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| Tra nativi e immigrati digitali ... che dire? |
| Dal Convegno del 26 marzo |
| di La redazione - Dalla redazione |
Dietro le quinte. Come al solito preparare un evento comporta prendere contatti, preparare materiale, scegliere la sede, i relatori, gli inviti a partecipare. Ancor prima è necessario sapere perché: perché organizzare un convegno per parlare di nativi digitali? Era davvero necessario?
Dobbiamo sapere che le scelte che compiamo per il 90% partono dalla "pancia", sono intuizioni emotive, illuminazioni più o meno improvvise che appaiono nella nostra testa (la famosa lampadina che si accende) e poi prendono forma, si definiscono meglio, le cominciamo a vedere possibili, immaginiamo sempre più e sempre meglio quello che deve avvenire, quello che vogliamo accada. Quante idee vengono in testa ogni giorno che però non prenderanno mai una vita reale! Molte. A volte si tratta di desideri che non riusciamo a trasformare in obiettivi, per mancanza di energie, di chiarezza, di vera intenzione.
Questa volta l'idea è passata dal desiderio in realtà e abbiamo precisato lo scopo per cui incontrarci: insegnanti e genitori si trovano alle prese con bambini e ragazzi che "funzionano" diversamente da noi adulti, utilizzano strumenti non sempre alla nostra portata (riuscite a stare al loro passo con i giochi elettronici che richiedono velocità attentiva e abilità oculo-motoria??), sempre più attratti da ambienti di apprendimento che utilizzano più canali contemporaneamente (studiano con le cuffiette per ascoltare la musica, con lo schermo acceso diviso tra una chat sempre pronta e lo schermo del gioco da fare in rete), sempre più dentro situazioni di condivisione in rete, a scaricare video da Yuotube o postare su facebook.
Chi sono dunque i nativi digitali? I nati alla fine degli anni novanta che si caratterizzano per uno spiccato interesse e uso delle tecnologie e dei mezzi informatici.
E noi chi siamo, allora?Immigrati digitali, sono così chiamati i nati prima degli anni novanta che si sono avvicinati alle tecnologie con atteggiamenti differenti: chi più attratto, chi più spaventato, chi andando verso, chi andando contro.
Perché dunque parlarne? Perché i primi sono i nostri figli, gli alunni che frequentano la scuola; i secondi siamo noi, genitori e docenti "immigrati" in un mondo che velocemente si trasforma.
Qual è il problema? Rimanere su due fronti diversi, contrapposti, senza capire la portata delle innovazioni oppure gestire il nuovo che avanza privilegiando rapporti amicali -sono tuo amico perché gioco con te!- piuttosto che educativi.
Cosa possiamo fare? Possiamo comprendere il significato del nuovo che avanza, molto più tecnologico di quanto noi possiamo aver sperimentato all'età dei nostri figli, dei nostri alunni, per essere poi mediatori culturali nei confronti dei più giovani, certamente più tecnologizzati ma sempre bisognosi di essere educati e accompagnati a interpretare ciò che ci circonda, una realtà sempre più virtuale, raccontata con fiction e reality e che utilizza la rete per connettersi.
La sfida è per NOI ADULTI, genitori e docenti. Questo l'obiettivo del Convegno: lanciare a noi adulti la sfida di accompagnare, di mediare tra il nuovo che affascina e il vecchio da acquisire (i valori da trasmettere???). La scelta quindi è stata di mettere il naso dentro e fuori la vita dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. Con lo stile che ci contraddistingue abbiamo scelto di trattare un argomento che ci accomuna, genitori e docenti: quali sono i sistemi di comunicazione che utilizzano? E come li utilizzano? E quali sono i nuovi strumenti a disposizione della scuola? Cosa ti permette un social network come Facebook? Come si sfoglierà un e-book?
E soprattutto: genitori e docenti possono essere "alleati" e aiutarsi per comprendere questa trasformazione mondiale?
Sul palcoscenico dell'Università Roma3, a piazza della Repubblica sabato 26 marzo. Quell'idea pensata tempo addietro, che ha preso gambe via via, sostenuta dallo scopo del confronto educativo, con l'obiettivo di cercare di dare risposte ad alcune domande, si è concretizzata e proprio come sul palcoscenico (non di un teatro ma di un'aula universitaria, con tanto di file di sedie rumorose) hanno preso la parola gli attori che hanno saputo armonizzare i loro interventi e offrire al pubblico intervenuto, genitori e docenti, un panorama ampio di contenuti, di dati, di ipotesi, di aspetti cognitivi e anche emozionali, del perché e del come cambiano anche gli stili di apprendimento degli alunni "nativi digitali" e quali risorse possiamo attingere per rispondere sempre più e in maniera adeguata alle esigenze di minori che funzionano diversamente da noi ma che sempre di noi hanno bisogno, in qualità di adulti appunto mediatori culturali di un mondo in continua trasformazione.
Insieme a Irene Sarti (neuropsichiatra infantile esperta di età evolutiva e delle difficoltà che incontrano genitori e docenti a comunicare), Serenella Presutti (dirigente scolastico, counselor, esperta di sistemi scolastici alle prese con le trasformazioni generazionali, in rappresentanza delle scuole della rete del progetto Netpupils) Agostino Quadrino (direttore della Garamond, esperto di editoria digitale, gli e-book, che cambieranno i libri di testo già dal prossimo anno), Maurizio Scarabotti (Presidente Sysform e responsabile del progetto Netpupils, social network creato per bambini e ragazzi dalla 4°elementare alla 3° media).
E proprio nello spirito concreto e possibile della nostra rivista si è parlato di Netpupils, il social network creato apposta per studenti 9-15 anni, fino alla terza media, progetto sperimentale a disposizione di sette scuole romane che con il supporto dell'Associazione Sysform (hanno vinto un bando della Regione Lazio per educare all'uso dei social network), che coinvolge al momento circa 2 mila alunni, che hanno creato 1010 gruppi (tra nutellosi, squadre del cuore, fiction, e amanti di pasta al pesto e tanti altri), che hanno inserito più di 5 mila foto e 900 video.
Un ringraziamento al prof. Carlo Felice Casula della Facoltà di Scienze della Formazione Roma 3 che ha fatto gli onori di casa chiudendo l'incontro in tempo per partecipare anche alla manifestazione per difendere l'acqua, un bene di tutti, che deve rimanere pubblica. Un po' come la scuola: si può mettere in discussione che sia un bene ... pubblico!
A breve sul sito www.netpupils.sysform.it il materiale messo a disposizione dai relatori, anche per quel pubblico di genitori e docenti che è stato ... assente.
Manuela Rosci - Direttore Responsabile www.lascuolapossibile.it
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