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Numero: 2-ottobre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 15 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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The importance of teaching english...
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di Parisi Serena - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Quando nel 1991 ho iniziato ad insegnare nella scuola elementare, mi sono tuffata nel gran fermento dell'introduzione delle classi modulari. Avevo lasciato i banchi come alunna proprio l'anno precedente e vedere la scuola plasmarsi alla luce delle innovazioni sperimentate a lungo negli anni precedenti è stato coinvolgente ed entusiasmante.
E già si parlava dell'introduzione dell'inglese, mia grande passione da sempre, come materia curricolare a partire dalla terza elementare. Questa lingua già rivestiva un'importanza fondamentale per la comunicazione a livello mondiale, per il business in ogni angolo sperduto del globo, ma mai avrei pensato che sarebbe diventato, grazie alla diffusione delle nuove tecnologie, l'altra lingua madre che ognuno di noi avrebbe dovuto parlare per non essere tagliato fuori dalla realtà. Al giorno d'oggi il non saper parlare inglese equivale a sentirsi un venusiano sulla terra.
L'anno successivo, poi, ho sostenuto un esame nell'allora Provveditorato agli studi di Roma dove, a seguito di un colloquio in lingua, una traduzione, un esercizio di lettura ed altro ancora, il livello di conoscenza del mio inglese è stato ritenuto soddisfacente per poter essere formata con 100 ore di glottodidattica e potenziamento della lingua ad opera di insegnanti di madre lingua ed esperti della formazione.

Da quel momento in poi ho portato il mio contributo di competenza e passione, con l'entusiasmo del neofita, all'interno delle classi dapprima con una utilizzazione come specialista su più plessi. L'impresa era ardua, faticosa, mi impegnava per molte ore a causa degli orari spezzati che mi concedevano di raggiungere i vari plessi, tre in tutto, del mio circolo. Ma la soddisfazione è sempre stata tantissima.
I ragazzi sono stati immediatamente attratti da questo nuovo modo di insegnare: il TOTAL PHYSICAL RESPONSE coinvolge i ragazzi facendoli muovere, consentendo loro l'utilizzo del proprio corpo come strumento didattico, giocando e imitando, utilizzano le percezioni sensoriali come mezzo di apprendimento, le canzoni e le filastrocche li divertono e permettono una rapida memorizzazione degli esponenti linguistici.
Lo STORYTELLING, a cominciare dalla prima elementare, li accompagna dolcemente all'interno di un mondo anglofono, fatto di magia e divertimento, e poi ancora, ogni anno uno spettacolo teatrale in lingua e, last but not least, ultimo ma non per importanza, l'uso del computer per i cd-rom interattivi, la navigazione in internet e tantissimo altro ancora:"il docente di inglese è naturalmente multimediale"(Maragliano).

In tutto questo turbinare di attività succede che i bambini con difficoltà, riconosciute e non, si trovano in un ambiente dove le dinamiche dell'ambiente di apprendimento sono nuove, mutate, dove il bambino "bravo" ma timido magari si trova all'inizio spiazzato, dove invece chi è dotato di un pizzico di abilità motoria o di voglia di mettersi in gioco pronunciando parole "irripetibili" primeggia, insomma tutto torna a zero. Tutti possono sperimentare un nuovo inizio scolastico ed appassionarsi ad una materia che trova mille riscontri nella vita quotidiana dei bambini, dal videogioco al musical in tv, dallo sport alla musica.
Ogni alunno è capace di un piccolo successo scolastico che aumenta la sua autostima e gli consente di accrescere competenze e conoscenze (Long life learning).

Ora però c'è da chiedersi: sarà ancora possibile, fra qualche anno, insegnare ancora così l'inglese? Con il DL 137 verranno formate all'insegnamento della L2 persone che non conoscono la lingua, non hanno idea di cosa sia la glottodidattica e non potranno dedicare all'aggiornamento dell'inglese nemmeno una minima parte delle loro risorse, visto che avranno anche gli ambiti linguistico e matematico da approfondire. Come si può anche lontanamente pensare di insegnare ad un adulto una lingua straniera in 100 ore? E poi pretendere che sia lui stesso ad insegnarla? Non c'è dubbio che il trend qualitativo si abbatterà all'uso dei numeri e dei colori! Poco altro ancora farà parte delle lezioni di lingua dei bambini che dovranno dire addio ad una intera ora di inglese parlato dal vivo. Non oso pensare alla correttezza della pronuncia! Un vero peccato che i nostri managers di domani debbano pagarsi corsi privati di inglese per impararlo! E quanti potranno permetterselo?
Un vero danno per i bambini che hanno diritto al massimo della qualità e della competenza, che vedranno ripartire dal VIA la didattica delle lingue comunitarie...purtroppo però non stiamo giocando a MONOPOLI!

Serena Parisi Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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