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n 68 dicembre 2016
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Tempo di Natale, tempo di emozioni
L'apprendimento significativo delle diverse funzioni della lingua
di Parisi Roberta - Didattica Laboratoriale
Il periodo natalizio è uno degli eventi più attesi dai bambini, così carico di aspettative, di magia e di stimoli emotivi, capaci di dare un maggiore impulso alle loro capacità creative.
Quindi, in una classe prima di scuola primaria, il periodo che precede il Natale offre occasioni ghiotte per sperimentare le diverse dimensioni del linguaggio (espressiva, comunicativa, argomentativa, cognitiva) in situazioni simili al gioco interattivo, pertanto le richieste non vengono vissute come noiosi impegni scolastici bensì come attività altamente motivanti e mirate alla realizzazione di un semplice spettacolo teatrale. Inoltre, è proprio l'aspetto ludico che permette alle emozioni nascoste di emergere. In realtà, il bambino, attraverso delle esperienze prettamente laboratoriali, mette in campo non solo competenze legate alla sfera cognitiva ma anche sentimenti, stati d'animo, pensieri.
Progettando le attività per classi aperte, abbiamo deciso di favorire negli alunni lo sviluppo di tutte quelle disposizioni mentali necessarie per imparare a comunicare in situazioni dialogiche, considerando che abituarli a parlare, a descrivere, a ragionare è un modo preparatorio e propedeutico alla simbolizzazione della realtà attraverso la scrittura.

In una prima fase del lavoro, si è proposto ai bambini di sedersi in cerchio al fine di coinvolgere tutti i partecipanti alla conversazione nel rispetto dei turni.Immediatamente noi insegnanti siamo state catapultate in un mondo popolato da desideri, speranze, domande, paure, mostri, supereroi. Dalla discussione sono emersi interessi e problematiche che hanno definito la tematica da affrontare nello spettacolo.
Tra i nostri intenti sicuramente c'è quello di abituare il bambino anche all'ascolto: saper ascoltare è un atteggiamento che rende i rapporti con gli altri significativi oltreché creativi.

In una seconda fase, sono state letti vari racconti attinenti all'argomento scelto.
Non è stata trascurata l'analisi delle immagini che accompagnavano i testi, per facilitare l'identificazione dei personaggi e della trama. Inoltre le immagini nel nostro caso sono state basilari per creare parti del copione: dai disegni sono nati nuovi dialoghi e nuovi personaggi.

Nella terza fase delle attività per classi aperte, sono stati realizzati semplici canovacci, corrispondenti alle varie scene.
Per il procedere della storia era necessario che i bambini seguissero il filo logico degli interventi dei compagni e che cogliessero i rapporti tra le cose.
L'insegnante ha fornito degli stimoli per la conversazione ed ha guidato gli alunni ad essere coerenti, nei loro contributi personali, con la trama del racconto, ed a ipotizzare soluzioni efficaci per il corretto susseguirsi degli avvenimenti.
A livello intuitivo si è giunti alla consapevolezza che in una storia ci sono un inizio ed uno svolgimento, dove si verifica l'intervento di qualcosa o di qualcuno che rompe l'equilibrio iniziale che deve essere nuovamente conseguito per giungere ad una conclusione.
Questo esercizio di ricerca delle soluzioni possibili corrisponde ad una vera e propria attività di problem solving.
Contemporaneamente, in classe, si procedeva alla strutturazione della realtà, collocando fatti ascoltati o tratti da esperienze vissute nel tempo (narrare), nello spazio (descrivere) e secondo i rapporti logici(argomentare).

Nella quarta fase, le insegnanti hanno proposto una serie di brani musicali, i bambini sono stati guidati a coglierne il significato e quindi il collegamento con il testo teatrale di cui loro stessi erano stati gli autori.

Infine sono stati attribuiti i ruoli nel rispetto delle differenze di ciascuno. L'apprendimento delle parti è stato notevolmente facilitato dal fatto che gli autori dei dialoghi fossero gli stessi bambini.

Attraverso l'attività teatrale e l'esperienza comune, nel bambino emergono sogni, tanta voglia di ridere, di divertirsi, di essere considerato e rispettato, il desiderio che l'adulto si fermi a raccontare una storia tutta per lui.

Il teatro non è il paese della realtà:
ci sono alberi di cartone, palazzi di tela,
un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola,
il rosso sulla guancia,
un sole che esce da sotto terra.
Ma è il paese del vero:
ci sono cuori umani dietro le quinte,
cuori umani nella sala, cuori umani sul palco.
(Victor Hugo)



Roberta Parisi, docente, IC di Riano
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