Al pari di un fenomeno mediatico quale il "GRANDE FRATELLO" la Gelmini, e tutti i suoi disegni di una scuola nuova ed efficace, è arrivata in tutte le famiglie d'Italia...
Prepotente ospite d'onore, siede alle tavole degli italiani "animando"(si fa per dire) i pranzi e le cene di tutti...anche le mie! A casa mia, la ministra (poverina, in questo caso, inconsapevolmente) ha seminato zizzania tra me e la mia mamma, grande sostenitrice dei grembiulini: bianco, blu, a righe, a pois purché tutti uguali perché, dice, dà il senso dell'ordine e della precisione.
Passi pure il grembiulino al quale (comunque esso sia) riconosco la sola funzione di preservare gli abiti da "patacche" e di coprire i " pancini" troppo scoperti dei nostri alunni, ma quelle di mia madre nei miei confronti sono provocazioni (come se non bastasse Feltri !!!)
Proprio l'altro giorno mi annuncia con aria trionfante: "Hai visto? A Milano già hanno deciso...tutti col grembiulino! Pensa che glielo hanno disegnato i detenuti di S. Vittore!"
Ero già arrabbiata di mio e con sarcasmo ho risposto: "Ma sul serio? Guarda, guarda..., e come glieli hanno disegnati...a righe, col cappellino e un numero sul petto?"
Non so se la mia mamma (donna intelligente, colta e d'indole pacifica) non abbia sentito o non abbia voluto raccogliere la provocazione, fatto sta che mi ha risposto con un gran sorriso: "No, non a righe...rosso e blu!"
Ecco, queste sono le continue discussioni che abbiamo ed il seme della discordia, non c'è dubbio, è la ministra! Ma se sul grembiulino riesco a fare qualche battutaccia....su altro no!
Mamma, dico, perché non riconosci che le motivazioni della Gelmini per il ritorno al maestro unico, sono banali, poco credibili? "IL BAMBINO, A QUEST'ETA', HA BISOGNO DI UN PUNTO DI RIFERIMENTO UNICO"(Ministro Gelmini, ospite a Porta a Porta).
Io veramente sono convinta che il bambino nella scuola, oggi, possa sperimentare quotidianamente la democrazia perché si trova di fronte a adulti-docenti che condividono obiettivi, gestiscono rapporti professionali, si relazionano, in molteplici varietà di modi, con altri adulti, siano essi genitori o colleghi e con gli alunni stessi .Ritengo che, in questo modo, i piccoli imparino a rispettare se stessi, gli altri, le diverse opinioni, i modi di essere e agire, le differenti religioni e culture.
Vivere questo tipo d'esperienza li forma e credo che, in questo modo, possano diventare cittadini consapevoli di una società in continua evoluzione e di un mondo sempre più vicino e più piccolo.
E adesso, mamma, a noi due...sono pronta per un'altra "chiacchierata".
Adriana Messuri docente 196° Circolo Didattico via Perazzi 46 - Roma
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