Torna nella homepage
 
n.64 giugno 2016
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:21 Agosto 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Ultimo atto: il bilancio di co... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Ultimo atto: il bilancio di competenze finali
L'esperienza di tutor della collega neoassunta
di Rosci Manuela - Editoriali
Bilanci a fine anno ne abbiamo sempre fatti nel passato ma ragionare in termini di competenza era un po' raro. Oggi invece tutto riporta alle 'competenze' e questo forse è un buon segnale perché vuol dire che i docenti si riprendono la responsabilità di attuare una SCUOLA BUONA e POSSIBILE (e non altre!).

Infatti significative e autentiche le esperienze che arricchiscono, cambiando, un contesto troppo tempo vissuto solo come degradato e il piacere di riconoscere ancora una volta il valore della intenzionalità educativa e culturale, che coinvolge piccoli e grandi in ogni realtà territoriale ... se la scuola prende in mano la situazione e rivendica il diritto di trasformare spazi "vuoti" in luoghi ricchi di significato: il secondo articolo di Marco Pellegrino sulla Biblioteca Possibile 2 (il primo articolo sul precedente numero) , questa volta insieme a Margherita Teto, ne è diretta testimonianza.
Anche se siamo alle ultime battute di questo anno scolastico, non abbiamo abbassato la guardia e prima di andare in vacanza, Angela Ventre aiuta a sgombrare il campo da equivoci circa l'impiego delle mappe e la tipologia più adatta al singolo alunno (e al singolo docente!?)e Maria Calcagni affronta il tema delle competenze partendo dallo schema corporeo. Diversi apparentemente i toni e i temi affrontati da Barbara Riccardi - la nostra finalista al Nobel! (chi sarà il prossimo/la prossima, visto il lancio del concorso anche in Italia, come raccontato nel precedente numero) che suggerisce una lettura intrigante, possibilmente in una situazione di piacere, sempre sul tema della scuola visto da Vita Cosentino. Serenella Presutti sintetizza l'anno che si va concludendo, con tutte le contraddizione che la legge 107 (quella della Buona Scuola) ha rappresentato per i DS e non solo!

Come già affermato, ho avuto occasione di incontrare Docenti Buoni e Possibili durante i corsi di formazione: persone che si sono messe in gioco per capire "dove stiamo andando", per verificare se quanto messo da loro in campo fosse coerente con il "nuovo" indirizzo psicopedagogico, per considerare se la nuova proposta è una semplice ripresentazione con lifting del già detto e già fatto, o semplicemente per essere accompagnati e sostenuti laddove venisse mai la voglia di dire: "questo già si fa!".
Facile a dirsi, difficile a crederci.

Come sempre, mentre lavori con gli altri (sia alunni che colleghi), le riflessioni, le domande e i dubbi sollevati, ti spingono avanti, richiedono nuova riflessività, nuovi modi per accompagnare ciò che non è chiaro (ed è del tutto normale!). Offrono un continuo confronto e la possibilità di tornare su, di capire se quello che dici e fai produce una "rottura" con il precedente, se incoraggia ad uscire fuori dallo schema (vedi l'articolo di Antonia Melchiorre in proposito ).
Se quello che avviene in un incontro di formazione attiva nuove considerazioni o semplicemente permette di valorizzare elementi che sono parte integrante della didattica per competenze, come l'autovalutazione da parte degli alunni - seppur piccoli!- e delle considerazioni personali che restituiscono all'insegnante l'elaborato personale, mentale ed emotivo, di quanto vissuto dall'alunno e raccolto ad esempio nelle autobiografie cognitive (vedi l'articolo di Simonetta Melchiorre e il mio sull'argomento, sempre in questo numero).
Si è venuta a creare l'occasione di raccontare una stessa esperienza -il campo scuola- con stili e punti di vista differenti (l'articolo di Rosanna Zivi ed Emanuela Parravani) ma con la stessa convinzione: una scuola diversa, che mira a sviluppare competenze che integrano i saperi, e certamente non li riducono e non li confinano nella scuola del passato, ma vengono proposti con il fine di essere utilizzati, manipolati, rivisitati dagli stessi alunni, non nel futuro ma ora che sono a scuola. Sotto la nostra supervisione, con il monitoraggio, la verifica e la valutazione finale che solo persone "esperte" quali i docenti possono realizzare.

Ma non si tratta di monitorare e accompagnare solo gli alunni: quest'anno un gran fermento è venuto dai neoassunti che sono stati impegnati in bilanci di inizio e fine percorso, con progettualità "per competenze" all'interno di una condivisione Peer to Peer che ha avuto il significato di mettere insieme chi già era riconosciuto esperto dei saperi e del saper fare (la figura del tutor) e chi introduceva il nuovo, con il lavoro in piattaforma e-learning, con la costruzione di Unità di apprendimento e compiti significativi (i neoassunti). Ottima occasione per costruire il senso della condivisione reale, un vero compito autentico. E come sempre, anche in questa occasione, ogni realtà scolastica ha dato spazio e risalto al differente impegno profuso da tutti, neoassunti e tutor. Auguro davvero a tutti coloro che sono stati coinvolti di aver riportato un'esperienza significativa, con un valore formativo per entrambi i soggetti.

Mi ritengo fortunata dell'essere stata tutor della mia collega di classe perché è stata persona che "si è messa in gioco" su tutti i fronti: entrambe avremmo potuto cogliere solo gli aspetti amministrativi di questa esperienza, invece è stata un'ulteriore occasione per verificare (e dimostrare) che si può condividere una didattica per competenze anche con una collega che non conosci, che entra al volo, ad anno iniziato; a cui chiedi di dare fiducia agli alunni sebbene valutazioni oggettive di profitto possano farla pendere per considerazioni meno positive; a cui chiedi di cambiare il modo di vedere il programma e la programmazione e non farlo solo sulla carta o per rispondere bene sulla piattaforma Indire; che richiede di frequentare il corso di "Didattica per competenze" non perché sei la sua tutor ma perché ha intuito che le poteva venire utile ragionare insieme, con lo stesso linguaggio; che dopo i primi smarrimenti, si fida e integra con originalità e personalità il pensiero/punto di vista/convinzioni di chi stava già conducendo il gruppo (la sottoscritta e l'insegnante di sostegno).

Certamente il bilancio di competenze non può essere vissuto come un traguardo statico, raggiunto una volta e per sempre. Credo che l'aspetto della riflessività, parte integrante dello sviluppo per competenze, sia possibile solo all'interno di una comunità di pratiche, come sono appunto le scuole e se non si dovesse sempre trovare sintonia con il team di classe -laddove le convinzioni e la visione della scuola sono lontane e non è negoziabile un avvicinamento di intenti- ricordo che oggi, oltre ad essere cittadini del mondo (qualcuno penserà: "figuriamoci, abbiamo problemi a stare in Europa!"), possiamo essere docenti in rete, trovare sempre qualcuno con cui costruire il senso dell'agire a scuola.
Una serena estate a tutti

di Manuela Rosci
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional