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n.91 marzo 2019
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Oggi è il giorno:24 Agosto 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Tu, di che sogno sei?'  >>>
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Tu, di che sogno sei?
Una proposta didattica da sperimentare nelle classi
di Pettinari Francesco - Didattica Laboratoriale
Immagine tratta da http://www.ildomaniditalia.eu/wp-content/uploads/2018/08/sogno.jpg
Immagine tratta da http://www.ildomaniditalia.eu/wp-content/uploads/2018/08/sogno.jpg
C'è Marco che vuole diventare un dirigente della Microsoft e che per realizzare il suo sogno sa di dover parlare bene l'inglese, immagina di dover competere con molti altri aspiranti ed è convinto di aver bisogno di molti soldi per studiare e sfruttare tutte le sue qualità.
C'è Alice che invece vuole diventare una ballerina, anche se ora è troppo piccola e deve aspettare di crescere, non sa ancora fare la spaccata a sinistra, quindi deve esercitarsi di più e, quando sarà grande, chiederà i soldi allo Stato per aprire una sua palestra.
C'è Francesca che ha le idee chiare, vuole diventare una star di Hollywood ed è già preoccupata all'idea di non avere i genitori vicino, visto che a Hollywood dovrà trasferirsi per realizzare i suoi sogni.

Scuola delle competenze, degli obiettivi, dei traguardi.
E i desideri, l'immaginazione, i sogni dove li mettiamo?

Nelle ore di supplenza che, non di rado, l'insegnante di sostegno si trova a fare, per esempio!
"Ragazzi, fate i compiti della prossima ora in silenzio, altrimenti ci penso io a darvi del lavoro da fare, dieci frasi di grammatica o cinque espressioni che poi consegnerò alla vostra professoressa".
Molte volte ce la caviamo così per trascorrere una o due ore di supplenza. E se invece approfittassimo di quelle ore per progettare lungo l'anno scolastico per la nostra classe un percorso di ascolto, scoperta, confronto, proposta? Non solo ne gioverebbe il nostro ruolo di insegnanti di sostegno per la classe, ma anche i ragazzi avrebbero una preziosa opportunità di conoscere meglio se stessi e i loro compagni.

Quello che vi propongo è un percorso didattico che ho realizzato nella mia classe e che mi ha permesso di conoscere meglio i miei ragazzi (trovate lo schema sintetico del percorso tra i file allegati e alcune foto delle attività nella galleria- colonna a destra dell'articolo).
Si inizia con la visione del film di Pascal Plisson "Vado a scuola. Il grande giorno". È questa la storia di quattro ragazzi, provenienti da quattro posti diversi del mondo, alla ricerca e alla conquista del sogno della loro vita. Il film-documentario è il secondo esperimento del regista francese, dopo il grande successo di "Vado a scuola", pellicola in cui raccontava le peripezie e le difficoltà di altri quattro ragazzi per raggiungere ogni mattina la scuola. Plisson ha il grande pregio di utilizzare un linguaggio e una tecnica narrativa che catturano l'attenzione, l'interesse e la partecipazione emotiva dei ragazzi. Dopo la visione del film c'è stato un breve confronto in classe, dando spazio alle opinioni dei ragazzi e stimolandone l'analisi, la riflessione e l'approccio critico.
Ad una fase statica del percorso è seguita poi un'attività dinamica e di interazione: i ragazzi della classe sono stati invitati ad alzarsi dalla sedia, ad uscire dai banchi e a disporsi casualmente a coppie uno di fronte all'altro. Un componente della coppia alla volta ha detto al compagno, guardandolo negli occhi: "Tu sogni di...", immaginando e ipotizzando il sogno del compagno/a. Questa attività mi è stata utile nel capire quanto i ragazzi della classe si conoscono realmente e in che modo si relazionano quando parlando di aspettative, sogni, desideri di un compagno di classe.

Alternare fasi statiche a fasi dinamiche è importante quanto proporre attività di gruppo insieme ad attività individuali. Per questa ragione, dopo l'attività dinamica svolta a coppie, i ragazzi, ciascuno per conto proprio, hanno scritto su un foglio bianco il loro sogno, hanno individuato da uno a tre ostacoli incontrati o che ipotizzavano di poter incontrare nella realizzazione del proprio sogno e hanno proposto, infine, una strategia accanto ad ogni ostacolo individuato.
Al termine del lavoro è stata data loro la possibilità di far leggere e, quindi di condividere, quanto scritto prima con il proprio compagno di banco e poi con tutta la classe.
L'incipit così come l'epilogo sono le parti cruciali di ogni romanzo, quelle che più facilmente rimarranno impresse nella mente del lettore. Credo che la stessa regola valga anche per le nostre lezioni. Ecco perché al termine del percorso ho proiettato alla Lim la video testimonianza di Daniele Cassioli, campione paralimpico di sci nautico, sul tema della fiducia. Il tema della fiducia negli altri e in se stessi, al di là degli ostacoli e delle difficoltà che ciascuno di noi incontra, ha concluso il percorso in modo stimolante e coinvolgente, dando l'opportunità alla classe di riflettere anche sull'inclusione, sulla disabilità e sull'opportunità di vedere e vivere la vita e i sogni in modi diversi.
E i vostri alunni, di che sogno sono?


Francesco Pettinari
Docente di sostegno presso l' IC "Domenico Purificato" di Roma


Video Vado a scuola:

Video Fidarsi ciecamente:


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Schema sintetico Schema sintetico
Vado a scuola: il grande giorno Vado a scuola: il grande giorno
Fidarsi ciecamente Fidarsi ciecamente
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