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Tempo di metamorfosi
Diventare ...comprensivi!
di Menna Rosanna - Organizzazione Scolastica
Settembre.... Altro giro, altra corsa, altro anno scolastico!! Nel mio istituto ci sono grosse novità di cui invero eravamo già a conoscenza alla fine dello scorso anno scolastico: alla ripresa delle attività - per effetto del nuovo dimensionamento delle istituzioni scolastiche - non saremmo più stati un Circolo Didattico ma un Istituto Comprensivo in verticale con la vicina scuola secondaria di primo grado. Già nel 2000 ci siamo dovuti confrontare con un'esperienza del genere ma allora giocavamo in casa perché si trattava di unirsi con un altro circolo didattico.

Qualcuno potrà pensare che il passaggio sia stato indolore in quanto si trattava solo di una trasformazione formale di due circoli didattici in uno solo. Così non è stato. Il lavoro è stato faticoso, difficile ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
Ora ci ritroviamo di nuovo di fronte ad una fusione che se da una parte ci trova tranquilli dall'altra ci intimorisce un po'. Siamo tranquilli perché forti dell'esperienza precedente fatta e certi che l'unione ci consentirà di arricchirci. Siamo altresì intimoriti perché consapevoli che questa volta avremo qualche difficoltà in più in quanto dovremo mettere insieme due tipologie di ordini di scuola, di corpo docente che dovranno imparare a condividere significati da attribuire ai termini, modalità di lavoro comuni, percorsi scolastici della durata di otto anni che garantiscano alla fine dell'iter l'acquisizione di competenze ben precise agli studenti.

Se posso dire di conoscere abbastanza la storia del mio ordine di scuola mi sono chiesta subito cosa sapevo di quella della cosiddetta scuola media. Confesso: poco o niente anche se le collaborazioni nel corso degli anni non sono mancate. Preso coscienza di ciò sono andata a documentarmi. Qui di seguito c'è un breve excursus che non ha la pretesa di riportare passo tutte le vicissitudini della scuola media dalla sua istituzione ad oggi ma vuole solo riportare le grandi tappe di questo percorso.

Tristano Codignola l'ha definita la "guerra dei trent'anni", in riferimento al tempo intercorso tra il 1947, quando la Costituzione aveva sancito che "l'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita", e il 1977, allorché due leggi approvate in quell'anno portavano a compimento il processo di riforma della scuola media e davano attuazione piena a quel principio costituzionale. Nel mezzo vi è un'altra data di importanza capitale per la nostra scuola, il 31 dicembre 1962 che segna, con l'approvazione della legge n. 1859, la nascita della media unica.
I trent'anni evocati da Codignola diventano in realtà quasi un secolo se, muovendo dal punto di vista di uno dei protagonisti principali di quella battaglia, si allarga lo sguardo a tutto l'orizzonte storico della scuola italiana.
Risalgono infatti al periodo postunitario i primi dibattiti su quella "scuola di mezzo" che costituiva un punto debole dell'edificio casatiano, oggetto di interventi ripetuti e frammentari negli anni che vanno dal periodo della sinistra storica all'epoca giolittiana, definita infine da Gentile in termini tali che lo stesso regime dovette correggere più volte.
In realtà, nel mutare dei tempi e delle situazioni, intorno alla scuola media si giocava una partita il cui esito andava ben al di là di una modellistica scolastica, o una impostazione pedagogica e didattica, riferite alla scuola per gli adolescenti, per investire direttamente il ruolo e la finalità dell'intero sistema scolastico nel suo duplice rapporto con la società e con la formazione delle giovani generazioni.

All'approvazione della legge istitutiva della scuola media unica si giunse dopo un confronto serrato e talora aspro nel Parlamento e nel Paese e si concluse nel 1962 con il varo di quella che molti studiosi considerano la riforma scolastica più importante di questo dopoguerra, e una delle più rilevanti in tutta la storia della scuola Italiana. Successivamente all'approvazione della legge, due decreti ministeriali fissavano gli orari e i programmi della nuova scuola media (decreto del 24 aprile 1963) e le modalità di svolgimento degli esami (15 ottobre 1965). Si trattava di documenti in linea con lo spirito della riforma, non privi di spunti pregevoli, come la sottolineatura del carattere orientativo e non selettivo degli esami, ma anche di qualche anacronismo, come le applicazioni tecniche diversificate per gli alunni e le alunne, alle quali era riservata una sorta di riedizione dell'economia domestica.

La nascita così tormentata della scuola media unica ha rappresentato una specie di prova generale di quello che sarebbe accaduto negli anni successivi, tutte le volte che una riforma scolastica fosse giunta all'esame del Parlamento: posizioni divaricate, scontri, polemiche, lungaggini, ricerca faticosa di un compromesso che non sempre è stato possibile raggiungere. Questa circostanza ha pesato e pesa sulla nostra scuola, rendendola un organismo che - nonostante l'estrema complessità delle sue strutture amministrative e didattiche, nonostante le altissime finalità che tutti oggi le riconoscono, declinate in termini di formazione dell'uomo e di risorsa strategica per lo sviluppo - soffre di una drammatica separazione tra la testa, il suo vero centro decisionale, dislocato fra governo e Parlamento, e le membra diffuse in modo capillare sul territorio.

In secondo luogo la nascita della scuola media unica ha posto all'ordine del giorno il problema della riforma della scuola secondaria superiore, la cui urgenza è stata subito sottolineata dagli osservatori più attenti e da molti addetti ai lavori. Sono passati quarantasette anni da quel lontano 1962 e la nuova scuola secondaria superiore è ancora di là da venire: un intreccio di divergenze ideali e culturali, di interessi non sempre limpidi e di contingenze politiche ha consegnato al nuovo millennio una scuola secondaria nata nel 1859 e rimodellata nel 1923 da un regime a sua volta scomparso da più di sessant'anni. È una vicenda che può essere assunta a simbolo ed emblema di una storica incapacità decisionale e delle conseguenze rovinose che ciò ha comportato e comporta per la scuola e per tutto il Paese.

Questa breve ricerca mi ha permesso di capire che nel corso degli anni la scuola secondaria di primo grado ha navigato in acque perigliose che molto spesso le hanno attribuito la definizione di scuola di mezzo. E allora noi in questo frangente come cerchiamo di mettere insieme queste due tipologie di scuola? Di sicuro dobbiamo pensare che l'unione sarà fonte di arricchimento per tutti, sia dal punto di vista professionale che umano; che potremo seguire gli alunni per otto anni e garantire loro un percorso di studio e di crescita più omogeneo e fluido.
Tanto per cominciare queste ultime due considerazioni non sono poca cosa, il resto lo scopriremo strada facendo. E allora come dice qualcuno: "Schiena dritta e petto in fuori" e pronti ad affrontare questa nuova avventura!

Rosanna Menna Docente I.C. Via Perazzi 46 - Roma
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