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n.70 febbraio 2017
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Un compito per la vita
Insegnare nella scuola delle competenze
di Ventre Angela - Long Life Learning
Le Indicazioni italiane ed europee ci invitano a centrare l'azione didattica sull'acquisizione delle competenze, ma, per alcuni insegnanti, non è facile ancora entrare in questa logica, o comunque ancora non se ne è totalmente consapevoli; alcuni credono che a pagarne le spese siano i saperi, tradizionalmente intesi. Certo è che un alunno può conoscere la letteratura italiana, la procedura per l'estrazione di una radice quadrata, tutte le regole della grammatica, ma può non essere in grado di organizzare, utilizzare appieno le proprie conoscenze e abilità in situazioni sempre più ampie e varie.
La richiesta, chiaramente esplicitata dal Consiglio Europeo, è quella di sviluppare un'offerta formativa in grado di garantire non solo un apprendimento permanente, ma di sviluppare quelle competenze, denominate competenze chiave, utili per la realizzazione e per lo sviluppo personale della cittadinanza attiva. Quello che si chiede alla scuola di oggi è di formare dei cittadini in grado di pensare e di agire davanti alla complessità delle situazioni che si trova ad affrontare, impegnando non solo la sua sfera cognitiva e intellettuale, ma anche la parte emotiva, sociale, etica, valoriale, affinché possa essere cittadino del mondo.

Quando entro nella mia classe e osservo gli alunni, il loro modo di essere, di agire, di approcciarsi alle conoscenze, mi chiedo quali percorsi didattici posso attivare affinché utilizzino totalmente le loro conoscenze e abilità mostrandosi "competenti", e soprattutto come valutare queste loro competenze, quali strumenti e metodologie utilizzare? Nella scuola delle competenze, i voti servono ancora? Hanno una valenza formativa?
La maggioranza degli insegnanti vede ancora nella valutazione un momento di verifica e di controllo dei risultati raggiunti, delle conoscenze acquisite dagli alunni, di ciò che si è fatto e di come si è proceduto. Oggi, invece, per valutazione si deve intendere l'accertamento non di ciò che lo studente sa, ma di ciò che sa fare con ciò che sa (G. Wiggins, 1993); bisogna valutare la capacità di far fronte a un compito, o un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto e a orchestrare le proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive, e a utilizzare quelle esterne disponibili in modo coerente e fecondo" (Pellery, 2004).
Nella scuola si chiede agli insegnanti di valutare lo studente osservandolo e individuando, nel suo agire, opportuni indicatori di competenza. Non bastano un'interrogazione, semplici esercizi di applicazioni, una prova scritta, bisogna mettere gli alunni di fronte ad un compito e a delle situazioni complesse, che non vuol dire difficili, e osservare come le interpretano, quali strategie applicano per portarle a termine, quali competenze utilizzano. Di conseguenza, alla base di una buona valutazione vi è l'osservazione intesa non come un semplice guardare, ma come un continuo e informale monitoraggio, attraverso il quale l'insegnante raccoglie tutte le informazioni necessarie per stabilire se l'alunno sta procedendo nella giusta direzione, se non riesce a superare un certo ostacolo, se gli manca una certa conoscenza o l'ha già acquisita, se è capace o no di utilizzare le risorse intrinseche alla sua persona.
Durante un consiglio di classe serve a poco affermare che la "competenza è in corso di acquisizione" o "non riesce a portare a termine il compito", perché tali espressioni dicono poco dell'alunno, delle sue difficoltà, o meglio delle sue potenzialità. Il nostro compito è quello di individuare e indicare le strategie, le abilità, le conoscenze e quindi le competenze che l'alunno dovrà mettere in gioco dinanzi ad un compito scolastico, ma soprattutto nella vita, affinché diventino gli strumenti dell'agire quotidiano. Parlare di valutazione delle competenze significa confrontarsi, discutere, tendere a una visone condivisa, progettare e fare insieme, costruire in maniera trasversale le proprie valutazioni, le considerazioni in un'ottica di crescita globale dei nostri alunni.


Angela Ventre, insegnante di sostegno I.C. "Alfieri - Lante della Rovere", Roma
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