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n.2 aprile 2010
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Articolo 'Troppi ostacoli!!!'  >>>
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Troppi ostacoli!!!
..ce la farò?
di Ruggiero Patrizia - Integrazione Scolastica
L' idea di provare a starci nella bufera che sto vivendo, mi consente di lasciarmi un po' andare e in qualche modo dirada la nebbia.
Il fatto di non dover a tutti i costi contrastare queste ondate, mi aiuta ad "alzare il capo" e mi permette di distinguere alcuni elementi-impedimenti.

Comincio a pensare che un grosso nodo sia l'assenza "concettuale", nel programma che propongo, della punizione fine a sé stessa.

Credo che un atteggiamento punitivo e sanzionatorio, nei confronti dei ragazzi problematici, ci metta più tranquilli, tenga al riparo la nostra coscienza, ci dia la sensazione di "aver fatto qualcosa".
Di contro, un orientamento diverso, può far pensare di avallare comportamenti negativi, può scatenare "la paura di aver ignorato" e, quindi, forse, il senso di colpa di non essere intervenuti, con conseguente rabbia verso il "responsabile" (sigh!) di tutto questo processo.

Un fattore negativo è la brutta e inveterata abitudine che abbiamo di parlare male e lamentarci dei nostri alunni per troppo tempo rispetto a quello che abbiamo a disposizione, contagiandoci esasperazione, intolleranza, impotenza.
Questo comportamento ci fa perdere lucidità e ci "impantana" a tal punto che se qualcuno cerca di ragionare in termini diversi è "strano e malvisto", diventando in alcuni casi la controparte che non capisce, l'ostacolo al giusto sfogo.

Una controindicazione c'è: mentre all' inizio pensavo che questo programma non ne avesse, che fosse sovrapponibile con altre modalità, ora mi sto ricredendo.
Sicuramente non è conciliabile con "lo dobbiamo umiliare" (ebbene esiste!!!): mi sembra di notare che i ragazzi in queste situazioni, anche se in modo inconsapevole, entrano in contrasto con gli insegnanti,non accettando tali atteggiamenti.
D'altronde, anche io ormai, sono piuttosto intollerante, nonostante tutta la buona volontà, verso un "impianto educativo" così retrogrado e superato e ....(censura).

Mi è stato detto da alcuni colleghi che questa modalità che propongo, basata sulla comunicazione efficace e la relazione empatica, può scatenare, un senso di inadeguatezza tale che, se non accolto e colmato, sprigiona rabbia (ancora!) verso coloro che sono ritenuti responsabili di averlo provocato.
Non sono tante le persone disposte, realmente, ad ammettere propri errori, mancanze o carenze!

Un altro sicuro ostacolo è la comunicazione frettolosa e spezzata: pensate che abbiamo avuto i consigli di classe a novembre e .... direttamente gli scrutini a febbraio! Gli scambi di informazioni tra di noi avvengono nei corridoi al cambio dell'ora e, certo, sono poco obiettivi e sicuramente affannati, appesantiti.
In effetti è veramente poca la possibilità di condivisione e alcuni criteri che fanno parte di questo orientamento sono completamente sconosciuti per molti, in quanto non fanno parte del bagaglio formativo tradizionale dell'insegnante.

Assumendo io, insegnante di sostegno, una funzione precisa all'interno della classe, vengo ad avere un ruolo particolare che non è riconosciuto e che ufficialmente mi è difficile giocare. L'ampio spazio che riempio e che prendo crea scompensi nell'impianto gerarchico dei colleghi.
Sono convinta che, per la maggior parte, si tratta di meccanismi inconsapevoli: ho letto proprio di "sabotaggio inconscio", che potrebbe essere legato alla perdita di un potere o di uno strumento punitivo quale ad esempio, il cambio posti.

Ho scoperto, perfino, che i ragazzi vengono spesso rimproverati di non essere capaci di aiutarsi: l'attività che io propongo, che si basa sullo scambio di positività e sull'incontro con l'altro, viene usato contro di loro. Diventa un nuovo campo di giudizio di inefficacia anziché di sperimentazione e costruzione di collaborazione e cooperazione.

E, non ultimo, che dire di alcuni genitori, i cui figli "si lasciano trascinare", o/e chiedono di "eliminare questi soggetti di disturbo"? Non so se le mie orecchie sono diventate particolarmente sensibili ma mai come quest'anno mi è sembrato di sentire questo verbo così tante volte!!
A volte mi cadono le braccia.
Il vento contro mi sembra una bora.
Forse sono davvero troppi ostacoli.
Forse...

Patrizia Ruggiero Docente di sostegno SMS Fellini -Roma
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