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Numero: 5-gennaio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 26 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Un'efficace pratica scolastica?
Tutta questione di coinvolgimento!
di Traversetti Marianna - Organizzazione Scolastica
Avvilite e scoraggiate, tradizionaliste e seriamente operanti, motivate ed entusiaste: queste, a mio avviso, sono le tre tipologie di team, cioè di docenti che insieme lavorano per lo stesso gruppo classe.
A quale tipologia apparteniamo io e i miei colleghi? C'è chi dice: - A quella dei dopati!-
Dopo tutto, non è poi così strano etichettare, benevolmente, un gruppo di insegnanti con questo termine perché, in fondo, nell'immaginario collettivo, la figura della maestra si articola seguendo le movenze rigide ed univoche di un' insegnante dalla penna rossa, seduta dietro una cattedra, dall'espressione del volto assolutamente seria ed inquietante, che si alza dalla sedia scomoda e sdrucita (propria solo dell'arredo della scuola pubblica), esclusivamente per scrivere alla lavagna un esercizio che è stato spiegato una volta sola e che, pertanto, deve per forza essere già compreso dall'uditorio dei discenti
(E gli allievi che in prima istanza non capiscono? Non fa niente, hanno la bicicletta, devono pedalare!). ..

E' così in molti casi, non c'è dubbio... ma in altri no!

Molti professionisti della scuola -così mi piace definire quegli insegnanti che sanno cosa spiegano, che conoscono le tecniche per spiegarlo e che adoperano strategie didattiche diversificate a seconda dei bisogni formativi degli alunni-, infatti, con l'esperienza quotidiana di anni passati ad " attraversare" generazioni, con lo studio e con la buona consuetudine di interrogarsi sulle scelte applicate, con l'umiltà di ammettere gli errori pedagogici che tutti, assolutamente tutti gli insegnanti commettono, "correggendo il tiro", anche a costo di rimettere in discussione un proprio credo educativo, o solamente un'incancrenita pratica quotidiana, hanno raggiunto una rinnovata mentalità pedagogica in nome di un'apertura formativa che considera il bambino nella sua molteplicità di aspetti: relazionali, sociali, culturali, cognitivi, potenziali... perché credono che ciascuna individualità abbia dei significativi punti di forza, riconoscendo i quali si acquista, innanzitutto, l'autostima che è l'elemento fondante la formazione della personalità.

In ambito sociologico e scolastico, la cooperazione tra le parti del processo di insegnamento/apprendimento si esplica anche e soprattutto per la dipendenza funzionale tra i bisogni formativi degli allievi e le esigenze sociali e professionali dei docenti, la cui sinergia determina il verificarsi e la realizzazione di eventi educativi portatori di significato.
In questa prospettiva, allora, nella scuola più che mai, i fattori personali, direi "umani" interni al team e al gruppo-classe (rappresentati dalle situazioni cognitive, affettive e relazionali) e quelli ambientali, generano riflessioni ed accadimenti interagenti che si influenzano in modo reciproco e funzionale al contesto in cui hanno avuto origine.
Anche il macrosistema scuola, dunque, nel più piccolo ambito d'intervento quale può essere quello di una classe con i propri alunni ed i propri insegnanti, è una creazione plasmabile e plasmata di un'intensa attività umana prodotta da una fitta rete di relazioni ed emozioni di ciascuna individualità che ne fa parte.

Ed è per questo ed in funzione di questo meraviglioso groviglio d'interessi, di passioni, di significati e di intese che l'aula è il terreno per eccellenza di costruzione di risorse per lo sviluppo personale: è il campo di vita in cui le piccole e le grandi persone che vi abitano divengono "efficaci" per merito dell'azione collettiva che ha diversi e molteplici scopi, ma che è correlata da un fine comune a tutti.
Alla luce di questo pensiero che è alla base del mio credo in primis sociologico e, di conseguenza, pedagogico, ho costruito un gruppo di lavoro "efficace" insieme ai colleghi con i quali condivido quotidianamente azioni, strategie, decisioni.
Insieme.
Collaborando, cooperando, raccordando, credendoci soprattutto! Credendo che si possa contribuire in modo incisivo alla formazione del bambino mediante, innanzitutto, l'accordo affettivo e professionale degli insegnanti che costituiscono così, per i loro stessi allievi, l'esempio di riferimento.

Marianna Traversetti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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