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n.5 settembre 2010
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Tutto quello di cui abbiamo bisogno è un sogno
Aiutate noi ragazzi a credere in qualcosa di più grande
di Dorigatti Giorgio - Long Life Learning
In questi tempi essere tutti più felici non è una cosa proprio semplice, ognuno ha i suoi motivi personali per non stare bene e di certo poi l'"andazzo" che ha preso la società non aiuta.
L'insoddisfazione raggiunge tutti facilmente e la realtà è sempre più amara.

Noi pieni di sogni ... ma facciamo fatica a viverli, in un mondo che ci priva di ascolto e in una vita che non ci risparmia dolori.
In fondo tutti abbiamo ragione di essere stanchi, delusi e così incaz...
Capita che ti ritrovi spalle al muro, senza più sapere dove sbattere la testa e di non avere più voglia di fare, con l'impressione che ormai è troppo tardi per tutto. Anche per noi ragazzi.

Quest'anno vorrei scrivere il mio primo articolo proprio sul malessere e l'infelicità che sta colpendo un po' tutti, giovani e adulti.
I giovani in genere manifestano la loro rabbia con la violenza e andando contro ogni istituzione; gli adulti più che altro in forme depressive.

Se la realtà non va ... allora lì dove "lei" non dà speranza, iniziano i sogni.
Quello di cui abbiamo bisogno tutti è solo un maledetto sogno in cui credere.

I sogni nascono deboli, indifesi, per questo vanno nutriti, fatti crescere e accompagnati nella realtà: prenderanno parecchie botte ma qualcosa sognato si può realizzare.
La capacità di sognare di un uomo credo che nasca proprio dalle macerie che lascia il dolore.

I sogni sono importanti non in funzione della loro realizzazione ma della loro presenza, perché inseguire un sogno vuol dire inevitabilmente imparare a credere in qualcosa, "riempirsi" l'animo, darsi una speranza e questo porta a cambiare l'atteggiamento nei confronti della vita e della realtà.

Credo che ci dobbiamo dare più speranza, forse "illuderci" un po', perché si vive anche di illusioni.
Se non ci crediamo noi nei nostri sogni, chi ci crederà? Se non ci diamo "speranza", non lo farà nessun altro per noi!

Se si pensa di uscire di casa con la rabbia addosso e i denti stretti e cambiare qualcosa si è veramente illusi.
Io credo che quello di cui ha bisogno il mondo, la gente, io stesso, è di incontrare qualcuno che mi sorrida sicuro, che mi aiuti a credere in qualcosa, non ho bisogno di chi si lamenta e credo che neppure gli altri ne abbiano bisogno!
Credo che il vero sogno per un uomo non sia avere una bella macchina, ma sia il miracolo che compie nel riuscire a vedere tutto diversamente, a filtrare la realtà attraverso i suoi sogni, a cogliere la positività di ogni stagione e a credere che riuscirà ad arrivare lì dove vuole.

Si dice che la società ha dato tutto a noi giovani, ma in realtà ci ha privati di ogni cosa, di avere spazio e tempo per essere ascoltati, ad esempio. Questo rende tutti sempre più soli e fragili.
Per questo credo sia importante restituire a noi ragazzi la voglia di fare, di sognare, affinché noi giovani possiamo credere davvero in qualcosa di più grande.

Da domani dovremo provare a uscire di casa tutti un pò meno diffidenti, chiusi, timorosi ma lasciarci toccare, avvicinare perché l'incontro fa crescere l'uomo, lo arricchisce, soprattutto lo fa sentire meno solo.
Mi rendo conto che non è impresa facile, tuttavia penso non sia fondamentale riuscire ad avere sempre il sorriso, sognare ed essere fiduciosi ... ma credere sempre che questo possa avvenire ... prima o poi.

Giorgio Dorigatti, studente delle scuole serali - Roma
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