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Numero: 3 -Febbraio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Un Anno al Museo...Didattico'  >>>
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Un Anno al Museo...Didattico
Esperienze di Didattica Museale a Scuola
di Rinaldi Rita - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Anche quest'anno i docenti delle classi I° del 196° Circolo (plesso Walt Disney) hanno aderito al Progetto del Museo Didattico (che è ormai giunto al suo 14° aggiornamento) in collaborazione con le scuole della Rete del IV° e V° Municipio di Roma per promuovere esperienze di collaborazione e progettazione comune.
Come ci siamo preparate noi del team? Tutte abbiamo visioni personali e diverse su come condurre pratiche laboratoriali, senza contare che quest'anno lavoriamo con alcune colleghe che non conosciamo, che provengono da altre scuole e da altre esperienze consolidate in esse.
La scelta della tematica e della tipologia di laboratorio -ci chiediamo- dovrà necessariamente essere legata alla specifica area disciplinare o piuttosto dettata dalla vocazione personale? Quali saranno i caratteri specifici di questo percorso e quali le prospettive di sviluppo per i prossimi anni?
I docenti, nella fase di analisi e di stesura del percorso scientifico - che affronta come tematica "Il Regno Animale e Vegetale: un Mondo a colori", nell'ambito del più ampio Progetto di Educazione Ambientale pluriennale "Io, l'Altro e il Mondo"- hanno selezionato gli ambiti più significativi in cui articolare le piste tematiche trasversali e individuato i punti chiave e gli aspetti più interessanti da divulgare e documentare nel prodotto di sintesi del percorso; percorso che anche quest'anno si apre alle espressioni culturali di altre scuole e si caratterizza per un'offerta ricca, dove convergono in armonia tutti i linguaggi e i contenuti disciplinari.

Così ci siamo confrontate con questa nuova sfida professionale, nuova perché sono nuovi gli alunni, le colleghe con cui lavorare, quindi nuove risorse professionali, nuove le idee, i percorsi e i prodotti, i successi, le difficoltà...

Prima di avviare le diverse attività in un'impostazione multidisciplinare, occorre formare i gruppi di lavoro (si tratta anche quest'anno di 55 alunni da suddividere in 4 laboratori).
Emergono nel corso della discussione domande e riflessioni del genere:
"Io mi occupo di coordinare i progetti di Continuità Educativa con la Scuola dell'Infanzia; per facilitare il passaggio degli alunni tra i due gradi di scuola si potrebbe trovare il modo di coinvolgere anche le coordinatrici e gli alunni e realizzare i lavori insieme?
"Per me è fondamentale che gli alunni abbiano chiare le regole di una corretta alimentazione e sappiano comportarsi bene a mensa...che ne dite di un percorso sensoriale di Educazione al Gusto (anche alla luce della recente novità del menù etnico a mensa)?"
"Quanto, secondo voi, questi bambini hanno bisogno di sviluppare l'espressione corporea, di essere incoraggiati ad esprimere il loro potenziale creativo, aiutati a superare conflitti, gestire l'aggressività ?"
E così via... si raccolgono le idee più originali e prendono vita nuove proposte.

Nelle due ore settimanali di laboratorio manipolativo viene dato ampio spazio, soprattutto in occasione dei primi incontri, ad attività di avvicinamento graduale tra gli alunni per favorire nuove conoscenze, facilitare il clima di accoglienza e di fiducia, ambientarsi nel nuovo spazio, accettare regole discusse e convenute, promuovere condizioni di lavoro comune: si svolgono giochi e canzoncine di apertura (la "sigla" del laboratorio: "Siamo i leoncini delle favole"), di presentazione di sé e dei compagni, conversazioni e discussioni guidate per la soluzione di inevitabili conflitti che comporta la socializzazione...
Si attivano tecniche di animazione diversificate, ma fondamentali perché gli alunni sperimentino piccoli successi e soprattutto un senso di benessere: giochi ed esercizi per apprendere a lavorare insieme, favorire la comunicazione affettiva (esercizi di distensione, di conferma, centrati sulla fiducia, giochi di ruoli ecc...), insomma si investe del tempo per provare a far convivere serenamente bambini che, ad esempio, tendono a prevaricare sugli altri, hanno problemi di attenzione, non riescono a stare fermi... con altri che sembrano non avere nessuno spirito di iniziativa, non ti guardano mai negli occhi, che, quasi nascondendosi, hanno difficoltà a sostenere qualsiasi scambio comunicativo...

Lo scopo è chiaramente anche quello di integrare e recuperare gli alunni con difficoltà di apprendimento o in situazione di svantaggio, facilitare la comunicazione nel piccolo gruppo, che restituisce loro un feedback positivo, rafforzando il senso di autostima e autoefficacia. Il progetto mira al recupero degli svantaggi sia nell'area relazionale-affettiva che nell'area cognitiva; tende a far sì che i soggetti coinvolti partecipino attivamente alle dinamiche della classe, attraverso interventi di recupero individualizzati per alunni che presentano difficoltà di concentrazione e di relazione, utilizzando come risorsa il confronto e il lavoro di squadra (ad esempio facendo pervenire i loro lavori alla Redazione del Giornalino Scolastico "Inviato Speciale").
Lo scopo è di far conseguire loro la padronanza degli strumenti operativi linguistici, secondo il loro ritmo di apprendimento e promuoverne, al massimo delle loro potenzialità, lo sviluppo cognitivo e sociale.
Nei gruppi saranno inseriti anche altri alunni che svolgeranno, a turno, attività di tutoraggio nei confronti dei compagni in difficoltà.

Si può iniziare con proposte di lettura, intesa come competenza trasversale e abilità "attiva" partendo ad esempio, come abbiamo fatto noi, dalla lettura e rappresentazione delle favole di Esopo per arrivare a Pinocchio, accendendo la curiosità degli alunni che, nel corso delle varie storie, incontreranno diversi personaggi, animali, ambienti... La lettura del testo, chiaramente semplificato e adattato a piccoli lettori di 6 anni, si sviluppa nel corso di tutto l'anno scolastico nell'ambito del Progetto Lettura, che contempla una serie di attività di raccordo con il Progetto di Educazione Ambientale, progetti che, pertanto, procedono parallelamente (le classi si sono recate all'Auditorium per assistere ad uno Musical su Pinocchio).
Con la drammatizzazione di favole si sperimenta un universo di sensazioni ed emozioni che vivono quotidianamente i bambini: la rabbia, la paura, la tristezza, la debolezza, l'aggressività... ognuno si identifica in uno o in un altro animale e arricchisce la storia, che sembra uguale per tutti, di significati personali; è invitato e incoraggiato ad esprimere il proprio potenziale affettivo ed emotivo o semplicemente un punto di vista.

Molteplice è il materiale su cui riflettere che viene offerto a noi docenti dallo svolgimento di queste attività: fuori dall'aula scolastica si esce più allo scoperto, si abbassa il livello d'ansia e si apprende più serenamente; nel laboratorio il tempo per divertirsi e il tempo lavorativo coincidono: ho un alunno che quando mi incontra mi chiede con voce tremante e con gli occhi lucidi: "Teacher, ma che oggi c'è Inglese?" "No" e lui risponde con un sonoro sospiro "Ah! Meno male...".
Nel formare i gruppi abbiamo avuto qualche perplessità nell'inserire questo bambino nel mio, ma abbiamo voluto tentare lo stesso; nel laboratorio ora sembra più spensierato, si propone spontaneamente per le attività in lingua e svolge la funzione di tutor verso un compagno, eppure le tematiche affrontate (es. attività di riconoscimento e denominazione di colori, numeri e animali in inglese) sono le stesse presentate in classe, probabilmente in modo diverso, sviluppate insieme a persone diverse in un ambiente diverso, ma so già che quando entrerò in classe mi farà la solita domanda.

Nel laboratorio linguistico-espressivo lo scopo, chiaramente, è anche quello di stimolare la motivazione a leggere e scrivere: sono alunni di classe prima e sappiamo che vanno quotidianamente incoraggiati a leggere e con quanta fatica a casa ogni pomeriggio devono aprire quella paginetta, altrimenti la maestra si arrabbia... nel laboratorio ascoltano, scrivono, leggono ma "non se ne accorgono"; sono troppo impegnati a costruire il loro libro, che ha preso vita dalle loro mani, ma che non può contenere solo illustrazioni.
Da soli capiscono che ci sono cose che vanno spiegate, altrimenti chi lo sfoglia non sa come si chiama quell'animale tanto caro a chi l'ha disegnato, cosa racconta quell'immagine... allora inseriscono brevi e semplici testi che, diciamo la verità, hanno un altro valore e così l'alunno esprime il suo mondo affettivo, i suoi sentimenti per un cucciolo o il senso della perdita se non c'è più... e anche scrivere acquista un senso per loro, quello di comunicare qualcosa.

E così ogni settimana si parla, si racconta, si studia, si realizzano ricerche in biblioteca, si inventano e si scrivono filastrocche al computer: si approfondisce un animale a loro scelta.
Tutte le attività proposte dai laboratori richiedono la capacità di documentare e raccontare semplici e brevi esperienze: si affrontano i contenuti che interessano ed entusiasmano di più, si gioca con i nuovi vocaboli, si parla di sé, si imitano i passi e versi di animali, si incoraggia a raccontare... ed è così che si arricchiscono e si ampliano le competenze linguistiche e comunicative, si stimolano capacità espressive, oltre che manuali e si acquisiscono abilità, come l'ascolto e la concentrazione, funzionali al conseguimento delle successive competenze di lettura, comprensione e produzione del testo. E' un percorso fatto di esperienze pratiche, ma anche di riflessione e formalizzazione delle stesse.

Nei laboratori scientifici si propongono semplici esperienze adatte all'età degli alunni che li spingono ad osservare, analizzare, indovinare, rappresentare mentalmente un semplice problema, ad essere intraprendenti e non aver paura di sbagliare: "Bene, ora che abbiamo costruito la Barriera Corallina come inseriamo i pesci nel loro ambiente naturale? Li appendo... li incollo, sono troppo pesanti, se cadono e distruggono tutto? Come posso fare le onde del mare? Devo far capire che si muovono... Come posso catturare il colore rosso del Pesce Pagliaccio...come devo mischiare le tempere? Dove trovo la sabbia e le conchiglie? Metto la tartaruga nell'acqua o sulla terra?... Perché abbiamo aspettato una settimana prima di dipingere i pesci fatti con la pasta di sale e perché quelli sul termosifone sono più duri di quelli fatti seccare sul davanzale?"

Da un disegno di una farfalla regalato all'insegnante senza un'occasione speciale si parte per avviare una conversazione con una serie di domande-stimolo da cui estrapolare la tematica, "Come mangia la farfalla? Con la proboscide... non è possibile! Proviamo a cercare in biblioteca".
Si accende la curiosità e il contributo viene da tutti perché ognuno ha qualcosa da dire, da fare o da portare... "Posso portare "Magic English" con tutti gli animali a cartoni animati, il mio animale preferito invece è..., io l'ho visto allo zoo... la tua farfalla è così colorata che la voglio mettere in un libro" ... ed ecco che il nostro libro degli "Amici Animali" si anima magicamente.
L'alunno si pone delle semplici domande e va in cerca delle possibili risposte, si spinge un po'più in là; sa, dopo vari tentativi, dove trovare il materiale che gli serve, vede subito il frutto del proprio lavoro e dell'impegno, è consapevole che quello che ha imparato o scoperto serve ad uno scopo, ha una sua funzione ed è visibile ai suoi occhi e quelli degli altri.
A volte si può partire da giochi e piccoli esperimenti per lo sviluppo sensoriale: da un gioco di riconoscimento delle erbe aromatiche, un alunno bendato doveva capire, annusando, che si trattava di un rametto di rosmarino e risponde: "Profuma di patate" e da lì partono altre domande e si lanciano ipotesi e risposte, si ricordano sapori e odori, si accostano tra loro; le volte successive si sta più attenti quando ci si reca a mensa, si confrontano gusti e profumi; "ma perché il rosmarino ha gli aghi? Perché la patata cresce sotto terra? Perché le foglie del basilico diventano un po' gialle e un po' marroni e ancora... come mai a Natale la pianta della classe stava bene e alla Befana è tutta ammosciata, perché cadono le foglie... perché l'ape entra nel fiore?" Ed ecco che respirando gli odori, ascoltando i suoni della Natura, gustandone e toccandone i frutti, il mondo si svela ad un gruppo di bambini di città, passando attraverso le loro sensazioni visive, tattili, gustative, olfattive, uditive e inizia a crearsi in loro una prima visione scientifica della realtà.

Per la Giornata Mondiale dell'Alimentazione il 16 ottobre, ad esempio, abbiamo preparato il pane a scuola insieme alle maestre e ai bambini delle altre classi, recitato filastrocche e poesie, presentato e gustato insieme sapori di pane proveniente da vari paesi del mondo, grazie alla presenza di alunni stranieri che ci hanno illustrato le rispettive ricette; infine siamo usciti fuori in cortile a far merenda con pane e olio (o pane e pomodoro) come facevano i nostri nonni... e da qui prende vita il nostro libro sulla Natura (...in Cucina) e sull'origine degli alimenti: Sapori a Colori...

Il 14 Marzo ci sarà l'inaugurazione del Museo Didattico e i nostri alunni saranno impegnanti a illustrare i propri lavori; chissà come affronteranno questa sfida? Per ora si stanno preparando e si impegnano a dare il loro meglio.
Già questo per noi rappresenta un'esperienza irrinunciabile.

Rita Rinaldi Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma

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