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| Un bel passaggio |
| Una certa soddisfazione |
| di Rossini Simonetta - Organizzazione Scolastica |
In un rapporto tra adulti attribuisco un legittimo valore alle parole che vengono usate; durante una conversazione ognuno deve valutare bene quanto afferma perché i ruoli seri di un contesto lavorativo non prevedono né cadute di stile né supposizioni che possano generare confusione. Definizione chiara dei dubbi che si hanno e richieste dirette alla persona interessata.
Pochi giorni fa, un genitore della mia classe ha espresso delle perplessità su un paio di miei interventi nei confronti della figlia. Il problema è che lo ha fatto con la mia collega (che mi ha semplicemente segnalato l'accaduto senza commenti di nessun genere) piuttosto che con me nonostante sia sempre disponibile a ricevere chiunque lo chieda: ho trovato la cosa poco corretta e, d'istinto, ho pensato ad un passaggio del quale, poi, sono rimasta molto soddisfatta.
La mattina stessa ho chiamato la signora al telefono affermando che, da professionista, ero in grado di rispondere in maniera più che esaustiva ai dubbi che aveva espresso alla mia collega: ero pronta a riceverla anche subito.
Quando è arrivata le ho spiegato con la massima chiarezza che i miei interventi sulla bambina non erano stati né avventati né casuali ma avevano permesso all'alunna di partecipare al tentativo di creare un gruppo classe più coeso grazie ad una riflessione che stavamo facendo proprio su uguaglianza e diversità: la perplessità della signora risiedeva nel fatto che avevo trattenuto in classe la figlia durante l'ora di religione dalla quale è esonerata. All'invito della signora a parlare davanti alla bambina di argomenti "prettamente religiosi" ho gentilmente, ma fermamente, ribadito che farlo sarebbe stato mancare di rispetto nei confronti della loro scelta.
L'altra questione riguardava il compito di fare fotocopie assegnato alla bambina: e qui ho superato me stessa....
Ho parlato di come, invece che i "cattivi", faccio scrivere alla lavagna quelli più corretti nei comportamenti perché possa creare un elenco di miei "aiutanti" capaci e autonomi nell'assumere e portare a termine degli incarichi. Le ho raccontato di come sia ambito questo ruolo e di come siano contenti, tutti, di dimostrarsi capaci.
Le ho fatto notare che l'ambiente fisico della scuola è formato da spazi diversi dall'aula e che esplorarli spesso rende i bambini più autonomi e più sicuri nel muoversi in contesti diversi.
Mi sono insomma dimostrata più che sicura delle mie azioni! E sono stata brava a troncare sul nascere alcune sue divagazioni su questioni che riguardavano altre persone non presenti all'incontro.
Forse non tutti capiranno la mia soddisfazione .... Ma sono veramente stufa di come talvolta non venga riconosciuto il nostro ruolo di professionisti: ho tanti dubbi, sono certa che devo capire e imparare ancora molto....ma per l'attenzione e il rispetto che contraddistinguono il mio rapporto con i bambini, al termine del mio orario di servizio, mi posso permettere di uscire da scuola a testa alta.
Mi sembra giusto che la signora in questione, e non solo lei, lo sappia.
Simonetta Rossini Docente 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma
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