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n. 27 novembre 2012
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Articolo 'Un autunno di risvegli'  >>>
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Un autunno di risvegli
Un autunno caldo, vibrante di possibilità.
di Crasso Antonella - Organizzazione Scolastica
E' un autunno bollente quello che stiamo vivendo, non solo per il clima capriccioso che, tra uragani e sprazzi di sole rende difficile decifrare il tempo, ma anche perché si assiste al montare inarrestabile di una marea che sta dilagando nel mondo della scuola come forse non si vedeva da anni.

Le recenti "picconate" che si sono abbattute, insieme a tanti altri provvedimenti, sul mondo dell'istruzione, hanno toccato nervi ormai da troppo tempo scoperti, mettendo in luce una criticità che non può più essere nascosta e che richiede a noi tutti una stagione di riflessione e di ripensamenti.
Non si tratta solo del paventato pericolo dei tagli e delle decurtazioni economiche, e neanche dell'aumento delle ore da 18 a 24 (proposta già ritirata!) tanto quelle già le facciamo: chi di noi non lavora ormai ben più di 24 ore, tra programmazioni, correzioni di compiti, strategie da elaborare, aggiornamento ecc.?
E non è solo quello.

Io, come tanti altri, il pensiero dei miei alunni non lo lascio chiuso in un cassetto fino al lunedì mattina.
Me lo porto a casa
, vive con me nel continuo rimuginare "come fare con quel ragazzo?" "che strategie posso adottare con quella classe così vivace? E con quella così spenta?"

E allora, anche quando sei a casa e magari sei intenta a preparare una torta per la merenda dei tuoi figli, ti accorgi che il pensiero di ciò che fai e di ciò che sei non ti abbandona mai: è come una veste che non si toglie quando vai a letto e non si smette di essere un docente quando si esce da quelle quattro mura, perché non è una questione di luogo fisico: essere insegnante, per chi ci crede veramente, è una dimensione intima, personale, che certo poi si dispiega nella quotidianità del rapportarsi con gli altri, ma che nasce dal tuo profondo essere convinta (e felice!) di ciò che fai.

Per questo mi piacerebbe che i "non addetti ai lavori" sfatassero i luoghi comuni sugli sfaccendati della categoria, che in questi anni, forse ad arte, sono stati instillati nell'opinione pubblica; che capissero la passione, la motivazione, il senso che anima questo nostro lavoro, così diverso da tutti gli altri,così bello eppure così spesso pesantemente umiliato e svalutato.
Ma questo risveglio d'autunno è foriero di un rinnovato fervore che si manifesta e si traduce nelle mail che girano tra di noi per confrontarci, prendere iniziative, discutere su decisioni sofferte ma necessarie, capire cosa fanno gli altri e come muoverci in sinergia, in una rete di pensieri e di azioni comuni che, uscendo da anni di passiva accettazione di tutto ciò che ci pioveva addosso, stanno dando vita ad una nuova stagione, nella quale, al di là di tutto ci si sta riappropriando della dignità del proprio ruolo, che è una dimensione imprescindibile della professione docente.

Si torna in piazza, come quando eravamo al liceo, con la differenza (emozionante...) che ora accanto a noi e con noi sfilano i nostri figli liceali, a condividere le stesse battaglie, a desiderare le stesse conquiste: un passaggio di testimone generazionale che non potrà non avere un impatto sulle decisioni da prendere. Si, è un autunno caldo, vibrante di possibilità.
Un autunno di risvegli.

Antonella Crasso, docente di sostegno IC Piazza Minucciano Roma
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