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n 67 novembre 2016
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Oggi è il giorno:18 Dicembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Un'avvincente questione...
Costruire competenze, ma come?
di Malagesi Stefania - Didattica Laboratoriale
Fin da quando ho deciso di formarmi sulla didattica per competenze, sono sempre stata cosciente del percorso impegnativo che mi aspettava, ma continuo su questa strada perché sono convinta che sia quella giusta anche se la più difficile.

Dopo aver approfondito la conoscenza delle Indicazioni Nazionali, del concetto di competenza, delle un'unita di apprendimento, del compito significativo e della rubrica di valutazione, è arrivato il momento di mettere in pratica tutto e di viverlo con il gruppo classe.
Dopo aver acquisito conoscenze e abilità ora devo verificare la mia capacità realizzativa, dunque anche le mie competenze.

Così come viene ribadito nelle Indicazioni Nazionali, sono del parere che l'interdisciplinarità sia un'esigenza da considerare, quindi, parlando con i bambini, ho spiegato prima di tutto che per me non c'è una materia più importante dell'altra, ma che tutte le discipline sono legate tra di loro sotto diversi aspetti.
Abbiamo, ad esempio, deciso di usare un quaderno unico per Storia e Geografia: durante lo studio dei Greci abbiamo spostato la nostra attenzione sull'osservazione del territorio e sull'analisi delle risorse naturali che influenzano la vita dei popoli e da qui siamo tornati ad analizzare le attività del popolo ellenico.
Non solo, essendo i Greci precursori della democrazia, abbiamo parlato della nostra Costituzione, ponendo attenzione all'organizzazione dello Stato italiano; attraverso le domande dei bambini, si è discusso in classe del diritto-dovere di votare e la loro curiosità e il loro interesse ci hanno portato a riflettere su momenti storici particolarmente importanti; ciò mi ha permesso di lavorare sui valori costituzionali e sui diritti umani per costruire competenze di cittadinanza.
La storia diventa così reale, concreta e non solo una materia confinata sui libri o nei musei.
I bambini, inoltre, si sono mostrati molto entusiasti durante la lettura collettiva di un libro sugli eroi e sulle divinità dell'Olimpo, prestando molta attenzione e partecipazione e permettendomi di lavorare anche sulla capacità attentiva e di ascolto.

Come si può evincere ancora dalle Indicazioni Nazionali, "imparare non è solo un processo individuale",
proprio per questo ritengo che sia fondamentale prestare grande attenzione a quanto avviene in classe.
Quando introduco un nuovo argomento, prima di passare all'uso del libro di testo, ne discuto con i bambini, cercando di stimolare la loro curiosità e di capire cosa già conoscono.
Dopo la lettura collettiva in classe, si lavora tutti sulla comprensione del testo e ognuno spiega ai compagni il proprio punto di vista.
Il lavoro in classe è sempre collettivo e collaborativo.

Inizierò, a breve, ad assegnare ricerche in piccoli gruppi, anche attraverso l'uso delle nuove tecnologie; in classe si approfondiranno poi le informazioni raccolte da ogni gruppo, in modo da poter consolidare le conoscenze apprese; proporrò inoltre il compito significativo, attraverso il quale i bambini vengono resi attori principali del percorso di apprendimento, perché messi di fronte a situazioni problematiche reali e complesse. E' proprio quando riescono a superare queste prove autentiche e complesse che noi insegnanti ci rendiamo conto che non solo i nostri alunni hanno acquisito conoscenze, ma che sono in grado di rielaborarle e riutilizzarle per trovare diversi percorsi risolutivi. Utilizzerò una rubrica di valutazione elaborata tenendo conto di ciò che ho intenzione di osservare, come ad esempio l'impegno, la collaborazione, la capacità di proporre ipotesi di soluzione, oltre alla coerenza con la consegna, la completezza e la precisione.
Al termine di ogni percorso chiederò a ciascun bambino di produrre un testo nel quale spiegheranno il lavoro svolto, le scelte effettuate e racconteranno i momenti di lavoro in gruppo.
E' un lavoro che di certo tutti gli insegnanti già svolgono, ma occorre prenderne consapevolezza.
E' un lavoro lungo? Senza dubbio! Un lavoro da organizzare attraverso l'elaborazione di unità di apprendimento, per ottimizzare la didattica, di compiti significativi per stimolare e valutare le competenze, di rubriche di valutazione per registrare e monitorare!
Un lavoro impegnativo che prevede la ricerca costante di metodologie, tecniche didattiche e stili educativi che permettano ai saperi acquisiti, alle conoscenze e alle abilità di formare individui, cittadini competenti, autonomi e responsabili, capaci di realizzarsi nella vita personale e sociale.


Stefania Malagesi, docente I.C. Belforte del Chienti, Roma
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