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n.47 novembre 2014
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Un film può aprire insospettabili porte alle emozioni...
La chiave giusta per accedere a stanze segrete
di Melchiorre Antonia - Didattica Laboratoriale
"Basta guardare il cielo" di Peter Chelsom (tratto dal libro "Freak the Mighty" di Rodman Philbrick) è il film che ho proposto di vedere ai bambini per approfondire il tema del bullismo, argomento che si sta trattando in questo periodo in classe in occasione di una riflessione più ampia sulla non violenza, alla quale sta partecipando tutta la scuola.

Il film è bellissimo e offre molti spunti di lavoro: la diversità, la violenza, l'amicizia, il coraggio e la voglia di vivere...nonostante tutto!

È la storia dell'incontro di due ragazzi molto diversi tra loro: Max fisicamente massiccio, molto chiuso, con difficoltà a scuola e a fare amicizia; Kevin ha una malattia molto rara e invalidante, ma una grande intelligenza, conoscenza e forza d'animo.

La fortuna ha voluto che si incontrassero, la loro capacità è stata quella di mettere a frutto questa opportunità: Max e Kevin insieme sono più della somma di due persone, sono la forza della mente e del cuore insieme!

Come i cavalieri di re Artù, affrontano molte avventure e combattono molte battaglie importanti: i ragazzi bulli che li prendono in giro e sono violenti con loro, il rapporto difficile che ha Max con il padre uscito di prigione, ma soprattutto insieme affrontano i loro limiti fisici ed emotivi...è questo che li rende forti e li trasformerà.
Il resto della storia la rimando alla visione del film, che a mio parere è impedibile!



Quello sulla quale voglio porre ora l'attenzione è il lavoro fatto con i bambini.
Il film è molto commovente e alla fine i bambini erano chiaramente emozionati: quelle immagini avevano toccato qualcosa di profondo in loro.
Il dibattito è iniziato subito dopo la merenda, partendo da ciò che li ha colpiti di più sia positivamente sia negativamente, ed è durato circa due ore.
Potrebbe sembrare impegnativo investire un'intera mattinata per questa attività, ma vi assicuro che è il tempo necessario per i ragazzi per individuare ciò che provano e poi esprimerlo. La condivisione delle proprie emozioni è stato un passaggio fondamentale in questo lavoro, ha aiutato anche i bambini con più difficoltà, a chiarire le proprie e a farle emergere.

Nella mia classe ci sono due alunne straniere adottate, con un trascorso molto difficile. Alcune scene del film le hanno riportate ad esperienze personali vissute in passato che non avevano avuto il coraggio di esprimere fino al quel momento, riguardo a violenze subite o l'essere state testimoni di violenze!

È noto come la visione di un film può far emergere emozioni sedate, che però incidono visibilmente nella vita di tutti i giorni, nodi che andrebbero sciolti.

Altri bambini, sulla stessa onda, hanno potuto contattare, ognuno secondo il proprio vissuto, emozioni ed esperienze del passato che li hanno fatti soffrire e per le quali ancora oggi soffrono. Anche se questa esperienza di visione del film e del successivo dibattito non riuscirà a risolvere il loro problema, li avrà però aiutati almeno a sciogliere il dolore e la rabbia che hanno contattato, rendendoli un po' più sollevati, come se si fossero liberati di un grosso peso. Per lo meno è questo che ho potuto notare sui loro visi alla fine del nostro incontro.

Per correttezza ed anche per protezione di certe confidenze, non riferisco ciò che i bambini hanno raccontato, ma ciò che ha rappresentato il lavoro con loro.

Intanto il clima di ascolto era altissimo, come invece non capita spesso durante le lezioni, così pure il livello di coinvolgimento emotivo anche per quei bambini che di solito hanno difficoltà ad esprimere le loro emozioni, nascondendosi dietro al sarcasmo o ad un atteggiamento violento...questa volta non è stato così! Aver fatto simili confidenze ha voluto anche dire che i bambini si sono fidati e affidati ai loro compagni. Vuol dire che il gruppo sta raggiungendo una maturità emotiva che desideravamo e di questo sono molto contenta!
Inoltre, e non ultimo, l'esperienza di vita che ci hanno regalato questi ragazzi con i loro racconti, le emozioni e le lacrime, rappresenta una grande ricchezza a livello umano: hanno rivelato uno spaccato di vita lontano ed estraneo ai loro compagni.

La visione di un film può essere uno strumento molto valido, che però bisogna saper utilizzare:
- è importante conoscere chiaramente lo scopo che vogliamo raggiungere con la visione del film;
- è fondamentale la scelta del film;
- è indispensabile darsi i tempi giusti, i bambini devono avere il tempo di parlare delle proprie emozioni, esprimere e chiarire ciò che provano;
- è assai importante per noi insegnanti saper gestire le loro e le nostre emozioni.

Esperienze come queste arricchiscono non soltanto i ragazzi, ma anche noi insegnanti. Scopriamo mondi che si celano dietro l'irrequietezza, la tristezza, la rabbia, la distrazione, la scarsa stima di sé, mondi che compromettono la relazione con gli altri e l'apprendimento, mondi che, per questo, non possiamo non tenere in considerazione nel rapporto con loro.


Concludo con una delle tante belle frasi del film: "Non serve essere eroi basta essere grandi di cuore"

Buona visione a tutti!


Melchiorre Antonia - insegnante di sostegno dell'I.C. viale Adriatico

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