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n. 30 febbraio 2013
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Tu dai la pagella a me, io la dò a te!
Proposta semi seria di un giovane studente
di Paci Lucia Giovanna - Orizzonte scuola
"Oggi devo studiare 10 pagine d'italiano e la prof. non le ha spiegate, ma tanto, anche se lo avesse fatto, non avrei capito lo stesso! Chi la capisce quella? Parla per sé...!", ripete Luca, sconsolato.

"Mamma, ci puoi credere? Due compiti di matematica identici, due fotocopie...Ilaria ha preso 7,5 e io 6!"

"Hai chiesto spiegazioni alla prof.?""Scherzi? E chi ci può parlare? Magari ti azzardi!",
è il turno di Chiara.

"Spero di stare bene domani, proprio non riesco a perdere una lezione col prof!", si augura la convalescente Benedetta.

Con tre figli ancora a scuola, mi capita quotidianamente di ascoltare dichiarazioni più o meno esplicite sull'operato dei loro insegnanti. Cerco sempre di prendere queste esternazioni in maniera dialettica, spingendo i miei figli a non essere lapidari nei giudizi, ma a vedere le cose anche da altre angolazioni. Mi piace pensare e insegnare a pensare che bisogna imparare a valutare l'operato in maniera distinta dalla persona.

Per il consueto gioco delle coincidenze, che mi accompagna sempre, proprio giorni fa avevo spinto mio figlio Luca a "buttare giù" una sorta di griglia di criteri di valutazione di prestazioni varie, che gli permettessero di concludere circa la validità o la forza di un insegnante, quando la redazione di questa rivista, ragionando sui temi irrinunciabili per una scuola che si possa definire COMUNITA' EDUCANTE e provando così a stilare un'Agenda da sottoporre al nuovo prossimo governo, si è trovata a incentrare il discorso sulla figura del docente, elemento essenziale del discorso formativo, sulla sua autonomia, ma anche sulla sua formazione, sulla sua valutazione e la sua responsabilità.

Temi delicati e scottanti, che si prestano ad approcci che lascio volentieri ai tecnici. Io faccio la mamma, ma sono una mamma attenta e, allora, dal mio osservatorio gioco con mio figlio per insegnargli a essere critico.


"Luca, cos'è che ti fa dire di un insegnante che è uno di cui non puoi perderti neanche una lezione?"

"Dunque, in cima metterei ovviamente la preparazione nella sua materia - non è affatto scontato, come sembra, aggiungo io. Non potrò mai dimenticare, in III liceo linguistico di una classe super preparata, come fummo impietosi verso una giovane appena arrivata insegnante proprio di inglese, alla quale spesso scappavano errori grossolani, che eravamo in grado di individuare. Noi eravamo bravi e volevamo un'insegnante all'altezza!-
C'è bisogno che aggiunga che la preparazione non è legata alla laurea presa, magari da vent'anni, ma che dovrebbe essere continuamente "rivista", per adeguarla ai tempi?

Al secondo posto, metterei la capacità di trasmettere la sua conoscenza, che apre, però, ad aspetti diversi:

1) La conoscenza di un prof. non è autoreferenziale (si, lo ammetto, il termine è mio, non di mio figlio!), che serve a far vedere quanto è bravo, ma deve arrivarmi, deve parlare a me, attirare la mia attenzione, lasciarmi qualcosa.
2) Perché questo accada, ci vuole passione, grinta, sicurezza, forza nel parlare, nello spiegare, nel creare attenzione. Un prof. ti deve "acchiappare", ti deve far venire voglia!!
3) Ci vuole un po' di creatività su come presentare argomenti che possono essere ostici o noiosi e, perché no, apertura verso mezzi più alla nostra portata, il tablet, il telefono, Internet e le sue applicazioni. Un esempio? La prof di educazione fisica, certo, forse per lei è più facile, anche se ricordati che non abbiamo la palestra, pensando che dobbiamo socializzare di più tra compagni, che siamo slegati, divisi in gruppetti, ci ha fatto spostare i banchi della classe, tirare fuori cellulari e da lì, sulle nostre musiche preferite, con lei in testa, ci siamo scatenati in balli di gruppo, che ci hanno veramente divertito e unito, offrendoci, inoltre, un'immagine nuova di una professoressa di solito per niente morbida!

Ecco che al terzo posto, inevitabilmente, metterei la capacità di costruire una relazione con noi ragazzi, fondata sulla comprensione e il rispetto reciproci, sul dialogo e sullo scambio, non dico paritario, ma ognuno con la consapevolezza del proprio ruolo e del proprio compito, noi di crescere, l'insegnante di guidarci a farlo! (vorrei citare a questo proposito, mia madre, insegnante di lettere in una scuola di fede montessoriana dove si dava del tu ai professori, che diceva ai suoi ragazzi che il tu non significava un tu per tu, ma denotava un'appartenenza, un terreno su cui essere alla pari, tutti professori!!).

Un prof. deve essere prima di tutto accogliente, anche se io sono da "appiccicare al muro", antipatico o asino, perché dal gradino un po' sopra a me, se vogliamo mettercelo, lavora con me e per me, non contro di me!

Va da sé che al quarto posto ci sia la capacità di mettersi in discussione, che significa riconoscere se si sbaglia e non rimanere sempre fermi, uguali a se stessi, ma potersi modificare e correggere. Stai certa che i prof. che lo fanno e che pure sono severi, sono molto più autorevoli e di successo di quelli che non lo fanno!
Intimamente legato al punto precedente, vedrei la capacità di valutare in maniera onesta e giusta, libera da preconcetti o opinioni ormai consolidate. Sono collegate, perché la stessa lucidità di analisi che un prof. ha su di sé, sarebbe opportuno poi l'avesse su di noi e giudicasse le nostre prestazioni singole, non noi, anche se naturalmente un insieme di prestazioni dello stesso tipo, la dice lunga sulla persona...
E' importante, inoltre, che io capisca il criterio con cui la mia prova è stata valutata, perché possa correggermi. Difficilmente andrò avanti, senza questo confronto!

Credo di aver finito e concludo dicendo che, se me lo chiedi, il prof di cui non puoi perderti una lezione, è quello più che sufficiente in ognuno di questi criteri... Mamma, mi hai fatto venire un'idea troppo forte: tu che scrivi, perché non proponi una pagella per i prof. fatta dagli studenti?"


Luca lancia la sua provocazione, in maniera scherzosa, ma io la rilancio. Mi sembrerebbe un'ottima scuola, un'occasione di crescita non indifferente, sia per i docenti sia per gli studenti!

Lucia Giovanna Paci, genitore
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