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n.4 giugno 2010
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Tutti uniti per lo sport
La competizione ... che unisce
di Tiberti Stefania - Organizzazione Scolastica
Quante volte abbiamo pensato e ringraziato quanti ci hanno introdotto allo sport! Anche in tempi antichi l'agire motorio costituì una componente fondamentale nell'educazione. Mi sono chiesta... perché?
Ripercorriamo la storia a ritroso.
Nella Grecia arcaica come a Roma, i grandi pensatori attribuirono all'attività
motoria un grande ruolo che oggi a volte tendiamo a dimenticare e a sminuire. Questo perché sia la scuola che le famiglie, impegnate nella frenetica quotidianità, hanno portato i nostri ragazzi a diminuire il tempo da dedicare allo svolgimento dell'attività fisica. Al contrario, proprio i campi e le palestre erano per i filosofi antichi -quali Socrate, Platone e Aristolele- i luoghi dell'apprendimento poiché gli stessi erano anche istruttori sportivi.
Quante volte però, soprattutto negli ultimi tempi, siamo rimasti costernati di fronte agli atteggiamenti di calciatori, atleti, allenatori, dirigenti e degli stessi spettatori che nel nome dello sport violano ogni codice etico e ogni valore di convivenza civile!
Purtroppo molte volte, troppe!

Come persona di scuola e coordinatore in questi anni dei progetti sportivi del nostro istituto, vorrei unire le mie opinioni personali a qualche informazione che nel tempo ho acquisito. Da un po' di tempo sono più consapevole che per i bambini primo e fondamentale momento del processo formativo è l'azione, cioè il fare che quando è veramente significativo e interiorizzato mette in opera il pensiero.
La competenza non è solo un conoscere ma un possedere in modo abile e duraturo conoscenze e abilità; e non si insegna solo con le regole, guardando unicamente al profitto, ma bisogna soprattutto indirizzare bambini e ragazzi al rispetto verso l'altro. Oggi questo spesso ci sfugge, perché siamo troppo attenti che non ci vengano fatte ingiustizie e questo atteggiamento lo trasmettiamo ai nostri bambini, dimenticandoci che non è questo il fine ultimo dello sport.
Ed è in tal senso che tutti i progetti sportivi vanno intesi come qualcosa di integrato, a supporto dell'educazione, perché bisogna imparare a sapersi gestire e confrontarsi con gli altri.
Inoltre, da praticanti o da spettatori, abbiamo constatato tante volte che soprattutto lo sport ci fa provare le sensazioni più commoventi, più liberatorie, più esaltanti, e che -magari per qualcuno- diventa l'unico punto di forza. Proprio nelle attività sportive spesso scopriamo di avere competenze ed attitudini che diventano consapevolezza, non solo della nostra identità corporea ma anche del nostro "essere"; respiriamo la sicurezza in quello che si stiamo facendo che ci predispone così ad un atteggiamento da vincente.

Tutti i nostri alunni sono più o meno dotati di una grande agilità mentale ma dispongono di un minor equilibrio emotivo e sono anche piuttosto fragili per quanto riguarda la volontà...

Ecco dunque l'importanza di una formazione che solleciti tutte le componenti della persona e a scuola ... si fa una grande fatica a perseguire questo tipo di "insegnamento".
Fatte queste considerazioni, nel mese di aprile abbiamo svolto la manifestazione conclusiva di tutte le attività svolte, grazie alla collaborazione con altre scuole del IV Municipio di Roma: per il quinto anno consecutivo è stato progettato e realizzato in tutte le classi un percorso di interventi con l'obiettivo di favorire e sviluppare nei bambini il senso di appartenenza al territorio e all'istituto.
Si è anche mirato a favorire il confronto e la sana competizione sportiva tra i ragazzi, anche esplorando attività motorie meno praticate ,conosciute e diffuse.
Proprio questo spirito di partecipazione, di confronto, scambio e di movimento, rende i bambini migliori, soprattutto alcuni di loro che non vivono quotidianamente dei successi scolastici, mentre riescono meglio nelle pratiche sportive.

L'esperienza mi convince sempre più che l'integrazione mente-corpo ha bisogno, anche nella scuola, di trovare tempi, luoghi e atteggiamento mentale dei docenti rivolti a "fare" sport, a mettersi in gioco perchè i risultati ... si vedranno anche in classe!

Stefania Tiberti, Docente I.C.Via Perazzi 46 - Roma
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